MILANO - Il presidente della repubblica francese, Francois Hollande, non è informato "su quello che ha intenzione di fare il gruppo Vivendi. Si tratta di operazioni private". Il primo ministro italiano, invece, ribasdisce che l'esecutivo tricolore "è vigile", premettendo sempre che le regole del mercato sono sacre, ma confermando parimenti la "valutazione critica" sull'atteggiamenato ostile dei francesi.
La questione della scalata ostile di Vincent Bolloré alla Mediaset di Silvio Berlusconi occupa così le stanze più alte del potere, mentre il titolo delle televisioni di Cologno tratta poco mosso a Piazza Affari (segui in diretta) e il cda delle televisioni si dà appuntamento al 20 dicembre, di carattere "ordinario" ma con il dossier Vivendi ben presente. Dalla holding Fininvest, intanto, filtrano le possibili contro-mosse al blitz con il quale Vivendi è salita al 20% di Mediaset: il pool legale della 'galassia Berlusconi', secondo quanto si apprende, sta preparando altro materiale da consegnare in Procura a Milano nel quale potrebbe essere contenuta anche la richiesta d'urgenza di sequestro cautelativo delle azioni rastrellate dai francesi. I legali della controllante Mediaset intendono dimostrare che Vivendi ha avuto fin dall'inizio l'intento di svalutare pesantemente il titolo del gruppo televisivo italiano.
Come ha detto al termine del Consiglio europeo, Hollande non ha parlato di questo con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. "Al momento c'è un legame che si è stabilito tra Mediaset e Vivendi che risponde a logiche capitalistiche - ha aggiunto - il governo non ha interesse in questo. Da parte nostra non c'è stato nulla, nè per incoraggiare nè per evitare", ha concluso Hollande.
Dal canto suo, il Governo italiano segue la vicenda Vivendi-Mediaset. E "vigilia con attenzione" perché, anche se si tratta di un'operazione di mercato che "non coinvolge direttamente i rapporti tra gli Stati", riguarda un settore chiave, quello dei media e delle tlc. Paolo Gentiloni, da Bruxelles dove oggi ha debuttato al suo primo Vertice Ue da premier, ha così ribadito la posizione del governo. E pur confermando che non ne ha parlato con Hollande, non ha nascosto che a Roma "c'è una valutazione critica sulle modalità ostili" dell'operazione. Della questione ne hanno parlato l'amministratore delegato di Vivendi Arnaud de Puyfontaine in un incontro con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. E' quanto riferiscono fonti del ministero. Qualche giorno fa Calenda aveva definito l'operazione di Vivendi come un modo non molto "appropriato di procedere per rafforzare la propria presenza in italia" da parte del gruppo francese.
Il 'time out' tra i contendenti, che stanno misurando le forze in campo e studiando le prossime mosse, è stato sancito anche dalla Borsa: dopo un boom del 56% dall'inizio degli acquisti di Vivendi e del 30% dalla loro ufficializzazione, l'ultima è stata una seduta di parziali realizzi su Mediaset in Piazza Affari, con un calo dell'1,55% a 3,56 euro e scambi elevati. Si è mossa bene Telecom (+3,66% a sfiorare quota 0,8 euro) sulle voci di possibili acquisti da parte della 'galassia Berlusconi' per restituire il colpo al mondo Bolloré.
