MILANO - I mercati europei chiudono deboli mentre in Italia ci si concentra sull'aumento di capitale del Monte dei Paschi che parte oggi tra numerose incertezze sul suo buon esito. Il titolo fatica a fare prezzo in avvio, segnando poi un ribasso a due cifre. Milano - dopo una giornata tra alti e bassi - chiude in calo dello 0,24% con i titoli bancari in difficoltà e Mediaset ancora in evidenza. In ordine sparso le altre Borse europee: Francoforte riesce a spuntare un +0,2% dopo una giornata incerta, Londra segna +0,08% e Parigi cede lo 0,22%. Chiusura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,21% a 19.884,91 punti, il Nasdaq avanza dello 0,37% a 5.457,44 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,20% a 2.262,59 punti.
Il piano della banca senese per raccogliere 5 miliardi sul mercato prevede la conversione dei bond subordinati da parte dei "piccoli clienti" esclusi dalla prima finestra di offerta, con l'obiettivo di portare a casa almeno un altro miliardo e mezzo in aggiunta al miliardo raccimolato dagli investitori istituzionali, collocamento delle nuove azioni nella speranza che i capitali del Qatar siano ancora disposti ad entrare in gioco, maxi-cartolarizzazione di 27,7 miliardi di sofferenze attraverso il fondo Atlante e grazie a un prestito ponte delle banche. Se tutte queste tessere non s'incastreranno, via libera all'ombrello pubblico con la conversione obbligatoria dei bond subordinati.
L'euro - dopo l'iniziale recupero - si stabilizza in area 1,044 dollari, sugli stessi livelli della chiusura di venerdì. Ad incidere sull'iniziale indebolimento del biglietto verde erano state le tensioni provocate dal sequestro da parte della Cina di un drone della marina Usa usato per monitorare le acque internazionali del Mar cinese meridionale. Lo yen passa di mano a 122,6. Lo spread tra Btp e Bund si allarga in chiusura di giornata a 157 punti base, con il rendimento dei titoli decennali italiani all'1,87%.
L'agenda macroeconomica di giornata segnala il calo della bilancia commerciale del Giappone, in surplus a novembre di 152,5 miliardi di yen rispetto ai 496 miliardi del mese precedente e sotto le attese del mercato pari a 227,4 miliardi. L'indice Ifo sul clima economico in Germania a dicembre sale a 111 punti dai 110,4 di novembre. Nel terzo trimestre il costo del lavoro per ora è cresciuto dell'1,5% nell'area Euro e dell'1,9% nell'Ue rispetto al terzo trimestre del 2015. Da segnalare, dagli Usa, l'indice Pmi di Markit.
La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con un leggerissimo arretramento in un giornata segnata dalla forte perdita delle azioni di Nintendo, dopo la delusione suscitata dal suo gioco Super Mario Run. A chiusura delle contrattazioni, l'indice Nikkei dei 225 principali titoli ha lasciato sul terreno lo 0,05%, chiudendo a 19.391, 60 punti, e ha segnato una pausa dopo nove sedute positive, una serie inedita dal fine maggio 2015.
Da ultimo, il prezzo del petrolio torna ad avanzare sui mercati asiatici in seguito alla frenata del biglietto verde. Il light crude Wti sale di 44 cent a 52,34 dollari al barile, il Brent di Londra guadagna 36 cent a 55,57 dollari al barile. Per la stessa ragione sono in rialzo anche le quotazioni dell'oro sui mercati asiatici: il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,4% a 1.139 dollari l'oncia.
Il piano della banca senese per raccogliere 5 miliardi sul mercato prevede la conversione dei bond subordinati da parte dei "piccoli clienti" esclusi dalla prima finestra di offerta, con l'obiettivo di portare a casa almeno un altro miliardo e mezzo in aggiunta al miliardo raccimolato dagli investitori istituzionali, collocamento delle nuove azioni nella speranza che i capitali del Qatar siano ancora disposti ad entrare in gioco, maxi-cartolarizzazione di 27,7 miliardi di sofferenze attraverso il fondo Atlante e grazie a un prestito ponte delle banche. Se tutte queste tessere non s'incastreranno, via libera all'ombrello pubblico con la conversione obbligatoria dei bond subordinati.
L'euro - dopo l'iniziale recupero - si stabilizza in area 1,044 dollari, sugli stessi livelli della chiusura di venerdì. Ad incidere sull'iniziale indebolimento del biglietto verde erano state le tensioni provocate dal sequestro da parte della Cina di un drone della marina Usa usato per monitorare le acque internazionali del Mar cinese meridionale. Lo yen passa di mano a 122,6. Lo spread tra Btp e Bund si allarga in chiusura di giornata a 157 punti base, con il rendimento dei titoli decennali italiani all'1,87%.
L'agenda macroeconomica di giornata segnala il calo della bilancia commerciale del Giappone, in surplus a novembre di 152,5 miliardi di yen rispetto ai 496 miliardi del mese precedente e sotto le attese del mercato pari a 227,4 miliardi. L'indice Ifo sul clima economico in Germania a dicembre sale a 111 punti dai 110,4 di novembre. Nel terzo trimestre il costo del lavoro per ora è cresciuto dell'1,5% nell'area Euro e dell'1,9% nell'Ue rispetto al terzo trimestre del 2015. Da segnalare, dagli Usa, l'indice Pmi di Markit.
La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con un leggerissimo arretramento in un giornata segnata dalla forte perdita delle azioni di Nintendo, dopo la delusione suscitata dal suo gioco Super Mario Run. A chiusura delle contrattazioni, l'indice Nikkei dei 225 principali titoli ha lasciato sul terreno lo 0,05%, chiudendo a 19.391, 60 punti, e ha segnato una pausa dopo nove sedute positive, una serie inedita dal fine maggio 2015.
Da ultimo, il prezzo del petrolio torna ad avanzare sui mercati asiatici in seguito alla frenata del biglietto verde. Il light crude Wti sale di 44 cent a 52,34 dollari al barile, il Brent di Londra guadagna 36 cent a 55,57 dollari al barile. Per la stessa ragione sono in rialzo anche le quotazioni dell'oro sui mercati asiatici: il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,4% a 1.139 dollari l'oncia.