Musement raccoglie 10 milioni di dollari, sfida aperta a Booking ed Expedia
Filippo Santelli, di FILIPPO SANTELLILa startup italiana permette ai turisti di prenotare attrazioni nella città di destinazione, dai musei alle escursioni. Userà i fondi per introdurre nuovi servizi come un assistente virtuale e proposte geolocalizzate per saltare le file
ROMA - Il volo e l’hotel sono solo l’inizio. Quando si viaggia, a fare la differenza tra una vacanza da ricordare e una incolore, è soprattutto quello che si fa una volta arrivati a destinazione. Musei, escursioni, eventi, degustazioni, benessere: “Quando siamo partiti sembrava un progetto velleitario, ora è il mercato più caldo nel turismo online”, dice Alessandro Petazzi, 41 anni, fondatore e amministratore delegato di Musement. Una piattaforma italiana che permette ai turisti di prenotare le attività locali in 450 città e 55 Paesi del mondo e che oggi annuncia la chiusura del suo secondo round di finanziamento, da 10 milioni di dollari. A sottoscriverlo, gli stessi soci che già avevano partecipato all’aumento da 5 milioni dello scorso marzo, Micheli e Associati, P101 e 360 Capital Partners. “Li useremo per allargare la nostra offerta di prodotti, agli eventi sportivi e in prospettiva anche a musica e…
ROMA - Il volo e l’hotel sono solo l’inizio. Quando si viaggia, a fare la differenza tra una vacanza da ricordare e una incolore, è soprattutto quello che si fa una volta arrivati a destinazione. Musei, escursioni, eventi, degustazioni, benessere: “Quando siamo partiti sembrava un progetto velleitario, ora è il mercato più caldo nel turismo online”, dice Alessandro Petazzi, 41 anni, fondatore e amministratore delegato di Musement. Una piattaforma italiana che permette ai turisti di prenotare le attività locali in 450 città e 55 Paesi del mondo e che oggi annuncia la chiusura del suo secondo round di finanziamento, da 10 milioni di dollari. A sottoscriverlo, gli stessi soci che già avevano partecipato all’aumento da 5 milioni dello scorso marzo, Micheli e Associati, P101 e 360 Capital Partners. “Li useremo per allargare la nostra offerta di prodotti, agli eventi sportivi e in prospettiva anche a musica e locali notturni”, spiega Petazzi. “E poi per rafforzare la presenza del nostro marchio: vogliamo essere riconosciuti come l’AirBnb delle attrazioni”.
Una battaglia dura, visto che sul mercato delle attività locali, 180 miliardi di dollari a livello globale, sono entrate con decisione anche le grandi agenzie di viaggio online, Booking ed Expedia, veri giganti. La scommessa, per loro, è accompagnare il viaggiatore dall’inizio alla fine della vacanza. Per Musement, diventare un incrocio tra la Lonely Planet e il concierge dell’hotel: “Non ci fanno paura”, dice Petazzi, ex manager di Fastweb che tre anni fa ha fondato la società insieme a Claudio Bellinzona (40 anni), Paolo Giulini (38) e Fabio Zecchini (35). “Ormai siamo riconosciuti all’interno dell’industria”. Le nuove soluzioni tecnologiche che questo finanziamento permetterà di introdurre, Musement se le sta sviluppando in casa. La prima è un sistema di notifiche che localizzando l’utente gli segnala in tempo reale le attrazioni più vicine e il tempo di attesa, permettendo di acquistare il biglietto e saltare la fila. La seconda un chatbot, un’assistente virtuale che la startup (per prima) ha sperimentato su Messenger e che ora verrà integrato nella app.
