Economia

Petrolio, l'Opec torna a chiedere tagli. La domanda vista in risalita

L'Organizzazione ha rilasciato il suo rapporto annuale di previsione, dal quale emerge che i combustibili fossili manterranno il ruolo predominante nello scacchiere energetico mondiale fino al 2040

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MILANO - L'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) ha invitato gli altri paesi produttori a limitare la produzione al fine di sostenere i prezzi e proteggere l'industria. Lo ha confermato il segretario generale Mohammad Sanusi Barkindo. I paese dell'Opec hanno deciso di ridurre la produzione a 32,5-33,0 milioni di barili al giorno in un summit ad Algeri nelle scorse settimane, in calo rispetto ai precedenti 33,4 milioni di barili al giorno. L'Opec ha cercato di trovare un accordo con Russia e Brasile, ma non ci è riuscita e all'interno della stessa organizzazione prevalgono per ora le difficoltà ad assegnare i tagli: in molti dubitano che l'annuncio di Algeri si possa tradurre in realtà. Anzi, negli ultimi giorni sono tornati alti gli scontri tra Arabia Saudita e Iran, con Riad a minacciare addirittura aumenti delle estrazioni qualora Teheran non si adatti a uno scenario con meno petrolio in circolazione.

Insomma, in questo clima confuso con il prezzo del barile vittima di alti e bassi a seconda delle intenzioni manifestate dal cartello e dei seguenti retromarcia, le prese di posizione dell'Opec vengono prese sempre più con le pinze dagli addetti ai lavori.

Dal cartello, in ogni caso, sono arrivate anche importanti stime sul mercato dell'oro nero per i prossimi mesi. L'Opec ha infatti alzato la stima sulla domanda di petrolio per il 2017 e verso la fine del decennio, sostenendo che i prezzi bassi terranno alti i consumi, nonostante questi non siano supportati dalla crescita economica. La domanda si attesterà a 95,3 milioni di barili nel 2017, secondo l'Outlook annuale appena rilasciato. Rispetto alle ultime stime, si tratta di un rialzo di 300mila barili al giorno. Rivisto anche il livello previsto per 2018, 2019 e 2020, con la domanda fissata a 98,3 milioni di barili al giorno, 900mila in più delle ultime stime. Dal punto di vista dei prezzi, però, la stima è stata nettamente tagliata (-20 dollari): il cartello prevede una media di 40 dollari quest'anno, per poi rialzarla di 5 dollari negli anni dal prossimo al 2020.

Come scenario, l'Organizzazione conferma che i combustibili fossili manterranno la loro importanza nel mix energetico globale fino al 2040, con la loro azione che sarà ridotta solo del 4 per cento: "Attualmente", si dice nel rapporto, "i combustibili fossili - vale a dire, il petrolio, gas e carbone - contano per l'81% del mix energetico globale fino al 2040 - si legge nel documento -. Manterranno la loro importanza nel mix energetico globale, anche se con una quota inferiore del 77% della domanda totale di energia".