Economia

Italiani scettici sull'Europa: solo 33 cittadini su 100 credono sia un bene far parte dell'Unione

Il sondaggio condotto dal Parlamento europeo dice che a livello comunitario il 53% delle persone giudica positiva l'appartenenza alla Ue, ma il dato precipita in Italia a livelli condivisi con Grecia e Repubblica Ceca. Le istituzioni accusate di "non ascoltare" la voce dei cittadini, quadro fosco per il futuro

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MILANO - La scelta dell'Italia di alzare il livello della contrapposizione all'Europa, che si è concretizzato nella minaccia di veto al bilancio comunitario pluriennale e nell'astensione su quello del 2017, trova riscontro nei giudizi degli italiani verso l'Unione. Un "Eurobarometro" appena pubblicato dal Parlamento europeo traccia infatti il declino dell'apprezzamento verso l'appartenenza all'Unione europea. Alla semplice domanda "Pensi che il fatto che il tuo Paese sia membro della Ue" sia ... rispondono "una buona cosa" soltanto 33 italiani su cento, sette in meno del settembre 2015. La media nei 28 Paesi è di un giudizio positivo nel 53 per cento dei casi. Rispetto all'Italia, c'è meno fiducia soltanto in Cechia e Grecia. Elevatissima, di contro, la quota di coloro che pensano che esser parte dell'Unione sia "una cosa negativa": nel Belpaese si arriva al 25 per cento di giudizi negativi, due in più dell'anno scorso. Non stupisce che sopra ci sia il Regno Unito (26%), che d'altra parte ha deciso di lasciare la compagnia, e di nuovo la Grecia (29%).

In generale, ritieni che il fatto che il tuo Paese sia un membro della Ue sia "una cosa positiva" (in %)?


Nella nota di accompagnamento alla ricerca, si sottolinea che l'indicatore generale è sostanzialmente stabile dal 2009, quando era a quota 53%. Come l'anno scorso il 60% degli intervistati indica che il proprio Paese trae benefici dall'appartenenza alla Ue: nel 2009 era al 56%, nel 2011 al 52% e negli ultimi due anni è al 60%. In Italia, ancora una volta, la percentuale più bassa: 38%, con un calo del 6% rispetto all'anno scorso. Nella Ue, il 71% dei cittadini sondati ritiene che ci siano più elementi di unità tra europei che non di divisione. Tra questi elementi, identità europea, democrazia e libertà sono considerati fondamentali per il 50%, mentre il giudizio sulla moneta unica come elemento di identità è calato al 33%, 6 punti meno dell'anno scorso. Quanto alle prospettive, il 54% ritiene che "le cose stanno andando nella direzione sbagliata", +15% rispetto al 2015.

L'Eurobarometro 2016 del Parlamento europeo (il cosiddetto "Parlametro"), è stato condotto nei ventotto Stati membri fra il 24 ottobre e il 3 novembre 2016 con interviste faccia a faccia a un campione di 27.768 persone dai quindici anni in su. Il 37% degli intervistati pensa che la propria voce conti in Europa, dato analogo al 2015, mentre il 53% ritiene di essere ascoltato in merito alle decisioni nel proprio paese (nel 2015 era il 63%). In Italia solo il 20% dei cittadini pensa che la propria opinione conti per quel che riguarda le decisioni a livello europeo e il 25% è convinto di essere ascoltato a livello italiano. Fosco il quadro per il futuro: la maggioranza degli intervistati che pensa che le cose stiano andando nella direzione sbagliata sia in Europa (54%, +13% rispetto al 2015) che nel proprio paese (58%, +14% rispetto al 2015).