MILANO - E' stabile il numero di percettori degli assegni familiari, cresce l'adesione dei neo-papà al congedo loro dedicato mentre il calo della natalità viene impietosamente fotografato dalla diminuzione dell'erogazione della relativa indennità. E' quanto emerge dai dati pubblicati dall'Inps a proposito delle prestazioni a sostegno della famiglia.
Nel 2015 i beneficiari di indennità di maternità tra i dipendenti del settore privato, che hanno iniziato nell'anno a percepire l'indennità, sono risultati 204.174 (-4,9% rispetto al 2014), mentre il numero di lavoratrici/lavoratori che sono stati almeno un giorno nell'anno in congedo parentale è stato pari a 298.313 (+5,1% sul 2014). Nel primo caso si fa riferimento alle maternità obbligatorie, che pagano la denatalità del Belpaese. Il congedo parentale è tutt’altro beneficio, a richiesta, la cui fruibilità è stata allargata dalla normativa recente, ad esempio si può sfruttare fino ai 12 anni del figlio dagli otto precedenti.
A spiegare l'incremento c'è la maggior partecipazione dei padri, che nel 2015 hanno usufruito del congedo parentale in 44.700 casi, con un incremento rispetto all'anno precedente del 22,3% e del 39,8% rispetto a cinque anni prima. Per i padri (lavoratori dipendenti) la legge Fornero del 2012 ha introdotto un giorno di astensione obbligatoria e due giorni di astensione facoltativa (in questo caso in alternativa alla madre). Il ricorso a questo istituto, evidenzia l'Inps, è però "ancora limitato", "anche in riferimento al giorno di congedo obbligatorio, considerando che in Italia, nel 2015, ci sono state circa 486mila nascite". A usufruire del congedo obbligatorio di paternità sono stati 72.630 papà nel 2015 (67.664 nel 2014 e 50.474 nel 2013); per il congedo facoltativo se ne contano soltanto 9.582 nel 2015 (8.131 nel 2014 e 5.432 nel 2013). Dal 2018, ha previsto la Manovra per il 2017, il congedo salirà a quota quattro giorni.
Se si guarda al numero di assegni al nucleo familiare, tra i dipendenti del settore privato il numero è risulato stabile a 2.827.859 (+0,1% rispetto al 2014), con un importo medio annuo di 1.092 euro. L'Istituto sottolinea che c'è stato un progressivo aumento negli ultimi cinque anni del numero di beneficiari di sesso femminile (+12,4% rispetto al 2011) e una diminuzione della componente maschile (-7,3%). Nella distribuzione per numero dei componenti il nucleo familiare la classe più numerosa è stata quelle delle famiglie con tre componenti, 1.124.226 pari al 39,8%, a seguire i nuclei composti da quattro persone (30,3%), poi quelli fino a due (23,1%), in coda le famiglie numerose formate da 5 componenti e oltre (6,9%).
Nel 2015 i beneficiari di indennità di maternità tra i dipendenti del settore privato, che hanno iniziato nell'anno a percepire l'indennità, sono risultati 204.174 (-4,9% rispetto al 2014), mentre il numero di lavoratrici/lavoratori che sono stati almeno un giorno nell'anno in congedo parentale è stato pari a 298.313 (+5,1% sul 2014). Nel primo caso si fa riferimento alle maternità obbligatorie, che pagano la denatalità del Belpaese. Il congedo parentale è tutt’altro beneficio, a richiesta, la cui fruibilità è stata allargata dalla normativa recente, ad esempio si può sfruttare fino ai 12 anni del figlio dagli otto precedenti.
A spiegare l'incremento c'è la maggior partecipazione dei padri, che nel 2015 hanno usufruito del congedo parentale in 44.700 casi, con un incremento rispetto all'anno precedente del 22,3% e del 39,8% rispetto a cinque anni prima. Per i padri (lavoratori dipendenti) la legge Fornero del 2012 ha introdotto un giorno di astensione obbligatoria e due giorni di astensione facoltativa (in questo caso in alternativa alla madre). Il ricorso a questo istituto, evidenzia l'Inps, è però "ancora limitato", "anche in riferimento al giorno di congedo obbligatorio, considerando che in Italia, nel 2015, ci sono state circa 486mila nascite". A usufruire del congedo obbligatorio di paternità sono stati 72.630 papà nel 2015 (67.664 nel 2014 e 50.474 nel 2013); per il congedo facoltativo se ne contano soltanto 9.582 nel 2015 (8.131 nel 2014 e 5.432 nel 2013). Dal 2018, ha previsto la Manovra per il 2017, il congedo salirà a quota quattro giorni.
Se si guarda al numero di assegni al nucleo familiare, tra i dipendenti del settore privato il numero è risulato stabile a 2.827.859 (+0,1% rispetto al 2014), con un importo medio annuo di 1.092 euro. L'Istituto sottolinea che c'è stato un progressivo aumento negli ultimi cinque anni del numero di beneficiari di sesso femminile (+12,4% rispetto al 2011) e una diminuzione della componente maschile (-7,3%). Nella distribuzione per numero dei componenti il nucleo familiare la classe più numerosa è stata quelle delle famiglie con tre componenti, 1.124.226 pari al 39,8%, a seguire i nuclei composti da quattro persone (30,3%), poi quelli fino a due (23,1%), in coda le famiglie numerose formate da 5 componenti e oltre (6,9%).