Economia

Draghi sul referendum: "Incertezza geopolitica è rischio maggiore"

A una decina di giorni dal Direttorio Bce decisivo per il Qe, il governatore rivendica il ruolo della politica monetaria nel supporto ad aziende e famiglie europee. "Grandi incertezze politiche ed economiche pesano sulla crescita"

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MILANO - "Grandi incertezze politiche ed economiche" pesano sulla crescita economica globale, che procede a ritmi inferiori di quelli antecedenti la crescita economica. E' la diagnosi che Mario Draghi, il presidente della Bce, ha fatto davanti alla commissione Affari economici del Parlamento europeo, a una decina di giorni dal Direttorio che potrebbe annunciare una espansione del Quantitative easing, il programma d'acquisto di titoli di Stato e di aziende lanciato per superare la crisi.

Incalzato dalle domande degli Europarlamentari, Draghi ha detto la sua sul referendum italiano e l'elezione di Donald Trump, definendo le "incertezze geopolitiche" come la principale fonte di instabilità di questi tempi. Il governatore, sottolineando che le reazioni dei listini a eventi di questo tipo sembrano durare solo nel breve periodo per poi rientrare nel medio-lungo, ha specificato che i mercati si stanno dimostrando "più resilienti" del passato. E che è è comunque difficile valutare ora le reazioni da parte degli investitori. "Mi dispiace, ma non commento articoli di giornale o commenti di altri, né speculo su alcuna ipotesi", ha poi chiosato.

Inevitabile un passaggio sulle banche, additate come l'elemento debole della catena finanziaria italiana: la questione delle banche
italiane e le turbolenze che stanno sperimentando al momento "è fuori dalle nostre competenze", in quanto "ci sono regole e direttive Ue in piedi" in proposito, ha spiegato Draghi. "Il miglior contributo che la Bce possa dare è assicurare che la supervisione e la regolamentazione sia ben concepita e attuata". Per quanto riguarda la situazione dei conti pubblici e del debito, per il governatore bisogna innanzitutto considerare "volontà e capacità di onorare i suoi obblighi, e su entrambi i fronti il debito italiano è sostenibile". Sebbene l'Italia sia "uno dei Paesi con il più alto avanzo primario" comunque "non è il momento di dormire sugli allori" in quanto resta "vulnerabile agli shock: bisogna perseverare con gli sforzi sulle riforme".

Nel suo discorso iniziale, e proprio nell'ottica della discussione sulla sua estensione oltre la scadenza naturale del marzo 2017, che i tedeschi premono per evitare, Draghi avea rimarcato che la leva della politica monetaria è stata quella che si è mossa con maggior decisione per supportare la crescita, "ma non può essere la sola attivata". Alla politica va dunque il richiamo ad attuare le riforme e a completare l'Unione monetaria ed economica. E' vero che l'attenzione negli ultimi tempi si è concentrata sulla "sicurezza" per la Ue, Draghi ha rimarcato che un'economia comunitaria forte e resiliente sono presupposti basilari per una sicurezza complessiva. L'Ue "deve superare la vulnerabilità" che ancora la contraddistingue, perché "una casa costruita a metà non è stabile".

Nel frattempo, però, Draghi rivendica che la politica dei tassi bassi, le operazioni di finanziamento agevolato alle banche e lo stesso Qe hanno abbassato il costo di indebitamento, con benefici diffusi ad aziende e persone.

Concentrandosi sul referendum britannico della Brexit, il governatore rimarca che una delle lezioni apprese "è che l'Ue deve mantenere le sue promesse sugli obiettivi chiave dalla prospettiva dei cittadini, se vuole ristabilire la fiducia nel progetto europeo. E per combattere i diffusi sentimenti di insicurezza, inclusa l'insicurezza economica, il progetto europeo ha bisogno di robuste fondamenta economiche. Per l'area euro, ciò significa rafforzare la ripresa, preservare la stabilità finanziaria e affrontare le rimanenti vulnerabilità dell'Unione economica e monetaria". Per Draghi, in ogni caso, è necessario "avviare il processo negoziale" con Londra "il prima possibile", sapendo che sul "mercato unico non si può tornare indietro, l'omogeneità delle regole va preservata" anche per quanto riguarda "il quadro normativo e la vigilanza sul settore bancario e finanziario".