In cinque anni incassati 20 miliardi dalle privatizzazioni
La cifra presentata nella Relazione al Parlamento è stata utilizzata per abbattere il debito. E' lo stesso ammontare che il governo si è impegnato a utilizzare (come limite massimo) per la messa in sicurezza del sistema bancario
MILANO - Le privatizzazioni degli ultimi anni, per la precisione dal 2012 ad oggi, hanno permesso al Tesoro di indirizzare circa 20 miliardi alla riduzione del debito. Un traguardo di rilievo, se visto in valori assoluti, ma su un percorso accidentato che a più riprese ha generato i richiami europei ad accelerare il piano di vendita dei gioielli di famiglia. E - guardacaso - la cifra corrisponde a quella (massima) che il governo si è impegnato a utilizzare per sostenere il sistema bancario, licenziando il decreto apposito che come primo obiettivo avrà la messa in sicurezza del Monte dei Paschi. Tale somma, qualora dovesse esser richiesta per intero come ombrello per la liquidità e il patrimonio delle banche italiane, andrebbe infatti reperita attraverso l'emissione di nuovo debito. Che il governo dovrebbe poi impegnarsi a ridurre, con un piano di rientro da dettagliare nei prossimi Def. Sapendo che le pur importanti cessioni degli ultimi tempi hanno fat…
MILANO - Le privatizzazioni degli ultimi anni, per la precisione dal 2012 ad oggi, hanno permesso al Tesoro di indirizzare circa 20 miliardi alla riduzione del debito. Un traguardo di rilievo, se visto in valori assoluti, ma su un percorso accidentato che a più riprese ha generato i richiami europei ad accelerare il piano di vendita dei gioielli di famiglia. E - guardacaso - la cifra corrisponde a quella (massima) che il governo si è impegnato a utilizzare per sostenere il sistema bancario, licenziando il decreto apposito che come primo obiettivo avrà la messa in sicurezza del Monte dei Paschi. Tale somma, qualora dovesse esser richiesta per intero come ombrello per la liquidità e il patrimonio delle banche italiane, andrebbe infatti reperita attraverso l'emissione di nuovo debito. Che il governo dovrebbe poi impegnarsi a ridurre, con un piano di rientro da dettagliare nei prossimi Def. Sapendo che le pur importanti cessioni degli ultimi tempi hanno faticosamente permesso di arrivare a raccimolare questa questa cifra, appare evidente che la strada per recuperare quei soldi dovrebbe portare ad attivare altre leve in aggiunta alle previste dismissioni, in primo luogo sperando di rilanciare la crescita ed abbattere quindi il rapporto tra deficit e Pil.
Il dato sulla raccolta dalle privatizzazioni si evince dalla Relazione sulle privatizzazioni inviata dal governo al Parlamento. "Nel periodo in esame, - si legge in premessa - sono affluiti al Fondo ammortamento titoli di Stato quasi 20 miliardi di euro", comprensivi anche dei rimborsi dei Tremonti bond prima e dei Monti bond poi. A partire dal 1994, primo anno di operatività del Fondo, fino al 31 dicembre 2015 (non tenendo quindi conto della recente quotazione di Enav), le somme complessivamente affluite sono ammontate a circa 143 miliardi. Le operazioni di cessione di partecipazioni effettuate dal Ministero dell'economia nello stesso periodo sono ammontate a quasi 107 miliardi di euro.
Le operazioni recenti, ricorda la Direzione Finanza e Privatizzazioni del Dipartimento del Tesoro nella relazione, sono partite nel 2012 con la cessione alla Cassa Depositi e Prestiti delle partecipazioni in Sace, Simest e Fintecna per circa 8,8 miliardi. Nel 2014 è stata la volta della cessione delle quote residue detenute dal Mef in Assicurazioni Generali e in Allianz, per un totale di 33,6 milioni di euro. Nel 2015 sono state concluse la cessione sul mercato, attraverso una procedura di vendita accelerata, di una ulteriore quota di azioni Enel (controvalore lordo di 2,2 miliardi circa) e l'Ipo di una partecipazione di minoranza in Poste Italiane (incasso 3,1 miliardi). Nel luglio 2016 il Ministero dell'economia ha quindi ceduto una quota di minoranza del capitale di Enav mediante Ipo per 833 milioni.
Nello stesso periodo, sono inoltre affluiti al fondo ammortamento titoli di Stato, per la successiva destinazione alla riduzione dello stock di debito pubblico, anche i rimborsi/riscatti dei cosiddetti Tremonti Bond, per un importo complessivo di 3 miliardi, e dei Monti Bond, per poco più di 4 miliardi. "Pertanto - si legge nella relazione - nel periodo in esame, per effetto delle operazioni sopra descritte, sono affluiti al Fondo ammortamento titoli di Stato quasi 20 miliardi di euro. Inoltre 2,4 miliardi relativi alle cessioni a Cdp delle partecipazioni dello Stato in Sace, Simest e Fintecna, sono stati destinati al pagamento dei debiti dello Stato nei confronti dei fornitori".
Il dato sulla raccolta dalle privatizzazioni si evince dalla Relazione sulle privatizzazioni inviata dal governo al Parlamento. "Nel periodo in esame, - si legge in premessa - sono affluiti al Fondo ammortamento titoli di Stato quasi 20 miliardi di euro", comprensivi anche dei rimborsi dei Tremonti bond prima e dei Monti bond poi. A partire dal 1994, primo anno di operatività del Fondo, fino al 31 dicembre 2015 (non tenendo quindi conto della recente quotazione di Enav), le somme complessivamente affluite sono ammontate a circa 143 miliardi. Le operazioni di cessione di partecipazioni effettuate dal Ministero dell'economia nello stesso periodo sono ammontate a quasi 107 miliardi di euro.
Le operazioni recenti, ricorda la Direzione Finanza e Privatizzazioni del Dipartimento del Tesoro nella relazione, sono partite nel 2012 con la cessione alla Cassa Depositi e Prestiti delle partecipazioni in Sace, Simest e Fintecna per circa 8,8 miliardi. Nel 2014 è stata la volta della cessione delle quote residue detenute dal Mef in Assicurazioni Generali e in Allianz, per un totale di 33,6 milioni di euro. Nel 2015 sono state concluse la cessione sul mercato, attraverso una procedura di vendita accelerata, di una ulteriore quota di azioni Enel (controvalore lordo di 2,2 miliardi circa) e l'Ipo di una partecipazione di minoranza in Poste Italiane (incasso 3,1 miliardi). Nel luglio 2016 il Ministero dell'economia ha quindi ceduto una quota di minoranza del capitale di Enav mediante Ipo per 833 milioni.
Nello stesso periodo, sono inoltre affluiti al fondo ammortamento titoli di Stato, per la successiva destinazione alla riduzione dello stock di debito pubblico, anche i rimborsi/riscatti dei cosiddetti Tremonti Bond, per un importo complessivo di 3 miliardi, e dei Monti Bond, per poco più di 4 miliardi. "Pertanto - si legge nella relazione - nel periodo in esame, per effetto delle operazioni sopra descritte, sono affluiti al Fondo ammortamento titoli di Stato quasi 20 miliardi di euro. Inoltre 2,4 miliardi relativi alle cessioni a Cdp delle partecipazioni dello Stato in Sace, Simest e Fintecna, sono stati destinati al pagamento dei debiti dello Stato nei confronti dei fornitori".