MILANO - "Non sono un fanatico dell'austerità cieca", così il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, rispondendo a una domanda sul bilancio belga. "La Commissione - ha detto - è un facile capro espiatorio ma non è l'Europa responsabile dell'alto debito pubblico belga". "Il Belgio - ha aggiunto - fa piuttosto bene ma ha il livello d'indebitamento più alto dopo Grecia e Italia, quindi bisognerà vigilare. In ogni caso il governo belga è apertamente pro europeo, quindi nessuna preoccupazione".
Juncker è anche tornato sulle dichiarazioni di pochi giorni fa, quando aveva detto che Trump "ci farà perdere due anni prima di capire l'Europa", suscitando critiche internazionali. Parlando alla radio belga Rtl, il presidente della Commissione ha ricordato di avere esperienza "con tutti i presidenti Usa da George Bush: ho conosciuto Clinton, ho conosciuto Obama e ci mettono due anni per scoprire la realtà europea nella sua interezza, perché la relazione transatlantica non è la loro priorità. Quando debuttano nel loro mandato, la prima preoccupazione è la politica interna".
E ancora: "La campagna elettorale di Donald Trump è stata "disgustosa" e non ha certamente rappresentato "un'ora di gloria per la democrazia americana". E' il parere "tranchant" del presidente che ha ammesso di "essere preoccupato se, pensando male, mi immagino che il presidente Trump metta in pratica tutto quello che ha detto durante la sua campagna elettorale". "Mi interrogo sulle sue reali intenzione riguardo all'Alleanza atlantica - ha aggiunto riferendosi all'intenzione espressa da Trump di disimpegnarsi dalla Nato - mi interrogo sulla politica commerciale che vuole attuare, sulla tentazione di un'isolazionismo che non è nell'interesse degli Stati Uniti nè dell'Europa".
Juncker è anche tornato sulle dichiarazioni di pochi giorni fa, quando aveva detto che Trump "ci farà perdere due anni prima di capire l'Europa", suscitando critiche internazionali. Parlando alla radio belga Rtl, il presidente della Commissione ha ricordato di avere esperienza "con tutti i presidenti Usa da George Bush: ho conosciuto Clinton, ho conosciuto Obama e ci mettono due anni per scoprire la realtà europea nella sua interezza, perché la relazione transatlantica non è la loro priorità. Quando debuttano nel loro mandato, la prima preoccupazione è la politica interna".
E ancora: "La campagna elettorale di Donald Trump è stata "disgustosa" e non ha certamente rappresentato "un'ora di gloria per la democrazia americana". E' il parere "tranchant" del presidente che ha ammesso di "essere preoccupato se, pensando male, mi immagino che il presidente Trump metta in pratica tutto quello che ha detto durante la sua campagna elettorale". "Mi interrogo sulle sue reali intenzione riguardo all'Alleanza atlantica - ha aggiunto riferendosi all'intenzione espressa da Trump di disimpegnarsi dalla Nato - mi interrogo sulla politica commerciale che vuole attuare, sulla tentazione di un'isolazionismo che non è nell'interesse degli Stati Uniti nè dell'Europa".