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Per favorire il solare, la Svezia azzera le tasse e incentiva le batterie

Progetto del parlamento per accelerare la transizione alla produzione tutta "carbon free" prevista per la fine del 2040. La defiscalizzazione per i pannelli sarà del 95% e il contributo fino a 5.300 euro per i sistemi di accumulo
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MILANO - Tasse azzerata sull'installazione di pannelli fotovoltaici per Pmi, aziende ed esercizi commerciali. E incentivi per le famiglie che decideranno di installare nelle abitazioni sistemi di accumulo per non disperdere energia elettrica nella rete.

Clamorosamente indietro nelle classifiche europe per numero di megawatt di fotovoltaico installato, la Svezia corre ai ripari. Il Parlamento sta esaminando un progetto di legge innovativo, che inserisce nella battaglia per la riduzione delle emissioni di Co2 anche le batterie, approfittando dei passi avanti compiuti dalla tecnologia negli ultimi due anni.

Come annunciato già da tempo, il governo di Stoccolma ha annunciato che la Svezia entro il 2040 sarà un paese a zero emissioni di carbonio per la produzione del proprio fabbisogno energetico. Sulla carta non sono lontanissimi dal risultato, visto che tra nucleare (al di là di altre considerazione, considerata energia "pulita") e idrolettrico, gi&ag…
MILANO - Tasse azzerata sull'installazione di pannelli fotovoltaici per Pmi, aziende ed esercizi commerciali. E incentivi per le famiglie che decideranno di installare nelle abitazioni sistemi di accumulo per non disperdere energia elettrica nella rete.

Clamorosamente indietro nelle classifiche europe per numero di megawatt di fotovoltaico installato, la Svezia corre ai ripari. Il Parlamento sta esaminando un progetto di legge innovativo, che inserisce nella battaglia per la riduzione delle emissioni di Co2 anche le batterie, approfittando dei passi avanti compiuti dalla tecnologia negli ultimi due anni.

Come annunciato già da tempo, il governo di Stoccolma ha annunciato che la Svezia entro il 2040 sarà un paese a zero emissioni di carbonio per la produzione del proprio fabbisogno energetico. Sulla carta non sono lontanissimi dal risultato, visto che tra nucleare (al di là di altre considerazione, considerata energia "pulita") e idrolettrico, già ora la Svezia è al 75% del fabbisogno. Ma solo sulla carta, però, visto che le centrali atomiche più vecchie andranno dismesse nonchè chiuse tutte quelle a carbone. Quest'ultime, di fatto, coprono al momento il restante 25 per cento. In altre parole, la Svezia deve accelerare l'installazione di impianti eolici e fotovoltaici, con questi ultimo che dovranno raggiungere almeno il 10-15 per cento del totale. Mentre ora la quota è soltanto un misero 0,1% (non oltre 130 megawatt).

Per accelerare la transizione, è stato approntato un progetto di legge che ruota attorno alla leva fiscale e agli incentivi. Il provvedimento è diviso in due parti. Con la prima, si prevede di azzerrare la tassa sull'installazione degli impianti fotovoltaici superiori ai 225 kwh e che quindi non riguarda le famiglie o le abitazioni, ma aziende o centro commerciali, ma anche operatori industriali del settore. In pratica, la tassa verrà abbattuta fino al 98 per cento, per arrivare a pagare circa 50 euro per ogni megawatt.

Il secondo punto prevede incentivi a favore di chi installa batterie legate agli impianti fotovoltaici. In questo caso, il governo - se il progetto di legge verrà approvato - coprirà fino al 60% dei costi e fino a una massimo di 5.300 euro. Potranno essere rimborsate sia i sistemi di accumulo sia tutta la strumentazione tecnica per la sua installazione. In questo caso, la Svezia ha preso esempio dalla Germania, dove nel marzo scorso è stato varato il secondo piano di incentivazione per le batterie che prevede un rimborso del 25% sui costi: durerà fino alla fine del 2018 e prevede un fondo pari a 30 milioni di euro. La Svezia conta di mettere 18 milioni fino al 2019.

Con i sistemi di accumulo, come ha fatto notare il sito specializzato QualeEnergia, il governo svedese conta di "promuovere l'autoconsumo elettrico generato dai pannelli fotovioltaici, anziché mettere la quota in eccesso in rete". Dove rischia di andare dispersa e dove i costi per le reti locali sono elevati. Oltre ovviamente a contribuire a raggiungere gli ambiziosi obiettivi "carbon free" al 2040.