Economia

I dubbi della Corte dei conti Ue sul piano Juncker: estensione affrettata, rischio sovrastimare effetti

Un report dell'organismo di Lussemburgo mette a nudo i punti deboli della proposta della Commissione: richiesta maggiore trasparenza nella governance e nella scelta dei progetti da sostenere

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MILANO - La Corte dei conti europea è scettica sulla proposta di ampliamento del Fondo europeo per gli investimenti straordinari (Feis) che accompagna il piano Juncker, rilanciato a metà settembre con una nuova proposta della Commissione: prevede di aumentare le garnazie dell'Ue da 16 a 26 miliardi di euro, insieme a un maggiore sforzo dalla Bei, per arrivare così a un Feis potenziato da 21 a 33,5 miliardi, con un obiettivo totale di investimenti (visto l'effetto-leva previsto) in crescita ad "almeno" 500 miliardi in un orizzonte temporale ampliato fino a tutto il 2020. Nelle 37 pagine di rapporto curate dalla Corte e pubblicate l'11 novembre, si insiste su tre aspetti poco convincenti: le prove limitate alla base della richiesta di aumentare il budget, i dubbi sull'impatto di questo tipo d'intervento e la trasparenza nel governo di questo meccanismo.

"Troppo presto per chiedere di incrementare le garanzie Ue". La Corte annota che le inziative di modifica arrivano con un anticipo biennale rispetto alla programmata rivisitazione dei meccanismi di funzionamento del fondo, di fatto solo un anno dopo il lancio del Feis. "Ci sono prove scarse sulla giustificata esigenza di incrementare le garanzie Ue, ad eccezione che per gli investimenti per le piccole e medie imprese ", annotano dalla Corte aggiungendo che la Commissione non sembra aver valutato alternative. In aggiunta, si legge ancora nel rapporto, manca una analisi sull'impatto della proposta "comprensiva, rigorosa e basata sulle evidenze raccolte", come dovrebbe accadere in una situazione ottimale. In sostanza, la proposta di ampliamento è stata lanciata "senza uno studio d'impatto e troppo presto perché si potesse valutare se il Feis stia raggiungendo o meno gli impatti economici, sociali e di ambiente" alla base del suo varo.

Il moltiplicatore. Oltre a sottolineare i rischi per il bilancio europeo connessi a un potenziale fallimento degli investimenti effettuati, tornano nel documento della Corte i dubbi sulla capacità di questo strumento di mobilitare effettivamente una quantità di denari come quella attesa. "Il rischio è di sopravvalutare l'effetto leva" del fondo, dice il report. Per questa ragione, la Corte propone di affinare la metodologia di stima di qeusto effetto.

La trasparenza. La Corte sottolinea che si potrebbe migliorare il livello di trasparenza e la governance delle operazioni supportate dal fondo: si potrebbe ad esempio cercare di porre freno agli squilibri geografici e alla concentrazione delle operazioni in alcuni settori economici. Si chiede poi maggior chiarezza sulle regole per gli aiuti di Stato in considerazione dell'intervento combinato del Feis e degli altri fondi strutturali, insieme alla trasparenza sulle operazioni che vengono selezionate.