Mutui, è boom di richieste anche a novembre: +13,2%
Lucio Cillis, di LUCIO CILLISSecondo Crif crescono ancora le domande per nuovi contratti e surroghe. Le famiglie chiedono anche di più: in media 125mila euro. Secondo l'Agenzia delle Entrate cresce pure il mercato delle compravendite: +17,8% nel terzo trimestre
ROMA - Boom di mutui a novembre. Secondo i dati di Crif il mese scorso ha registrato un incremento del 13,2% rispetto allo stesso mese del 2015. Una crescita solida visto che vengono prese in considerazione le richieste di nuovi mutui e surroghe, e quindi le istruttorie formali - non le semplici richieste di informazioni o preventivi online - da parte delle famiglie italiane.
Un risultato che sembra rimettere definitivamente in moto la crescita del settore: nell'aggregato dei primi 11 mesi del 2016 l'aumento è pari al 12,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Un consolidamento che anticipa il probabile recupero - in tempi brevi - dei volumi registrati prima della crisi. Un ulteriore segnale positivo emerge anche dall'analisi dell'importo medio richiesto, che nel mese di novembre ha fatto segnare il valore più elevato dall'inizio del 2016 con 125.517 euro, superiore ai 121.051 euro rilevati nel corrispondente mese del 2015. Nello specifico si …
Un risultato che sembra rimettere definitivamente in moto la crescita del settore: nell'aggregato dei primi 11 mesi del 2016 l'aumento è pari al 12,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Un consolidamento che anticipa il probabile recupero - in tempi brevi - dei volumi registrati prima della crisi. Un ulteriore segnale positivo emerge anche dall'analisi dell'importo medio richiesto, che nel mese di novembre ha fatto segnare il valore più elevato dall'inizio del 2016 con 125.517 euro, superiore ai 121.051 euro rilevati nel corrispondente mese del 2015. Nello specifico si …
ROMA - Boom di mutui a novembre. Secondo i dati di Crif il mese scorso ha registrato un incremento del 13,2% rispetto allo stesso mese del 2015. Una crescita solida visto che vengono prese in considerazione le richieste di nuovi mutui e surroghe, e quindi le istruttorie formali - non le semplici richieste di informazioni o preventivi online - da parte delle famiglie italiane.
Un risultato che sembra rimettere definitivamente in moto la crescita del settore: nell'aggregato dei primi 11 mesi del 2016 l'aumento è pari al 12,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Un consolidamento che anticipa il probabile recupero - in tempi brevi - dei volumi registrati prima della crisi. Un ulteriore segnale positivo emerge anche dall'analisi dell'importo medio richiesto, che nel mese di novembre ha fatto segnare il valore più elevato dall'inizio del 2016 con 125.517 euro, superiore ai 121.051 euro rilevati nel corrispondente mese del 2015. Nello specifico si tratta dell'ottavo mese consecutivo di incremento (mese-anno corrente rispetto allo stesso mese anno precedente), che porta il valore medio nell'aggregato dei primi 11 mesi dell'anno a 123.164 euro.
E di pari passo - secondo la Nota trimestrale dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate - continua la tendenza al rialzo del mercato immobiliare italiano, che nel terzo trimestre del 2016 registra un incremento del 17,8%. In alcuni settori, infatti, i tassi di crescita viaggiano a doppia cifra già da inizio anno: nel periodo luglio-settembre il terziario raggiunge quota +31,1%, oltre il doppio rispetto al trimestre precedente, così come il commerciale, che passa da un +12,9% a un +23,3%, mentre il residenziale segna un aumento del 17,4%. Anche il produttivo guadagna un buon 24,5%.
I numeri del settore residenziale: "Nel terzo trimestre 2016, il mercato delle abitazioni continua a crescere in tutte le aree del Paese, grazie soprattutto al permanere dei tassi di
interesse sui mutui particolarmente bassi e al contesto economico nel suo complesso, anche se la crescita è generalmente rallentata rispetto al trimestre precedente", spiega l'Agenzia. Ancora una volta è il Nord che fa da traino, con un incremento pari al 22,3%, mentre il Centro e il Sud si assestano rispettivamente a +15,2% e +10%. Inoltre, in questo trimestre la crescita è stata superiore nei Comuni non capoluogo (+17,9%) rispetto ai capoluoghi (+16,4%). Genova domina tra le grandi città italiane dove permane un deciso segno positivo per le compravendite di abitazioni: il capoluogo ligure ha registrato il maggior incremento, con una crescita pari al 25%; seguono Milano (+23,9%), Bologna
(+21,5%), Torino (+20,4%) e Firenze (+13,3%). Una crescita più contenuta caratterizza, invece, il mercato residenziale di Napoli (+2,4%), Palermo (+5,8%) e Roma (+8,9%).
