MILANO - Via libera dall'Aula del Senato al Jobs Act degli autonomi, che ha raccolto 173 voti a favore e 53 astenuti. Il provvedimento, collegato alla Manovra, passa ora alla Camera. Oltre alla maggioranza si sono espressi a favore Fi e Ala. I gruppi Sel, Cor, Lega e M5S si sono astenuti. Per il Movimento, in particolare, il senatore Sergio Puglia ha spiegato che c'è una posizione a favore delle misure sul lavoro autonomo mentre la contrarietà riguarda la disciplina sul lavoro agile. Dal Pd del senatore Roberto Ruta si accoglie il testo rimarcando la definizione di "occupazione senza vincolo di subordinazione e quindi di orario e di luogo prestazione. E' una linea di demarcazione fondamentale, stabilita dalla riforma del lavoro per smascherare abusi e false partite Iva e riconoscere più diritti ai tanti lavoratori autonomi non imprenditori del nostro Paese, soprattutto giovani". Giancarlo Serafini di Fi rivendica "l'apporto costruttivo" del suo partito, Giovanni Barozzino di Si - annunciando astensione - lamenta che i "lavoratori sono sempre più deboli".
Come riassume l'ufficio tecnico del Senato, il testo concerne i rapporti di lavoro autonomo (Capo I) ed il lavoro agile, definito come una modalità specifica "di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato" (Capo II). Il gruppo dei senatori del Pd individua, in una scheda dedicata al testo, un "pacchetto di nuovi diritti" introdotti: Estensione del congedo di paternità ai lavoratori autonomi e allungamento per le mamme e i papà del congedo, fino a 6 mesi entro i 3 anni di vita del bambino; indennità di maternità anche continuando a lavorare, pari all'80% della retribuzione, per i 5 mesi canonici (2 prima e 3 dopo il parto); tutela per il ritardo nei pagamenti: viene estesa anche alle transazioni tra imprese e autonomi, tra autonomi e tra autonomi Pa; rimborsi spese: quelli per le spese alberghiere, per alimenti e bevande non creano reddito; spese per la formazione deducibili. Diventano deducibili al 100% le spese per l'iscrizione a master, corsi di formazione o di aggiornamento, di iscrizione a convegni e congressi (fino a 10 mila euro l'anno); sospensione dei contributi in caso di malattia o di infortunio: il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi dell'assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali viene sospeso, e poi si potrà riprendere a rate.
Al governo vengono affidate due deleghe: una, di semplificazione, per la determinazione degli atti pubblici che possano essere rimessi anche alle professioni ordinistiche e l'altra sulla possibilità per gli enti di previdenza di diritto privato, che gestiscono forme relative a professionisti iscritti ad ordini o a collegi, di attivare, anche in forma associata, ove autorizzati dagli organi di vigilanza, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti che abbiano subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie. Altra delega al governo riguarda il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali.
I centri per l'impiego si devono dotare, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo. Viene poi mosso il primo passo per disciplinare in Italia il lavoro agile (smart working), quale "modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa". Il Capo II prevede che il lavoro agile consenta l'impiego di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa; si possono poi adottare forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro.
Positivo il commento della presidente dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, per la quale "Il pieno coinvolgimento degli organismi di rappresentanza ha fatto scaturire un testo moderno e adatto alle esigenze attuali"; l'esperta sottolinea "le nuove funzioni e maggiori misure di sostegno ai professionisti grazie alla delega al Governo che farà sì che, entro 12 mesi dall'approvazione della disciplina, siano individuate funzioni delle pubbliche amministrazioni che le professioni ordinistiche potranno svolgere con maggiore celerità". In attesa dei lavori della Camera, Calderone sottolineato la norma che "individua una serie di funzioni pubbliche - ad esempio quelle che consentono di ridurre il contenzioso giudiziario e di certificare l'adeguatezza dei fabbricati alle norme energetiche e di sicurezza - da devolvere alle varie categorie ordinistiche". Di un primo passo importante ha parlato Confcommercio, che ora chiede di "tagliare gli adempimenti fiscali e burocratici che soffocano le professioni".
Come riassume l'ufficio tecnico del Senato, il testo concerne i rapporti di lavoro autonomo (Capo I) ed il lavoro agile, definito come una modalità specifica "di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato" (Capo II). Il gruppo dei senatori del Pd individua, in una scheda dedicata al testo, un "pacchetto di nuovi diritti" introdotti: Estensione del congedo di paternità ai lavoratori autonomi e allungamento per le mamme e i papà del congedo, fino a 6 mesi entro i 3 anni di vita del bambino; indennità di maternità anche continuando a lavorare, pari all'80% della retribuzione, per i 5 mesi canonici (2 prima e 3 dopo il parto); tutela per il ritardo nei pagamenti: viene estesa anche alle transazioni tra imprese e autonomi, tra autonomi e tra autonomi Pa; rimborsi spese: quelli per le spese alberghiere, per alimenti e bevande non creano reddito; spese per la formazione deducibili. Diventano deducibili al 100% le spese per l'iscrizione a master, corsi di formazione o di aggiornamento, di iscrizione a convegni e congressi (fino a 10 mila euro l'anno); sospensione dei contributi in caso di malattia o di infortunio: il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi dell'assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali viene sospeso, e poi si potrà riprendere a rate.
Al governo vengono affidate due deleghe: una, di semplificazione, per la determinazione degli atti pubblici che possano essere rimessi anche alle professioni ordinistiche e l'altra sulla possibilità per gli enti di previdenza di diritto privato, che gestiscono forme relative a professionisti iscritti ad ordini o a collegi, di attivare, anche in forma associata, ove autorizzati dagli organi di vigilanza, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti che abbiano subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie. Altra delega al governo riguarda il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali.
I centri per l'impiego si devono dotare, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo. Viene poi mosso il primo passo per disciplinare in Italia il lavoro agile (smart working), quale "modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa". Il Capo II prevede che il lavoro agile consenta l'impiego di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa; si possono poi adottare forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro.
Positivo il commento della presidente dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, per la quale "Il pieno coinvolgimento degli organismi di rappresentanza ha fatto scaturire un testo moderno e adatto alle esigenze attuali"; l'esperta sottolinea "le nuove funzioni e maggiori misure di sostegno ai professionisti grazie alla delega al Governo che farà sì che, entro 12 mesi dall'approvazione della disciplina, siano individuate funzioni delle pubbliche amministrazioni che le professioni ordinistiche potranno svolgere con maggiore celerità". In attesa dei lavori della Camera, Calderone sottolineato la norma che "individua una serie di funzioni pubbliche - ad esempio quelle che consentono di ridurre il contenzioso giudiziario e di certificare l'adeguatezza dei fabbricati alle norme energetiche e di sicurezza - da devolvere alle varie categorie ordinistiche". Di un primo passo importante ha parlato Confcommercio, che ora chiede di "tagliare gli adempimenti fiscali e burocratici che soffocano le professioni".