MILANO - Migliorano le prospettive per la "pagella etica" della Repubblica Italiana rilasciata dall'agenzia indipentente di rating Standard Ethics, specializzata negli ambiti di sostenibilità, responsabilità sociale e buona gestione delle società e degli organismi pubblici.
L'agenzia con sede a Londra ha stampato la sua valutazione con un occhio puntato all'appuntamento con il referendum costituzionale di inizio dicembre. Secondo Standard Ethics, infatti, "la riforma costituzionale sottoposta a Referendum rappresenta un'importante occasione di ammodernamento della Costituzione italiana". Ricordando "l'urgenza che si protrae da oltre un decennio" di rivedere i meccanismi di governo italiani, "la riforma introduce un sistema bicamerale simile ad altri paesi europei ed ordina i rapporti tra lo Stato centrale e le Regioni. È il risultato di un compromesso parlamentare tra forze politiche di opposti schieramenti".
Standard Ethics annota la "critica" alla quale viene sottoposta la legge elettorale, collegata alla riforma. Ma ne sottolinea il fatto che "tecnicamente, rappresenta un rafforzamento della volontà popolare. Infatti, attraverso il sistema del ballottaggio ed una premialità, permette alla massima maggioranza disponibile tra l'elettorato in quel dato momento, di determinare comunque una maggioranza parlamentare. Per la prima volta, l'esito elettorale viene significativamente valorizzato. Spetterà al popolo (in condizioni normali) la scelta conclusiva del Primo Ministro". Per l'agenzia ne dovrebbe trarre vantaggio l'intero panorama politico: "Si tratta di un profilo legislativo avanzato che stimolerà i partiti politici ad un dialogo più costruttivo e diretto con l'elettorato ed alla scelta di candidati all'altezza della situazione".
Segnata a matita rossa, invece, la "qualità di governance dei partiti politici: importanti movimenti e partiti italiani sono oggi sottoposti a leadership paternalistiche a tempo indeterminato, non contendibili attraverso chiare procedure elettive interne, i cui poteri non sono ben definiti. Situazioni opache che non offrono adeguate garanzie di trasparenza e tracciabilità delle decisioni. Sono rari i casi di partiti sottoposti a congressi pubblici regolarmente convocati e diretti da leadership a scadenza, i cui poteri non siano arbitrari".
Per quanto riguarda gli Stati, la società con sede a Londra si occupa stabilmente dei Paesi nell'area Ocse con l'aggiunta di Argentina, Brasile, Bulgaria, Cina, Egitto, India, Romania, Russia, Sud Africa e lo Stato della Città del Vaticano. Come avviene il suo giudizio sulle nazioni? Standard Ethics favorisce la "democrazia stabile e collaudata, tesa a soddisfare i più alti requisiti in termini di diritti umani, in termini di politiche ambientali, di relazioni con i paesi in via di sviluppo, di sostenibilità delle strutture economiche, in grado di garantire alti livelli sostanziali e formali di democrazia e di sicurezza comune".
L'agenzia con sede a Londra ha stampato la sua valutazione con un occhio puntato all'appuntamento con il referendum costituzionale di inizio dicembre. Secondo Standard Ethics, infatti, "la riforma costituzionale sottoposta a Referendum rappresenta un'importante occasione di ammodernamento della Costituzione italiana". Ricordando "l'urgenza che si protrae da oltre un decennio" di rivedere i meccanismi di governo italiani, "la riforma introduce un sistema bicamerale simile ad altri paesi europei ed ordina i rapporti tra lo Stato centrale e le Regioni. È il risultato di un compromesso parlamentare tra forze politiche di opposti schieramenti".
Standard Ethics annota la "critica" alla quale viene sottoposta la legge elettorale, collegata alla riforma. Ma ne sottolinea il fatto che "tecnicamente, rappresenta un rafforzamento della volontà popolare. Infatti, attraverso il sistema del ballottaggio ed una premialità, permette alla massima maggioranza disponibile tra l'elettorato in quel dato momento, di determinare comunque una maggioranza parlamentare. Per la prima volta, l'esito elettorale viene significativamente valorizzato. Spetterà al popolo (in condizioni normali) la scelta conclusiva del Primo Ministro". Per l'agenzia ne dovrebbe trarre vantaggio l'intero panorama politico: "Si tratta di un profilo legislativo avanzato che stimolerà i partiti politici ad un dialogo più costruttivo e diretto con l'elettorato ed alla scelta di candidati all'altezza della situazione".
Segnata a matita rossa, invece, la "qualità di governance dei partiti politici: importanti movimenti e partiti italiani sono oggi sottoposti a leadership paternalistiche a tempo indeterminato, non contendibili attraverso chiare procedure elettive interne, i cui poteri non sono ben definiti. Situazioni opache che non offrono adeguate garanzie di trasparenza e tracciabilità delle decisioni. Sono rari i casi di partiti sottoposti a congressi pubblici regolarmente convocati e diretti da leadership a scadenza, i cui poteri non siano arbitrari".
Per quanto riguarda gli Stati, la società con sede a Londra si occupa stabilmente dei Paesi nell'area Ocse con l'aggiunta di Argentina, Brasile, Bulgaria, Cina, Egitto, India, Romania, Russia, Sud Africa e lo Stato della Città del Vaticano. Come avviene il suo giudizio sulle nazioni? Standard Ethics favorisce la "democrazia stabile e collaudata, tesa a soddisfare i più alti requisiti in termini di diritti umani, in termini di politiche ambientali, di relazioni con i paesi in via di sviluppo, di sostenibilità delle strutture economiche, in grado di garantire alti livelli sostanziali e formali di democrazia e di sicurezza comune".