ROMA - Nel corso del 2015, anno di entrata in vigore del Jobs Act e degli sgravi contributivi per le assunzioni stabili, il numero medio dei lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi quelli domestici e del settore agricolo) è aumentato dell'1,4%, salendo a 11 milioni e 900 mila contro gli 11 milioni e 740 mila del 2014. Lo scrive l'Inps nel suo rapporto di settore, ricordando che la statistica considera i lavoratori impiegati almeno un giorno ogni mese. L'85,7% di questi dipendenti ha un contratto a tempo indeterminato, scrive l'Istituto di previdenza, e la percentuale con un orario a tempo pieno è scesa al 73,2% rispetto al 74,1% del 2014. Lo scorso anno i lavoratori subordinati con almeno una giornata retribuita nel corso dell'anno sono stati 14 milioni e 400 mila (+2,8% sul 2014).
Tra i dipendenti con almeno un giorno di lavoro retribuito in ogni mese dell'anno scorso, gli operai sono stati 6 milioni e 270 mila, oltre la metà del totale (il 52,6%) e nettamente la categoria più ampia davanti agli impiegati (con il 37,7%), ad apprendisti e quadri (entrambi al 3,1%), e ai dirigenti, allo 0,8%.
E per la prima volta dal 2008 ad oggi, nel 2015 sono tornate ad aumentare in maniera significativa anche le imprese del settore privato: sono state 1.644.628, in crescita dell'1,87% rispetto al 2014. il primo aumento "degno di nota che si è riscontrato negli ultimi sette anni", scrive l'Istat.
Tra i dipendenti con almeno un giorno di lavoro retribuito in ogni mese dell'anno scorso, gli operai sono stati 6 milioni e 270 mila, oltre la metà del totale (il 52,6%) e nettamente la categoria più ampia davanti agli impiegati (con il 37,7%), ad apprendisti e quadri (entrambi al 3,1%), e ai dirigenti, allo 0,8%.
E per la prima volta dal 2008 ad oggi, nel 2015 sono tornate ad aumentare in maniera significativa anche le imprese del settore privato: sono state 1.644.628, in crescita dell'1,87% rispetto al 2014. il primo aumento "degno di nota che si è riscontrato negli ultimi sette anni", scrive l'Istat.