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Bankitalia, mercato immobiliare: prezzi stabili ma si riduce la percentuale degli sconti

Aumentano i clienti potenziali grazie anche al buon andamennto del mercato del credito. Tecnocasa: boom di acquisti tra i pensionati
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ROMA - Prezzi stabili sul mercato immobiliare. E' quanto emerge dall'Indagine congiunturale della Banca d'Italia. La maggior parte dli agenti intervistati nel terzo trimestre del 2016 si è espresso per una sostanziale stabilità dei prezzi delle abitazioni, mentre si è ridotta la quota di agenti che ne riportano una flessione, sia nel quadro corrente sia in quello atteso nel breve termine. La quota di agenzie che ha venduto almeno un'abitazione è lievemente aumentata rispetto alla rilevazione precedente (al 72,9 per cento dal 71,3). Il saldo tra la quota di agenzie che riportano un aumento del numero dei potenziali acquirenti e quella delle agenzie che segnalano una diminuzione è salito a 4,6 punti percentuali, da 1,7 nell'indagine precedente, avvicinandosi ai valori di un anno prima (6,1 punti).

Il saldo tra le risposte di aumento e di diminuzione delle giacenze di incarichi a vendere presso gli agenti è rimasto sui livell…
ROMA - Prezzi stabili sul mercato immobiliare. E' quanto emerge dall'Indagine congiunturale della Banca d'Italia. La maggior parte dli agenti intervistati nel terzo trimestre del 2016 si è espresso per una sostanziale stabilità dei prezzi delle abitazioni, mentre si è ridotta la quota di agenti che ne riportano una flessione, sia nel quadro corrente sia in quello atteso nel breve termine. La quota di agenzie che ha venduto almeno un'abitazione è lievemente aumentata rispetto alla rilevazione precedente (al 72,9 per cento dal 71,3). Il saldo tra la quota di agenzie che riportano un aumento del numero dei potenziali acquirenti e quella delle agenzie che segnalano una diminuzione è salito a 4,6 punti percentuali, da 1,7 nell'indagine precedente, avvicinandosi ai valori di un anno prima (6,1 punti).

Il saldo tra le risposte di aumento e di diminuzione delle giacenze di incarichi a vendere presso gli agenti è rimasto sui livelli della precedente rilevazione (a 0,7 da 1,4 punti percentuali). Quello delle risposte relative ai nuovi mandati è invece diminuito, scendendo su valori lievemente negativi (-1,3 da 5,7 punti percentuali), a fronte del 61,9 per cento dei giudizi di stabilità. Le principali cause di cessazione dell'incarico rimangono legate al divario tra i prezzi offerti e quelli domandati dal venditore, anche se la quota di chi segnala proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi per il venditore si è ridotta al 55,3 per cento (dal 68,8 della precedente indagine).

La percentuale di chi segnala che i prezzi richiesti sono ritenuti eccessivamente elevati dai potenziali acquirenti è rimasta pressochè stabile (al 52,7 per cento). Anche la quota di agenzie che riconducono la decadenza dell'incarico alla difficoltà degli acquirenti di ottenere un mutuo è risultata sostanzialmente stazionaria rispetto al trimestre precedente, su valori storicamente bassi (21,7 per cento; 27,8 un anno prima).

Il margine medio di sconto sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore si è ridotto, al 13,0 per cento, da 14,5 del secondo trimestre (14,9 un anno fa), come pure il tempo medio intercorso tra l'affidamento del mandato e la vendita dell'immobile, sceso a 8,9 mesi da 9,4 nell'indagine precedente e in quella del secondo trimestre del 2015. I tempi medi per la vendita degli immobili rimangono più brevi di circa due mesi nelle aree urbane rispetto alla parte restante del paese.
E' diminuito anche il margine medio di sconto sulle quotazioni di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore e si consolida l'incremento del numero di potenziali acquirenti. Riflettendo le condizioni favorevoli nel mercato del credito, l'incidenza degli acquisti finanziati da mutui e il rapporto medio tra prestito e valore dell'immobile sono ulteriormente aumentati. Le attese degli agenti sono favorevoli sia sull'evoluzione a breve del proprio mercato di riferimento sia su quella di medio termine (due anni) relativa al mercato nazionale.

Dunque è iniziata quella stabilità sui prezzi che il mercato si attendeva. Già l'Istat quache giorno fa monitoransdo il mercato immobiliare aveva sostenuto che la discesa dei prezzi è stato dato dal fatto che le case di nuova costruzione rimanevano invendute, trascinando al ribasso il livello dei prezzi di tutte le abitazioni. Per la prima volta, aveva sottolineato l'Istat qualche giorno fa, che la riduzione dei prezzi delle case di recente costruzione è quasi doppia rispetto a quello delle abitazioni più vecchie. Nel secondo trimestre dell'anno, secondo i dati dell'Istat c'èstata una flessione dei prezzi dello 0,4% rispetto al primi tre mesi del 2016 e dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2015. Tant'è che ad andare male è il settore delle costruzioni, mentre l'immobiliare iniziando da compravendite, ristrutturazioni e scambi non rientono di un rallentamento, al contrario.

 Dal Gruppo Tecnocasa arriva invece la notizia che nel primo semestre del 2016 il 14,8% degli acquisti è stato effettuato da pensionati. Rispetto ad un anno fa si registra un aumento dal 9,2% al 14,8% attuale. I pensionati nel 60,1% dei casi hanno comprato l'abitazione principale, nel 27,5% dei casi hanno comprato per investimento e infine il 12,4% degli acquisti ha riguardato la casa vacanza. Restando su questo target di acquirenti si è constatato che solo il 16,7% degli acquisti è stato effettuato con l'ausilio di un mutuo, mentre l'83,3% della compravendite è avvenuto senza l'intervento da parte di istituti di credito. Le richieste dei pensionati si sono concentrate maggiormente sui trilocali (33,9%), seguiti dai bilocali (27,8%) e dai quattro locali (16,2%); ville, villette, rustici, case indipendenti e semindipendenti (12,8% degli acquisti). Il 58,1% dei pensionati ha venduto per reperire liquidità, il 28,2% per migliorare la qualità abitativa ed il 13,7% per trasferirsi in un altro quartiere o in un'altra città.