Il fronte bancario è sempre il più caldo a Piazza Affari, con Ubi che riunisce i consigli di gestione e sorveglianza per chiudere l'acquisto di tre delle quattro banche mandate in risoluzione a fine 2015 (le nuove Banca Etruria, Marche e Chieti, mentre resta fuori Ferrara). Mediaset finisce in sospensione per eccesso di rialzo sulle voci di possibile accordo Bolloré-Berlusconi. Prosegue intanto il lavoro della politica sul tema bancario, con il decreto salva-risparmio che contiene il fondo da 20 miliardi e le garanzie sulla liquidità degli istituti in difficoltà utili per salvare il Monte dei Paschi: è all'attenzione del Senato.
Lieve riduzione dello spread tra Btp e Bund tedeschi, che secondo la piattaforma Bloomberg si trova sotto 160 punti base con il rendimento del decennale italiano all'1,9%. Il cambio euro-dollaro vede la moneta del Vecchio continente indebolirsi nella seconda parte della seduta, durante la quale scende sotto 1,05 biglietti verdi. La produzione industriale in Spagna a novembre ha registrato una crescita dell'1,7% rispetto al mese precedente(quando si era limitata ad un 0,1%). Su base annua la variazione è del +3,2% dal 2,6% di ottobre. Da segnalare il rapporto dei principali istituti statistici europei, dal quale emerge per l'Eurozona una stima di Pil nel primo semestre 2017 del +0,4% e un'inflazione in crescita al +1,5%. Secondo l'Ocse, il superindice mostra una crescita in accelerazioni in molte grandi economie, mentre per l'Italia è prevista una dinamica stabile.
Inizio di 2017 shock per la lira turca: è la peggior divisa dell'anno
Non sono bastati i momenti difficili dell'anno scorso, per la lira turca anche il nuovo anno prende il via sotto i peggiori auspici. Alla base della debolezza della divisa turca c'è caos politico che circonda Istanbul e Ankara, insieme a una inflazione superiore alle attese e a una Banca centrale che non può rialzare i tassi perché messa sotto scacco dal potere che chiede un supporto alla cresicita. E così, come ricostruisce Bloomberg, nei primi otto giorni di scambi del 2017 ha già messo insieme un ribasso vicino al -9% nei confronti del dollaro, che si somma al -17% che è stato il bilancio del 2016. Continua ad aggiornare record al ribasso e sta facendo decisamente peggio delle altre valute. Nella classifica delle monete che si stanno indebolendo maggiormente, infatti, al secondo posto di trova il Messico penalizzato dalla difficile coabitazione con Donald Trump. Ma si è indebolito soltanto della metà rispetto a quanto fatto dalla lira.
Il petrolio quotato al nymex, che si attestava in aumento sopra quota 51 dollari al barile prima del dato sulle scorte settimanali americane, riduce i guadagni, dopo che il dipartimento all'energia ha pubblicato i dati sulle scorte settimanali. Gli stock di petrolio sono aumentati molto più delle previsioni e anche quelli di benzina e distillati sono cresciuti. Il wti resta comunque sopra la soglia dei 50 dollari al barile. Le scorte sono cresciute di 4,097 milioni di unità nella settimana chiusa il 6 gennaio, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 700.000 Barili. L'aumento è stato superiore anche alle previsioni dell'american petroleum institute, che aveva anticipato una crescita di 1,5 milioni di barili. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a febbraio si attestavano a 50,93 dollari al barile, in rialzo dello 0,2% circa, mentre in precedenza erano scambiati in aumento dell'1,22% a 51,35 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 50,82 dollari al barile). Al momento il contratto a febbraio tenta di riguadagnare slancio: i future salgono dello 0,28% a 50,96 dollari al barile. Il prezzo dell'oro resta in aumento sui mercati. In vista del capodanno lunare cinese, dove tradizionalmente si acquistano oggetti di gioielleria (che inizierà il 28 gennaio) le quotazioni del metallo con consegna immediata salgono dello 0,8% a 1.186 dollari l'oncia.