ROMA - Il ritmo di crescita dell'Italia si stabilizza. Lo scrive l'Istat nella sua nota mensile sull'andamento dell'economia italiana. "L'aumento del Pil registrato nel terzo trimestre è caratterizzato dal miglioramento del valore aggiunto nel settore manifatturiero e dalla ripresa degli investimenti". E dunque, secondo l'istituto di statistica, "l'indicatore anticipatore recupera" e si delinea una "prospettiva di stabilizzazione".
Pil. Da luglio a settembre il Pil è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente, in accelerazione rispetto al +0,1%. Grazie al contributo della domanda nazionale (+0,3%), mentre quella estera fletteva (-0,1%). Sono saliti insomma sia i consumi (+0,2%) sia gli investimenti fissi lordi (+0,8%). In particolare, gli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti (+0,7%). Le costruzioni ancora in flessione (-0,2%).
Industria e servizi. Dopo il forte calo del secondo trimestre (-0,7% sul primo), anche l'industria in senso stretto ha mostrato segnali di ripresa registrando "un aumento significativo del valore aggiunto" (+1,1% congiunturale). Gli ordinativi totali mostrano un deciso balzo (+1,7%), frutto di un'ottima performance sul mercato interno (+6,6%) che bilancia la contrazione estera (-4,4%). Modesta invece la ripresa dei servizi (+0,1%). Ma prosegue la tendenza positiva, più marcata per l'informazione e la comunicazione (+0,9%) e le attività professionali (+0,5%).
Consumi. I consumi migliorano (+0,2%), grazie all'aumento della spesa delle famiglie residenti (+0,1%, in particolare verso i beni durevoli +0,6%) e della spesa delle amministrazioni pubbliche (+0,2%). Male però le vendite al dettaglio (-0,6%), come risultato di una flessione dei prodotti alimentari (-0,5%) e non alimentari (-0,6%). Stabile il clima di fiducia dei consumatori a novembre. Ma peggiorano le aspettative sul clima futuro. Anche perché gli occupati in ottobre sono diminuiti di 30 mila unità (-0,1% rispetto a settembre), soprattutto quelli a tempo indeterminato (-0,3%) a favore del tempo determinato (+0,3%).
Prospettive. Con un'inflazione che continua a oscillare attorno allo zero, a novembre il clima di fiducia delle imprese manifatturiere ha subito un peggioramento tornando sui livelli di settembre, specie nel settore delle costruzioni. Si prevedono meno ordini. E dunque un'economia ancora in affanno. Un quadro che induce l'Istat a prevedere una stabilizzazione nei ritmi di crescita. Si continua a crescere, dunque. Ma poco, senza strappi. Ancorati allo zero virgola.
Pil. Da luglio a settembre il Pil è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente, in accelerazione rispetto al +0,1%. Grazie al contributo della domanda nazionale (+0,3%), mentre quella estera fletteva (-0,1%). Sono saliti insomma sia i consumi (+0,2%) sia gli investimenti fissi lordi (+0,8%). In particolare, gli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti (+0,7%). Le costruzioni ancora in flessione (-0,2%).
Industria e servizi. Dopo il forte calo del secondo trimestre (-0,7% sul primo), anche l'industria in senso stretto ha mostrato segnali di ripresa registrando "un aumento significativo del valore aggiunto" (+1,1% congiunturale). Gli ordinativi totali mostrano un deciso balzo (+1,7%), frutto di un'ottima performance sul mercato interno (+6,6%) che bilancia la contrazione estera (-4,4%). Modesta invece la ripresa dei servizi (+0,1%). Ma prosegue la tendenza positiva, più marcata per l'informazione e la comunicazione (+0,9%) e le attività professionali (+0,5%).
Consumi. I consumi migliorano (+0,2%), grazie all'aumento della spesa delle famiglie residenti (+0,1%, in particolare verso i beni durevoli +0,6%) e della spesa delle amministrazioni pubbliche (+0,2%). Male però le vendite al dettaglio (-0,6%), come risultato di una flessione dei prodotti alimentari (-0,5%) e non alimentari (-0,6%). Stabile il clima di fiducia dei consumatori a novembre. Ma peggiorano le aspettative sul clima futuro. Anche perché gli occupati in ottobre sono diminuiti di 30 mila unità (-0,1% rispetto a settembre), soprattutto quelli a tempo indeterminato (-0,3%) a favore del tempo determinato (+0,3%).
Prospettive. Con un'inflazione che continua a oscillare attorno allo zero, a novembre il clima di fiducia delle imprese manifatturiere ha subito un peggioramento tornando sui livelli di settembre, specie nel settore delle costruzioni. Si prevedono meno ordini. E dunque un'economia ancora in affanno. Un quadro che induce l'Istat a prevedere una stabilizzazione nei ritmi di crescita. Si continua a crescere, dunque. Ma poco, senza strappi. Ancorati allo zero virgola.