Economia

Ultim'ora

Sinner, slitta ancora il rientro: salta anche il Masters 1000 di Shanghai

Battuta d'arresto a settembre per industria e commercio

Il fatturato è calato del 4,6% mensile e gli ordinativi hanno fatto segnare un -6,8 per cento, dopo il boom di agosto, sotto il peso del mercato interno. Vendite al dettaglio giù dello 0,6% su agosto. Servizi in crescita dello 0,1% nel terzo trimestre

1 minuti di lettura
MILANO - Frenata sull'industria italiana a settembre, dopo un exploit agostano che aveva stupito, pur considerando che i dati estivi sono meno rappresentativi per lo scarso livello di attività: al rientro dalle ferie, il fatturato è calato del 4,6% mensile mentre gli ordinativi hanno fatto segnare un -6,8%. I dati sono forniti dall'Istat e dipingono un quadro piuttosto spento, se si abbinano alla seconda rilevazione giunta dall'Istituto per la quale le vendite al dettaglio sono scese dello 0,6% rispetto ad agosto, sia in valore sia in volume, "confermando le tendenze negative registrate nei mesi precedenti". Anche rispetto al 2015, il commercio è in calo dell'1,4% in valore e dell'1,7% in volume. Nella variazione annua, la flessione più marcata riguarda i prodotti non alimentari: -1,6% in valore e 1,9% in volume.

Per l'industria, si inverte quindi la tendenza dopo che ad agosto si erano registrate variazioni "eccezionalmente positive". Per il fatturato, la flessione più marcata si è avuta sul mercato interno (-5,5%) rispetto a quello estero (-2,8%). Il motore dell'industria-Italia torna così a un numero di giri di poco inferiore al dato di luglio (-0,6 punti percentuali): il fatturato, spiega oggi l'Istat, procede a velocità differenziata tra un mercato interno in flessione (-1,5 punti), e un mercato estero in espansione (+1,8 punti).
Le variazioni annue di fatturato e ordinativi 
Se si guarda alla variazione annua del fatturato, tenendo in considerazione che i giorni lavorativi sono stati 22 come a settembre 2015, il fatturato totale segna un calo dello 0,3%, che sintetizza un decremento dell'1,3% sul mercato interno ed un incremento dell'1,8% su quello estero. A livello di settori, gli incrementi più significativi si tovano nei comparti "della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+5,8%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto (+2,7%); le contrazioni più marcate si rilevano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,3%), nelle attività estrattive (-5,5%) e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-4,6%)". I dati grezzi sulle auto, uno dei principali propulsori della ripres, sono ancora positivi: a settembre il fatturato del settore è cresciuto del 4,5% rispetto allo stesso mese del 2015, mentre gli ordini sono cresciuti del 10,1%. Passando invece agli ordinativi, nel confronto annuale l'indice grezzo segna un aumento del 2,6%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,6%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,3%).

Sempre dall'Istat è arrivato infine il rilievo del terzo trimestre sull'indice destagionalizzato del fatturato dei servizi. che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi: è aumentato dello 0,1% rispetto al secondo trimestre 2016, con una decelerazione della crescita rispetto a quanto registrato nei tre trimestri precedenti.