Di recente, Musement ha chiuso accordi con alcune delle maggiori piattaforme di prenotazione usate dalle agenzie di viaggi per integrare all’interno della loro offerta i suoi eventi. Ma sia per gli accordi con le strutture turistiche e alberghiere, sia per rendere il marchio più riconoscibile, la società punta ora ad allargare la sua presenza fisica nei mercati in cui è più presente: oltra all’Italia, Francia e Spagna. I dipendenti, al momento una settantina, dovrebbero crescere fino a un centinaio. Sui numeri c’è riserbo: gli utenti sono “svariati milioni l’anno”, il fatturato è “oltre i dieci milioni, cresciuto di tre volte nel 2016”, di più Petazzi non dice. Ma è chiaro che con questo investimento l’azienda entra in una nuova fase: non più “startup” ma “scaleup”, di quelle che possono diventare grandi davvero.
Lo stesso salto di qualità che è pronta a fare un’altra giovane azienda italiana, la rete di coworking di Talent Garden, che lunedì ha annunciato un finanziamento da 12 milioni di euro. Due investimenti in doppia cifra in due giorni, nel nostro Paese, non si erano mai visti. E fanno ben sperare per la crescita dell’ecosistema digitale. Che una di queste due aziende sia sulla strada verso la tanto attesa exit, la vendita multimilionaria? Non è impossibile che su Musement, se dovesse crescere ancora, possano mettere gli occhi proprio le grandi agenzie di viaggio digitali: “Non lo posso escludere – risponde Petazzi – ma il nostro primo obiettivo è diventare profittevoli in un tempo ragionevole, entro il 2019”.
@filipposantelli
Una battaglia dura, visto che sul mercato delle attività locali, 180 miliardi di dollari a livello globale, sono entrate con decisione anche le grandi agenzie di viaggio online, Booking ed Expedia, veri giganti. La scommessa, per loro, è accompagnare il viaggiatore dall’inizio alla fine della vacanza. Per Musement, diventare un incrocio tra la Lonely Planet e il concierge dell’hotel: “Non ci fanno paura”, dice Petazzi, ex manager di Fastweb che tre anni fa ha fondato la società insieme a Claudio Bellinzona (40 anni), Paolo Giulini (38) e Fabio Zecchini (35). “Ormai siamo riconosciuti all’interno dell’industria”. Le nuove soluzioni tecnologiche che questo finanziamento permetterà di introdurre, Musement se le sta sviluppando in casa. La prima è un sistema di notifiche che localizzando l’utente gli segnala in tempo reale le attrazioni più vicine e il tempo di attesa, permettendo di acquistare il biglietto e saltare la fila. La seconda un chatbot, un’assistente virtuale che la startup (per prima) ha sperimentato su Messenger e che ora verrà integrato nella app.
Di recente, Musement ha chiuso accordi con alcune delle maggiori piattaforme di prenotazione usate dalle agenzie di viaggi per integrare all’interno della loro offerta i suoi eventi. Ma sia per gli accordi con le strutture turistiche e alberghiere, sia per rendere il marchio più riconoscibile, la società punta ora ad allargare la sua presenza fisica nei mercati in cui è più presente: oltra all’Italia, Francia e Spagna. I dipendenti, al momento una settantina, dovrebbero crescere fino a un centinaio. Sui numeri c’è riserbo: gli utenti sono “svariati milioni l’anno”, il fatturato è “oltre i dieci milioni, cresciuto di tre volte nel 2016”, di più Petazzi non dice. Ma è chiaro che con questo investimento l’azienda entra in una nuova fase: non più “startup” ma “scaleup”, di quelle che possono diventare grandi davvero.
Lo stesso salto di qualità che è pronta a fare un’altra giovane azienda italiana, la rete di coworking di Talent Garden, che lunedì ha annunciato un finanziamento da 12 milioni di euro. Due investimenti in doppia cifra in due giorni, nel nostro Paese, non si erano mai visti. E fanno ben sperare per la crescita dell’ecosistema digitale. Che una di queste due aziende sia sulla strada verso la tanto attesa exit, la vendita multimilionaria? Non è impossibile che su Musement, se dovesse crescere ancora, possano mettere gli occhi proprio le grandi agenzie di viaggio digitali: “Non lo posso escludere – risponde Petazzi – ma il nostro primo obiettivo è diventare profittevoli in un tempo ragionevole, entro il 2019”.
@filipposantelli