ROMA - La domanda di case cresce, ma i prezzi, a differenza di quanto sta accadendo nel resto della Ue rimangono piatti. Nel terzo trimestre del 2016, sulla base delle stime preliminari Istat, l'indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, è aumento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, ma è sceso dello 0,9% nei confronti dello stesso periodo del 2015 (era -0,8% nel trimestre precedente). La flessione tendenziale è dovuta principalmente ai prezzi delle abitazioni nuove, la cui diminuzione su base annua si accentua (-2,1%, da -1,1% del trimestre precedente), mentre si ridimensiona lievemente il calo dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,6%, da -0,7% del periodo precedente).
Su base congiunturale il lievissimo aumento dell'indice è dovuto alla stabilità dei prezzi delle abitazioni nuove e al contestuale incremento dello 0,1% di quelli delle abitazioni esistenti. Rispetto alla media del 2010, nel terzo trimestre 2016 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 14,5% (-2,6% le abitazioni nuove, -19,4% le esistenti). Un 2016 dunque, che secondo gli scanari delle varie agenzie che si occupano di mercato immobiliare, si chiuderà con un trend negativo. Una dimunuzione dei prezzi e una crescita a due cifre delle compavendite immobiliari.
"Quest’ultima rilevazione Istat – dichiara Carlo Giordano, Amministratore delegato di Immobiliare.it – offre un quadro molto interessante per comprendere lo stato del mercato immobiliare italiano. Se infatti se da un lato le compravendite sono in forte crescita (+17,4% in base all’ultimo Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate), dall’altro i prezzi delle case sono ancora parecchio lontani da quelli antecedenti alla crisi del settore".
"Eppure - aggiunge Giordano - pur restando in terreno negativo la variazione su base annua, il +0,1% su base trimestrale rappresenta un’inversione di tendenza che è bene annotare, perché certifica un assestamento dopo anni di cali. Il ciclo immobiliare – la cui natura a “nido d’ape” ci ha condotti in una fase contraddistinta da prezzi in riduzione che spingono la crescita delle compravendite residenziali – ipotizza un mercato del prossimo futuro caratterizzato da una variazione positiva delle compravendite, a fronte di una generale stabilità dei prezzi."
Su base congiunturale il lievissimo aumento dell'indice è dovuto alla stabilità dei prezzi delle abitazioni nuove e al contestuale incremento dello 0,1% di quelli delle abitazioni esistenti. Rispetto alla media del 2010, nel terzo trimestre 2016 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 14,5% (-2,6% le abitazioni nuove, -19,4% le esistenti). Un 2016 dunque, che secondo gli scanari delle varie agenzie che si occupano di mercato immobiliare, si chiuderà con un trend negativo. Una dimunuzione dei prezzi e una crescita a due cifre delle compavendite immobiliari.
"Quest’ultima rilevazione Istat – dichiara Carlo Giordano, Amministratore delegato di Immobiliare.it – offre un quadro molto interessante per comprendere lo stato del mercato immobiliare italiano. Se infatti se da un lato le compravendite sono in forte crescita (+17,4% in base all’ultimo Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate), dall’altro i prezzi delle case sono ancora parecchio lontani da quelli antecedenti alla crisi del settore".
"Eppure - aggiunge Giordano - pur restando in terreno negativo la variazione su base annua, il +0,1% su base trimestrale rappresenta un’inversione di tendenza che è bene annotare, perché certifica un assestamento dopo anni di cali. Il ciclo immobiliare – la cui natura a “nido d’ape” ci ha condotti in una fase contraddistinta da prezzi in riduzione che spingono la crescita delle compravendite residenziali – ipotizza un mercato del prossimo futuro caratterizzato da una variazione positiva delle compravendite, a fronte di una generale stabilità dei prezzi."