ROMA – Scordatevi i garage dove tutto iniziò. Negli ultimi trent’anni la Silicon Valley, ha cambiato faccia. Certo quelle quattro assi di legno verniciato dove Jeff Bezos creò Amazon o dove nacque la Hewett Packad sono sempre lì, con tanto di targa di ottone posta dal governo Usa, che ne ha fatto un monumento nazionale. A trasformare la valle ci ha pensato John Sobrato, californiano, che per anni ha costruito case, uffici e laboratori per i giganti e le start up dell’information technology. A fianco aveva con sé Carl Berg, anche lui costruttore e immobiliarista, anche lui diventato ricco facendo della Silicon Valley il luogo fisico dell'innovazione tecnologia. I due fiutarono l'affare già nel 1970 e per tre decenni non fecero altro. Poi, John Sobrato nel 2013, dopo aver macinato milioni di dollari, si è stancato. Poteva permetterselo. Lui e la sua famiglia sono nella lista degli uomini più facoltosi d'America, secondo Forbes, con una ricchezza stimata nel 2014 in circa 4,8 milioni di dollari. E quindi ha cambiato casacca. S’è tolta quella dell’immobiliarista e ha indossato quella del filantropo, tanto da entrare nell'organizzazione caritatevole "Giving Pledge", accanto a grandi come Warren Buffet e Bill Gates che nel 2010 iniziarono a reclutare miliardari in giro per il mondo.
Oggi, all'età di 77 anni, John Sobrato ha deciso che le grandi opportunità offerte dalla Silicon Valley non possono essere ristrette solo a una parte della popolazione, ma devono aprirsi a tutti gli abitanti della valle. Barboni e senza casa compresi, che nella contea abbondano. Gente che magari proprio là, come fosse la nuova terra dell’oro, è andata a cercare fortuna, ma ha fatto flop. Così Sobrato ha preso carta e penna e ha scritto al sindaco di Santa Clara, Lisa Gillmor, chiedendole di poter affittare un terreno a sud di San Francisco, dove anni fa sorgeva uno stadio e oggi è locato alla Hyundai. Il progetto? Realizzare micro appartamenti da offrire gratuitamente o a prezzi stracciati a chi vive ai margini della città. "Penso sia arrivato il momento di voltare il mio sguardo altrove. La gente che dorme in tenda o accucciata sotto un cavalcavia ha diritto a vivere in un posto sicuro, pulito e dignitoso, che potrà chiamare casa".
L'offerta fatta al sindaco ha un prezzo simbolico, un dollaro l'anno, per 57 anni, ma in cambio l’organizzazione filantropica di Sobrato (che già si occupa di aiutare gli studenti più poveri o quelli che lavorano), creerà entro il 2018 quello che è stato battezzato l'Innovation Place. Un grande complesso residenziale fatto di mini appartamenti, cucine, bagni con doccia. Tutt’intorno servizi e assistenza a chi ne ha bisogno, che saranno forniti dalla città di Santa Clara. Metà delle case andranno ai senza tetto, l'altra metà verrà affittata a chi ha un reddito inferiore del 50-80% rispetto quello mediano dell'area.
Il complesso sorgerà su un appezzamento di 2,5 acri di terreno, tre miglia a sud di San Francisco. E non è poco da quelle parti, dove l'affitto di un semplice appartamento può arrivare a 3.520 dollari al mese. E' un progetto per "offrire ai residenti dell'area - ha dichiarato John Sobrato illustrando i progetto - un luogo di opportunità per tutti coloro che sono arrivati nella contea per cercare fortuna nel settore dell'innovazione tecnologia". E forse proprio questa corsa al successo in quella che è diventata la nuova valle dell’oro, ha portato la contea ad avere oltre 6.500 senza tetto, uno dei numeri più elevati tra le contee degli Stati Uniti. Per assisterli oggi vengono spesi circa 520 milioni di dollari l'anno. Dunque anche per la città il progetto di Sobrato potrebbe trasformarsi in un affare, oltre che in una migliore redistribuzione del reddito prodotto nella valle.
Oggi, all'età di 77 anni, John Sobrato ha deciso che le grandi opportunità offerte dalla Silicon Valley non possono essere ristrette solo a una parte della popolazione, ma devono aprirsi a tutti gli abitanti della valle. Barboni e senza casa compresi, che nella contea abbondano. Gente che magari proprio là, come fosse la nuova terra dell’oro, è andata a cercare fortuna, ma ha fatto flop. Così Sobrato ha preso carta e penna e ha scritto al sindaco di Santa Clara, Lisa Gillmor, chiedendole di poter affittare un terreno a sud di San Francisco, dove anni fa sorgeva uno stadio e oggi è locato alla Hyundai. Il progetto? Realizzare micro appartamenti da offrire gratuitamente o a prezzi stracciati a chi vive ai margini della città. "Penso sia arrivato il momento di voltare il mio sguardo altrove. La gente che dorme in tenda o accucciata sotto un cavalcavia ha diritto a vivere in un posto sicuro, pulito e dignitoso, che potrà chiamare casa".
L'offerta fatta al sindaco ha un prezzo simbolico, un dollaro l'anno, per 57 anni, ma in cambio l’organizzazione filantropica di Sobrato (che già si occupa di aiutare gli studenti più poveri o quelli che lavorano), creerà entro il 2018 quello che è stato battezzato l'Innovation Place. Un grande complesso residenziale fatto di mini appartamenti, cucine, bagni con doccia. Tutt’intorno servizi e assistenza a chi ne ha bisogno, che saranno forniti dalla città di Santa Clara. Metà delle case andranno ai senza tetto, l'altra metà verrà affittata a chi ha un reddito inferiore del 50-80% rispetto quello mediano dell'area.
Il complesso sorgerà su un appezzamento di 2,5 acri di terreno, tre miglia a sud di San Francisco. E non è poco da quelle parti, dove l'affitto di un semplice appartamento può arrivare a 3.520 dollari al mese. E' un progetto per "offrire ai residenti dell'area - ha dichiarato John Sobrato illustrando i progetto - un luogo di opportunità per tutti coloro che sono arrivati nella contea per cercare fortuna nel settore dell'innovazione tecnologia". E forse proprio questa corsa al successo in quella che è diventata la nuova valle dell’oro, ha portato la contea ad avere oltre 6.500 senza tetto, uno dei numeri più elevati tra le contee degli Stati Uniti. Per assisterli oggi vengono spesi circa 520 milioni di dollari l'anno. Dunque anche per la città il progetto di Sobrato potrebbe trasformarsi in un affare, oltre che in una migliore redistribuzione del reddito prodotto nella valle.