Bce: verso sei mesi di stimoli in più. Forse l'ultimo "pacchetto speciale" di Draghi
Raffaele Ricciardi
(reuters)
La stragrande maggioranza degli analisti concorda: nella riunione di giovedì la Banca centrale europea estenderà il programma d'acquisto di titoli fino a settembre 2017, mantenendolo a 80 miliardi al mese e magari variando qualche dettaglio tecnico. L'inflazione intanto risale (piano): ecco perché potrebbe esser l'ultima azione straordinaria dell'Eurotower
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MILANO - Altro che allargamento degli spread e crollo dei mercati finanziari: gli investitori hanno tirato dritto dopo il referendum costituzionale italiano e, passata qualche ora di paura, hanno spinto i listini globali al rialzo. Se il clima si è disteso, e i titoli di Stato italiani non sono crollati come nel 2011-2012, gran parte del merito sta a Francoforte, dove opera la Bce di Mario Draghi. Il governatore è atteso a una importante riunione del Direttorio, giovedì 8 dicembre, dalla quale gli operatori si attendono in larga misura un'estensione del Quantitative easing, il programma di acquisto di titoli giunto a 80 miliardi al mese, oltre la naturale scadenza del prossimo marzo.
LA SFORTUNATA COINCIDENZA COL REFERENDUM ITALIANO Dopo una prima parte dell'anno condita da una performance opaca, dal secondo semestre le azioni italiane hanno ripreso quelle spagnole
"La Bce estenderà il suo programma d'acquisto dal marzo prossimo per altri sei mesi", ha sentenziato l'economista di Oxford Economics Ben May, riassumendo alla perfezione ciò che scrivono le maggiori case d'affari e banche internazionali. Patrick O'Donnell, gestore di Aberdeen AM, aggiunge che "il risultato del referendum italiano non ha fatto che rafforzare le argomentazioni a sostegno del prolungamento". In Ubs sono convinti che verrà confermato l'attuale ammontare di acquisti mensili, a 80 miliardi di euro, ma ci potranno essere modifiche tecniche a come questi vengono condotti. A cominciare, aggiungono da Natixis, dall'incremento delle quote di una singola emissione che la Banca centrale può andare a rastrellare, o di quelle relative al singolo emittente. Per non escludere la possibilità di eliminare il limite di comperare bond che rendano in negativo non più del tasso sui depositi (ora al -0,4%) e che esclude una parte dei titoli di Stato tedeschi. Un problema, però, alleviato ultimamente dalla ripresa dei rendimenti. In un secondo momento, rimarca ancora Ubs, la Bce potrebbe procedere con una graduale stretta agli acquisti: il "tapering" che aveva già messo in atto la Fed, però, dovrebbe esser maneggiato con estrema cautela nella comunicazione di Draghi, vista l'alta suscettibilità dei mercati in questa fase.
La stragrande maggioranza degli economisti prevede una estensione del Qe, con lo stesso ritmo d'acquisti attuale (80 miliardi al mese)
A questa impostazione largamente condivisa non mancano i detrattori. L'istituto Ifo tedesco ha chiesto chiaramente che la Bce avvii la stretta agli stimoli già da aprile, per scongiurare gli effetti negativi del programma d'acquisto. Secondo Mark Cudmore di Bloomberg, però, i dati dell'economia reale non offrono grande sponda ai falchi tedeschi e a coloro che non vorrebbero estendere gli stimoli: dopotutto, nonostante si parli di riflazione in mezzo mondo, il consenso sulle stime di crescita dei prezzi è fermo all'1,3% per il 2017 (lo staff economico della Bce lo alzerà solo di 0,1 punti rispetto al +1,2% stimato a settembre) e quindi all'1,7% nel 2018, ancora sotto i target della Bce. Il petrolio sta vivendo qualche segnale di ripresa, ma nulla di eccezionale, mentre i prezzi del cibo rimangono bassi. I gestori di Degroof Petercam sottolineano che più Qe sarà "un ulteriore fattore esterno di svalutazione dell'euro nei confronti delle valute dei principali partner commerciali", il che è positivo per il sostegno all'economia.
Quel che andrà in scena in questo dicembre, ammonisce di nuovo Ben May, potrebbe essere l'ultimo Draghi in versione Superman: visto che tutto sommato "l'economia sta crescendo a un ritmo salutare per gli standard dell'Eurozona e i prezzi sono attesi in crescita stabile nel corso del 2017, la Bce probabilmente lancerà il suo ultimo pacchetto di misure non convenzionali" nella riunione di domani. Poi dovrà iniziare a pensare a come "normalizzare" la situazione. Di nuovo O'Donnell alza quindi la pressione sul governatore italiano: "Se Draghi dovesse esitare anche di poco metterebbe seriamente a repentaglio la ricapitalizzazione di Monte dei Paschi", già assai traballante di per sé. "Il che, a sua volta, significherebbe problemi per le banche italiane ed il mercato obbligazionario in generale. Siamo di nuovo nella condizione di dipendere da ogni parola pronunciata da Draghi".