Nel pieno dell'incertezza, delle previsioni come delle prospettive, vale la pena segnalare l'analisi appena sfornata da "Congiutura.ref" attento centro di ricerche diretto da Fedele De Novellis. Il titolo, prudentemente dubitativo, è "Cambia tutto?" e la sostanza è che lo scenario dell'economia mondiale è in positiva evoluzione. Il Ref, abitualmente severo e prudente, rileva che siamo di fronte negli ultimi mesi a ritmi di crescita moderati e tassi d'inflazione contenuti con apparente continuità con la prima metà dell'anno.
Tre sono le circostanze che stanno segnando il percorso di crescita. La prima è l'effetto banche centrali: con i Qe sono riuscite a stabilizzare i mercati e hanno arginato le turbolenze e le negatività delle Borse che vanno avanti dall'estate del 2015 quando, come si ricorderà, crollò la borsa cinese. La seconda circostanza è la stabilizzazione del prezzo del petrolio intorno ai 50 dollari al barile negli ultimi mesi dopo una fase segnata dalla riduzione repentina dei prezzi per mano, si disse, dell'Arabia saudita. La terza circostanza è rappresentata dai segnali di recupero delle economie emergenti. Russia e Brasile escono da una pesantissima recessione e avvistano la ripresa.
Come influirà questo nuovo scenario sull'economia europea? Una conseguenza della ripresa dei paesi emergenti può essere una rivitalizzazione dell'export e del commercio mondiale e già qualche segnale si è visto in Germania. L'effetto del crollo del prezzo del petrolio, che ha portato l'inflazione europea vicino allo zero, sta terminando e gli indicatori di inflazione stanno facendo registrare i primi incrementi. L'inflazione in graduale aumento sta portando la Fed a normalizzare la politica monetaria. Più che "new normal" c'è la speranza di tornare al "normal"?
Tre sono le circostanze che stanno segnando il percorso di crescita. La prima è l'effetto banche centrali: con i Qe sono riuscite a stabilizzare i mercati e hanno arginato le turbolenze e le negatività delle Borse che vanno avanti dall'estate del 2015 quando, come si ricorderà, crollò la borsa cinese. La seconda circostanza è la stabilizzazione del prezzo del petrolio intorno ai 50 dollari al barile negli ultimi mesi dopo una fase segnata dalla riduzione repentina dei prezzi per mano, si disse, dell'Arabia saudita. La terza circostanza è rappresentata dai segnali di recupero delle economie emergenti. Russia e Brasile escono da una pesantissima recessione e avvistano la ripresa.
Come influirà questo nuovo scenario sull'economia europea? Una conseguenza della ripresa dei paesi emergenti può essere una rivitalizzazione dell'export e del commercio mondiale e già qualche segnale si è visto in Germania. L'effetto del crollo del prezzo del petrolio, che ha portato l'inflazione europea vicino allo zero, sta terminando e gli indicatori di inflazione stanno facendo registrare i primi incrementi. L'inflazione in graduale aumento sta portando la Fed a normalizzare la politica monetaria. Più che "new normal" c'è la speranza di tornare al "normal"?