Manovra: più risparmi per manager e famiglie, ai pensionati massimo 500 euro
Valentina Conte, di VALENTINA CONTELo studio. Gli effetti sui redditi dell'innalzamento della no tax area, del taglio al canone Rai e dei bonus. Benefici per tutti, la detassazione del premio di produttività ha il maggior peso
ROMA - Il manager e la mamma meglio del pensionato e della partita Iva. C'è chi si accontenta dei dieci euro in meno del canone Rai e chi incassa o risparmia anche mille euro. Di certo la manovra, che oggi la Camera ha approvato e passa al Senato, ha un occhio di riguardo per tutti. Come dimostra anche il saldo, lievitato oltre i 27 miliardi iniziali, grazie alla pioggia di micronorme inserite da Montecitorio in zona Cesarini (almeno 250 milioni extra). E dunque: chi ci guadagna di più?
Il ceto medio non può lamentarsi. Il premio di produttività detassato passa da 2 mila a 3 mila euro nel 2017 e si allarga ai redditi fino a 60 mila euro (dai 50 mila di quest'anno). Un bel risparmio per quadri e manager: l'aliquota scende dal 38% al 10%. Attenzione speciale anche alle neomamme: il premio alla nascita da 800 euro e il bonus bebè da 1.000 euro non solo si possono cumulare, ma non dipendono dal reddito. Lo prendono tutte, ricche e povere.
I…
Il ceto medio non può lamentarsi. Il premio di produttività detassato passa da 2 mila a 3 mila euro nel 2017 e si allarga ai redditi fino a 60 mila euro (dai 50 mila di quest'anno). Un bel risparmio per quadri e manager: l'aliquota scende dal 38% al 10%. Attenzione speciale anche alle neomamme: il premio alla nascita da 800 euro e il bonus bebè da 1.000 euro non solo si possono cumulare, ma non dipendono dal reddito. Lo prendono tutte, ricche e povere.
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ROMA - Il manager e la mamma meglio del pensionato e della partita Iva. C'è chi si accontenta dei dieci euro in meno del canone Rai e chi incassa o risparmia anche mille euro. Di certo la manovra, che oggi la Camera ha approvato e passa al Senato, ha un occhio di riguardo per tutti. Come dimostra anche il saldo, lievitato oltre i 27 miliardi iniziali, grazie alla pioggia di micronorme inserite da Montecitorio in zona Cesarini (almeno 250 milioni extra). E dunque: chi ci guadagna di più?
Il ceto medio non può lamentarsi. Il premio di produttività detassato passa da 2 mila a 3 mila euro nel 2017 e si allarga ai redditi fino a 60 mila euro (dai 50 mila di quest'anno). Un bel risparmio per quadri e manager: l'aliquota scende dal 38% al 10%. Attenzione speciale anche alle neomamme: il premio alla nascita da 800 euro e il bonus bebè da 1.000 euro non solo si possono cumulare, ma non dipendono dal reddito. Lo prendono tutte, ricche e povere.
I pensionati, fin qui trascurati dal governo Renzi ed esclusi dagli 80 euro, recuperano. A ben vedere però le misure non premiano tutti allo stesso modo. L'innalzamento della no tax area non riguarda chi ha più di 75 anni. E aiuta i redditi bassi con un beneficio medio, calcola l'Istat, di appena 38 euro annui. La quattordicesima dà maggiori soddisfazioni, specie a chi fino ad oggi non la prende. Circa 1 milione e 200 mila pensionati dal prossimo anno riceveranno l'assegno extra a luglio, dai 300 ai 500 euro a secondo dei contributi versati. Mentre le quattordicesime esistenti salgono del 30%: 100-150 euro in più, una volta all'anno.
E i lavoratori autonomi? Ce n'è anche per loro. I contributi previdenziali scendono dal 27% al 25% (quando dovevano scattare al 33%). Un risparmio, certo: di 360 euro su un reddito di 18 mila euro. Ma anche minore pensione in futuro.
Insomma al top della classifica, elaborata dalla Uil-Servizio politiche economiche, vince la mamma con 1.010 euro in più nel 2017 (1.820 euro se cumula i bonus) e il dirigente con 922 euro. In fondo, il pensionato sfortunato perché ha 78 anni (quindi fuori target per la no tax area) e reddito di 23 mila euro lordi, troppo alto per prendere la quattordicesima. Per lui, 10 euro in più e una tv pubblica per una volta un po' meno cara.
Il ceto medio non può lamentarsi. Il premio di produttività detassato passa da 2 mila a 3 mila euro nel 2017 e si allarga ai redditi fino a 60 mila euro (dai 50 mila di quest'anno). Un bel risparmio per quadri e manager: l'aliquota scende dal 38% al 10%. Attenzione speciale anche alle neomamme: il premio alla nascita da 800 euro e il bonus bebè da 1.000 euro non solo si possono cumulare, ma non dipendono dal reddito. Lo prendono tutte, ricche e povere.
I pensionati, fin qui trascurati dal governo Renzi ed esclusi dagli 80 euro, recuperano. A ben vedere però le misure non premiano tutti allo stesso modo. L'innalzamento della no tax area non riguarda chi ha più di 75 anni. E aiuta i redditi bassi con un beneficio medio, calcola l'Istat, di appena 38 euro annui. La quattordicesima dà maggiori soddisfazioni, specie a chi fino ad oggi non la prende. Circa 1 milione e 200 mila pensionati dal prossimo anno riceveranno l'assegno extra a luglio, dai 300 ai 500 euro a secondo dei contributi versati. Mentre le quattordicesime esistenti salgono del 30%: 100-150 euro in più, una volta all'anno.
E i lavoratori autonomi? Ce n'è anche per loro. I contributi previdenziali scendono dal 27% al 25% (quando dovevano scattare al 33%). Un risparmio, certo: di 360 euro su un reddito di 18 mila euro. Ma anche minore pensione in futuro.
Insomma al top della classifica, elaborata dalla Uil-Servizio politiche economiche, vince la mamma con 1.010 euro in più nel 2017 (1.820 euro se cumula i bonus) e il dirigente con 922 euro. In fondo, il pensionato sfortunato perché ha 78 anni (quindi fuori target per la no tax area) e reddito di 23 mila euro lordi, troppo alto per prendere la quattordicesima. Per lui, 10 euro in più e una tv pubblica per una volta un po' meno cara.