Per quanto riguarda Piazza Affari ci sono molte vicende finanziarie aperte, al termine di un anno che va in archivio con una perdita intorno al 10%. C'è un trittico di storie che sta regnando sul listino milanese: l'aumento di capitale del Monte dei Paschi (sospesa dagli scambi) che necessita 8,8 miliardi di patrimonio e richiederà allo Stato un intervento da 6,6 miliardi (il resto arriverà dalla conversione dei bond); la scalata di Vivendi alle televisioni della famiglia Berlusconi; l'annunciata Opa di Lactalis sul 12% circa di Parmalat ancora quotato. Da segnalare poi che dal prossimo 2 gennaio i titoli di Banco Popolare e Bpm tratteranno sotto l'unica insegna di "Banco Bpm" a seguito dell'efficacia delle nozze.
Ops, è successo di nuovo: un algoritmo fa schizzare l'euro sul dollaro nel deserto degli scambi
La divisa unica è arrivata a guadagnare in pochi istanti l'1,6 per cento contro il dollaro, negli scambi di venerdì mattina in Asia. Il movimento repentino, riferisce l'agenzia finanziaria Bloomberg, è cominciato sotto quota 1,05 dollari e gli ordini generati automaticamente in base agli algoritmi si sono impennati. L'effetto è stato amplificato dallo scarso volume di scambi - tipico di questa fase "festiva" dell'anno - e in pochi minuti l'euro è arrivato a quota 1,0653 dollari, costringendo alcuni operatori a chiudere le loro posizioni in fretta e furia, registrando perdite.
Nel giro di poche ore, poi, la situazione si è normalizzata e l'euro è tornato a "normali" guadagni frazionali. Non è certo la prima volta che si verificano simili fenomeni: solo pochi mesi fa, a inizio ottobre, la sterlina ha subito un "flash crash" che le è costato il 6% di valore in pochi istanti di contrattazioni. La preoccupazione è che saranno casi sempre più frequenti: secondo i consulenti di Aite Group di Boston, le transazioni basate sugli algoritmi sono triplicate negli ultimi tre anni.
Il movimento arriva comunque in una più generale fase di rallentamento del dollaro, protagonista di una corsa dopo l'elezione di Donald Trump che per alcuni operatori è stata sovra-stimata. Dall'otto novembre alla fine della scorsa settimana era stato capace di guadagnare il 12 per cento contro lo yen e il 5 per cento contro l'euro.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi tratta poco mosso sopra 160 punti base, con il rendimento dei decennali italiani all'1,8% sul mercato secondario. L'euro si rende protagonista di un recupero contro il dollaro in questo finale d'anno dai volumi di scambi assottigliati, che hanno favorito uno degli eventi borsistici che di tanto in tanto scuotono i mercati: nel primo mattino di venerdì, sui mercati asiatici ordini automatici partiti senza controllo hanno fatto impennare la divisa unica fin sopra 1,06 dollari. Un balzo inaspettato, riferisce Bloomberg, che ha creato qualche problema fra i traders che si sono dovuti ricoprire con perdite fino alla normalizzazione delle quotazioni. Alla fine il movimento è rientrato e la divisa unica ha terminato comunque in rialzo a 1,055 dollari e 123,19 yen.
Chiusura in lieve flessione in mattinata alla Borsa di Tokyo: l'indice Nikkei-225 ha terminato l'ultima seduta dell'anno in calo dello 0,16% a 19.114 punti. Il bilancio del 2016 è appena positivo per il listino principale giapponese: il listino principale termina l'anno con un guadagno dello 0,42% rispetto alla chiusura del 30 dicembre 2015.
Tra le materie prime, il prezzo dell'oro è in crescita sui mercati asiatici dove cresce dello 0,4% a 1163 dollari l'oncia. Le quotazioni del metallo si apprestano a chiudere il 2016 con un bilancio in attivo (+9,5%) dopo un 2015 nel quale avevano perso il 10%. Per la prima volta dal 2013, il petrolio si appresta a chiudere un anno in rialzo e con la migliore performance dal 2009. Un lento riequilibrio del mercato e lo storico accordo per un taglio alla produzione - il primo in otto anni - siglato il 30 novembre scorso dall'Opec e dalle nazioni che non fanno parte del cartello ha riportato fiducia sulla materia prima. Il Brent è salito di circa il 52% mentre il Wti va verso un aumentato del 45% circa.