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Elettricità, Francia in emergenza ma pagano gli italiani: 1,5 mld di bolletta in più

Il fermo di un terzo delle centrali nucleari per accertamenti costringe Parigi a importare un surplus di energia dai paesi confinanti: ma l'aumento della domanda sta causando il rialzo dei prezzi in mezza Europa. Per l'Italia un extracosto di almeno 1,5 miliardi in quattro mesi

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MILANO - L'emergenza è in Francia, ma i costi potrebbero finire sulla bolletta degli italiani. Paradossi del mercato europeo dell'energia, liberalizzato e sempre più connesso tra i paesi membri. Succede che la Francia ha un deficit di produzione e deve importare elettricità dai paesi vicini: i quali, invece di guadagnarci perché vendono più megawatt oltreconfine, vedono salire il conto della bolletta energetica nazionale. Per l'Italia, il conto potrebbe essere salato, stimato tra 1 e 1,5 miliardi di euro da scontare nei prossimi mesi.

Il fenomeno è in atto da oltre un mese e coinvolge anche Germania, Svizzera, Belgio, Spagna e Gran Bretagna. In pratica, tutti i paesi che hanno un interscambio elettrico con la Francia. Ma da cosa è stato innescato? A Parigi, le autorità di controllo hanno deciso il fermo straordinario di un terzo degli impianti nucleari (21 su 58), dopo la scoperta di una anomalia nel "cappotto" di cemento che protegge il reattore nella centrale in costruzione a Flamanville, in Normandia; ultimo di una serie di problemi che ha già fatto rinviare di cinque anni l'inaugurazione del nuovo impianto. I tecnici hanno scoperto un eccesso di carbonio nel "guscio" protettivo, anomalia che potrebbe essersi verificata anche in altre centrali e hanno disposto immediati controlli.

Come si può immaginare non sono operazioni nè semplici nè di breve durata. Peccato che il fermo (inziato a fine settembre) coincida con la stagione fredda: dovrebbe durare fino a tutto dicembre, ma in Francia la stampa parla di un prolungamento possibile fino a febbraio. Questo ha provocato un piccolo terremoto: la Francia - che normalmente esporta a prezzi mediamente più bassi della media Ue la sua energia in eccesso - è diventata importatrice di elettricità. Il fatto positivo per l'Italia è che le centrali a gas del centro-nord, di solito ferme per una parte parte della giornata (a causa del boom delle rinnovabili, del numero eccessivo di impianti e del calo della produzione industriale) ora sono tornate a produrre e vendono energia in Francia. Peccato che i prezzi nelle Borse elettriche dei vari paesi siano saliti, complice l'aumento della domanda e - in parte - del costo della materia prima gas, vista in rialzo con l'approssimarsi dell'inverno. Ma non solo: di solito è la Francia a calmierare i prezzi verso il basso, mentre ora sono i paesi confinanti a livellarlo verso l'alto, perché l'elettricità prodotta da gas e carbone costa di più rispetto al nucleare. Una dinamica di prezzi accentuata dalla speculazione sulle Borse elettriche. Non ci sono ripercussioni, invece, in Gerrmania, perché già da qualche anno esporta il suo surplus di energia rinnovabile.

In Francia ci scherzano, con i giornali che si domandano se la cena di natale verrà illuminata con le candele. Ma la situazione, per quanto ancora non drammatica, è sicuramente molto seria. Il gestore della rete elettrica ad alta tensione Rte (l'equivalente della "nostra" Terna) ha parlato espressamente di problemi di approvvigionamento per l'inverno imminente. Già negli ultimi giorni, la disponibilità di energia nucleare in Francia ha toccato il suo record storico negativo, con 10 gigawatt in meno rispetto a un anno fa.  In un suo rapporto, Rte ha scritto che "in alcuni periodi del giorno durante l'inverno e per alcuni giorni potremmo aver bisogno di attuare misure eccezionali per garantire l'equilibrio tra domanda e offerta sulla rete". Si potrebbe arrivare addirittura al distacco programmato della rete in alcune zone del paese o per alcune attività industriali.

Ma perché tutto questo peserà sulla bolletta degli italiani? Perché il "prezzo unico nazionale" (Pun) si aggirava fino ai primi di ottobre intorno ai 45 euro per megawattora, ma l'effetto "Francia" lo ha fatto salire in media di 10-15 euro. In certe giorni in cui l'apporto calmierante delle rinnovabili è inferiore al solito, si è arrivati a 70 euro. Quindi, hanno calcolato gli esperti, se l'emergenza dovesse prolungarsi per quattro mesi (fino a febbraio), gli extra costi si aggirerebbero sul miliardo e mezzo. E i primi effetti potrebbero già vedersi sulla revisione trimestrale delle bollette che verrà annunciata a fine anno.