Uffici, negozi e capannoni: tra i settori non residenziali la tendenza al rialzo più significativa è quella che interessa il settore terziario, che raggiunge il 31,1%, ma anche gli altri settori migliorano notevolmente, con percentuali superiori al 20. Particolarmente significativa è la crescita del comparto commerciale, che tocca quota 23,3%, con il picco al Nord (+28,6%), mentre il comparto produttivo (che comprende capannoni e industrie) conferma la decisa tendenza al rialzo, dopo la forte accelerazione del semestre precedente, seppure il tasso scenda di circa 4 punti (da +28,7% a +24,5%).
Un risultato che sembra rimettere definitivamente in moto la crescita del settore: nell'aggregato dei primi 11 mesi del 2016 l'aumento è pari al 12,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Un consolidamento che anticipa il probabile recupero - in tempi brevi - dei volumi registrati prima della crisi. Un ulteriore segnale positivo emerge anche dall'analisi dell'importo medio richiesto, che nel mese di novembre ha fatto segnare il valore più elevato dall'inizio del 2016 con 125.517 euro, superiore ai 121.051 euro rilevati nel corrispondente mese del 2015. Nello specifico si tratta dell'ottavo mese consecutivo di incremento (mese-anno corrente rispetto allo stesso mese anno precedente), che porta il valore medio nell'aggregato dei primi 11 mesi dell'anno a 123.164 euro.
E di pari passo - secondo la Nota trimestrale dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate - continua la tendenza al rialzo del mercato immobiliare italiano, che nel terzo trimestre del 2016 registra un incremento del 17,8%. In alcuni settori, infatti, i tassi di crescita viaggiano a doppia cifra già da inizio anno: nel periodo luglio-settembre il terziario raggiunge quota +31,1%, oltre il doppio rispetto al trimestre precedente, così come il commerciale, che passa da un +12,9% a un +23,3%, mentre il residenziale segna un aumento del 17,4%. Anche il produttivo guadagna un buon 24,5%.
I numeri del settore residenziale: "Nel terzo trimestre 2016, il mercato delle abitazioni continua a crescere in tutte le aree del Paese, grazie soprattutto al permanere dei tassi di
interesse sui mutui particolarmente bassi e al contesto economico nel suo complesso, anche se la crescita è generalmente rallentata rispetto al trimestre precedente", spiega l'Agenzia. Ancora una volta è il Nord che fa da traino, con un incremento pari al 22,3%, mentre il Centro e il Sud si assestano rispettivamente a +15,2% e +10%. Inoltre, in questo trimestre la crescita è stata superiore nei Comuni non capoluogo (+17,9%) rispetto ai capoluoghi (+16,4%). Genova domina tra le grandi città italiane dove permane un deciso segno positivo per le compravendite di abitazioni: il capoluogo ligure ha registrato il maggior incremento, con una crescita pari al 25%; seguono Milano (+23,9%), Bologna
(+21,5%), Torino (+20,4%) e Firenze (+13,3%). Una crescita più contenuta caratterizza, invece, il mercato residenziale di Napoli (+2,4%), Palermo (+5,8%) e Roma (+8,9%).
Uffici, negozi e capannoni: tra i settori non residenziali la tendenza al rialzo più significativa è quella che interessa il settore terziario, che raggiunge il 31,1%, ma anche gli altri settori migliorano notevolmente, con percentuali superiori al 20. Particolarmente significativa è la crescita del comparto commerciale, che tocca quota 23,3%, con il picco al Nord (+28,6%), mentre il comparto produttivo (che comprende capannoni e industrie) conferma la decisa tendenza al rialzo, dopo la forte accelerazione del semestre precedente, seppure il tasso scenda di circa 4 punti (da +28,7% a +24,5%).