In realtà Fininvest e dintorni non hanno intenzione di sprecare risorse su operazioni di disturbo, peraltro costosissime, ma di blindare il più possibile il controllo del gruppo televisivo. L'ipotesi è infatti quella dell'acquisto di azioni proprie da parte di Mediaset, che ha già un mandato da parte dell'assemblea, ma il problema è legale, in quanto l'operazione potrebbe venir giudicata come 'concerto' con il 5% già acquistato nell'anno da Fininvest e quindi far scattare l'obbligo di Opa, che non vuole nessuno. Tantomeno Vivendi, che potrebbe salire fino al 30% senza dover lanciare un'Opa, ma che per ora valuta gli effetti anche psicologici della sua mossa. Così da Parigi il gruppo francese dice che "per noi la partecipazione in Mediaset è strategica: certamente non è stato sollecitato, ma non è un atto ostile", spiega Vivendi. Che però potrebbe essere frenata, almeno sul piano 'politico', dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
La questione della scalata ostile di Vincent Bolloré alla Mediaset di Silvio Berlusconi occupa così le stanze più alte del potere, mentre il titolo delle televisioni di Cologno tratta poco mosso a Piazza Affari (segui in diretta) e il cda delle televisioni si dà appuntamento al 20 dicembre, di carattere "ordinario" ma con il dossier Vivendi ben presente. Dalla holding Fininvest, intanto, filtrano le possibili contro-mosse al blitz con il quale Vivendi è salita al 20% di Mediaset: il pool legale della 'galassia Berlusconi', secondo quanto si apprende, sta preparando altro materiale da consegnare in Procura a Milano nel quale potrebbe essere contenuta anche la richiesta d'urgenza di sequestro cautelativo delle azioni rastrellate dai francesi. I legali della controllante Mediaset intendono dimostrare che Vivendi ha avuto fin dall'inizio l'intento di svalutare pesantemente il titolo del gruppo televisivo italiano.
Come ha detto al termine del Consiglio europeo, Hollande non ha parlato di questo con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. "Al momento c'è un legame che si è stabilito tra Mediaset e Vivendi che risponde a logiche capitalistiche - ha aggiunto - il governo non ha interesse in questo. Da parte nostra non c'è stato nulla, nè per incoraggiare nè per evitare", ha concluso Hollande.
Dal canto suo, il Governo italiano segue la vicenda Vivendi-Mediaset. E "vigilia con attenzione" perché, anche se si tratta di un'operazione di mercato che "non coinvolge direttamente i rapporti tra gli Stati", riguarda un settore chiave, quello dei media e delle tlc. Paolo Gentiloni, da Bruxelles dove oggi ha debuttato al suo primo Vertice Ue da premier, ha così ribadito la posizione del governo. E pur confermando che non ne ha parlato con Hollande, non ha nascosto che a Roma "c'è una valutazione critica sulle modalità ostili" dell'operazione. Della questione ne hanno parlato l'amministratore delegato di Vivendi Arnaud de Puyfontaine in un incontro con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. E' quanto riferiscono fonti del ministero. Qualche giorno fa Calenda aveva definito l'operazione di Vivendi come un modo non molto "appropriato di procedere per rafforzare la propria presenza in italia" da parte del gruppo francese.
Il 'time out' tra i contendenti, che stanno misurando le forze in campo e studiando le prossime mosse, è stato sancito anche dalla Borsa: dopo un boom del 56% dall'inizio degli acquisti di Vivendi e del 30% dalla loro ufficializzazione, l'ultima è stata una seduta di parziali realizzi su Mediaset in Piazza Affari, con un calo dell'1,55% a 3,56 euro e scambi elevati. Si è mossa bene Telecom (+3,66% a sfiorare quota 0,8 euro) sulle voci di possibili acquisti da parte della 'galassia Berlusconi' per restituire il colpo al mondo Bolloré.
In realtà Fininvest e dintorni non hanno intenzione di sprecare risorse su operazioni di disturbo, peraltro costosissime, ma di blindare il più possibile il controllo del gruppo televisivo. L'ipotesi è infatti quella dell'acquisto di azioni proprie da parte di Mediaset, che ha già un mandato da parte dell'assemblea, ma il problema è legale, in quanto l'operazione potrebbe venir giudicata come 'concerto' con il 5% già acquistato nell'anno da Fininvest e quindi far scattare l'obbligo di Opa, che non vuole nessuno. Tantomeno Vivendi, che potrebbe salire fino al 30% senza dover lanciare un'Opa, ma che per ora valuta gli effetti anche psicologici della sua mossa. Così da Parigi il gruppo francese dice che "per noi la partecipazione in Mediaset è strategica: certamente non è stato sollecitato, ma non è un atto ostile", spiega Vivendi. Che però potrebbe essere frenata, almeno sul piano 'politico', dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.