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Lavoro, più posti ma meno stabili

Come cambia l'occupazione. Continua il calo fra i giovani, boom dei voucher
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L'occupazione cresce, trainata dai contratti stabili, dal lavoro delle donne, degli over 50 e dai voucheristi. Ma con una coda velenosa. Dopo la fine degli sgravi, la tendenza ora si è capovolta: occupazione in frenata, specie tra giovani e autonomi, contratti stabili sorpassati da quelli a termine, impennata storica dei voucher. È la fotografia restituita dai dati non nuovi di Istat, Inps, Inail e ministero del Lavoro.

Ma finalmente rielaborati in forma congiunta, dopo le polemiche sui numeri diseguali per natura (l'Istat misura gli occupati, gli altri i contratti attivati, di solito superiori) e soprattutto per il loro uso politico. "Buone notizie su crescita, contratti stabili, riduzione sofferenze bancarie", twitta il premier Gentiloni, riferendosi al dato annuale sostenuto dagli incentivi pieni ancora vigenti nel 2015, poi ridotti nel 2016 e annullati nel 2017. "Possiamo fare di più", aggiunge Gentiloni. "Fiducia negli italia…
L'occupazione cresce, trainata dai contratti stabili, dal lavoro delle donne, degli over 50 e dai voucheristi. Ma con una coda velenosa. Dopo la fine degli sgravi, la tendenza ora si è capovolta: occupazione in frenata, specie tra giovani e autonomi, contratti stabili sorpassati da quelli a termine, impennata storica dei voucher. È la fotografia restituita dai dati non nuovi di Istat, Inps, Inail e ministero del Lavoro.

Ma finalmente rielaborati in forma congiunta, dopo le polemiche sui numeri diseguali per natura (l'Istat misura gli occupati, gli altri i contratti attivati, di solito superiori) e soprattutto per il loro uso politico. "Buone notizie su crescita, contratti stabili, riduzione sofferenze bancarie", twitta il premier Gentiloni, riferendosi al dato annuale sostenuto dagli incentivi pieni ancora vigenti nel 2015, poi ridotti nel 2016 e annullati nel 2017. "Possiamo fare di più", aggiunge Gentiloni. "Fiducia negli italiani e impegno su lavoro".

Sindacati invece in allarme. Per la Cgil "vi sono ancora molti fattori di preoccupazione". La Cisl segnala "il rischio di peggioramento". La Uil ricorda le priorità: under 35, Sud, stretta sui voucher.