MILANO - Le Borse europee trattano negative dopo dopo la prima conferenza stampa del presidente eletto, Donald Trump, a meno di dieci giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca. I mercati sono rimasti insoddisfatti dalla mancanza di dettagli da parte di Trump sui suoi futuri piani economici. Milano precipita nel finale, sotto il peso di Fca (-16%) e con la giornata storta delle Borse americane, fino a chiudere in calo dell'1,69%. Peggiorano anche le altre: Francoforte scende dell'1,07% finale, Parigi cede lo 0,51% e Londra riesce da sola a tenere a +0,03%. "I mercati sono contrariati dall'assenza di dettagli circa i piani di stimoli fiscali che sono stati così tanto sbandierati", spiega a Bloomberg lo strategist Michael McCarthy di CMC Markets. "Sta montando il timore che i recenti rialzi siano stati basati solo su discorsi ampollosi, ma si possano squagliare molto rapidamente" come neve al sole. Anche Wall Street si è mossa in negativo: il Dow Jones ha perso lo 0,32% a 19.890,46 punti, il Nasdaq lo 0,29% a 5.547,49 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,22% a 2.270,41 punti.
Sotto i riflettori a Piazza Affari finisce Fiat Chrysler, che crolla dopo la notizia americana di una accusa da parte dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente di aver truccato le emissioni diesel. Sotto i riflettori anche Ubi, che ha lanciato ufficialmente l'offerta per tre delle quattro banche mandate in risoluzione a fine 2015, e Mediaset - sempre al centro dell'attenzione per la scalata di Vivendi - che scommette intanto sui video online entrando in Studio71 con i tedeschi di Prosiebensat e i francesi di Tf1. Da segnalare anche la scelta di Fincantieri di ridurre al 50% la soglia di adesione all'Opa su Vard e privare quindi l'offerta di condizioni: andrà a buon fine in ogni caso.
A sostenere i listini non bastano dunque i dati provenienti dalla Germania, dove l'economia tedesca ha mostrato una crescita dell'1,9% nel 2016: secondo la stima preliminare di Destatis, si ha una accelerazione rispetto al +1,7% del 2015 e al +1,6% del 2014. Positiva anche la produzione industriale dell'Istat, al traino delle auto. Nel complesso della zona euro, a movembre la produzione industriale è aumentata dell'1,5% mensile e dell'1,6% nella Ue, in netto miglioramento rispetto ai dati di ottobre. Rispetto a novembre 2015, la produzione è aumentata rispettivamente di 3,2% e 3,1%.
L'euro chiude in moderato rialzo a 1,0656 dollari ed è debole nei confronti della divisa nipponica a 121,41 yen. L'insoddisfazione dei mercati per la conferenza stampa di Donald Trump, che non ha fornito dettagli sufficienti sul suo programma economico, spingono il biglietto verde in calo anche sullo yen, a quota 113,88. Lo spread Btp-Bund si stabilizza poco sopra 155 punti, con il rendimento dei titoli italiani che viaggia all'1,88%. Il Tesoro ha assegnato in asta tutti i 5,75 miliardi di euro di Btp a tre e sette anni offerti in asta oggi, con tassi in calo. Il rendimento medio del titolo triennale è sceso allo 0,06% dallo 0,30% del collocamento di novembre e quello del sette anni è calato all'1,15% dall'1,37% dell'asta precedente. Venduto anche il Btp con scadenza a 20 anni per 1,5 miliardi di euro, con il rendimento in rialzo al 2,53% dall'1,91% dell'asta di settembre scorso.
Domani l'agenzia Dbrs dovrebbe aggiornare il giudizio sull'Italia: un taglio da parte sua (l'ultima a dare una pagella di primo livello al Belpaese) potrebbe generare problemi alle banche nel raccogliere liquidità presso la Bce. Proprio dall'Eurotower, intanto, sono stati pubblicati i verbali della riunione che ha deciso di prolungare il Qe, dai quali emerge il dissenso di "pochi" governatori e una discussione accesa prima di prendere la decisione. Dagli Usa invece arriva il +0,4% dei prezzi all'importazione a dicembre, meno delle stime.
Seduta negativa alla Borsa di Tokyo, in mattinata: l'indice Nikkei al termine delle contrattazioni accusa un calo dell'1,19% a 19.118 punti. Chiusura positiva per la Borsa di Wall Street, ieri sera, con l'indice Dow Jones a 19.954 punti (+0,50%) e il Nasdaq a 5.564 (+0,21%).
Salgono con decisione i prezzi del petrolio, mentre cresce l'ottimismo sui tagli alla produzione annunciati dall'Opec: il Brent è scambiato a 55,81 dollari al barile (+1,3%) mentre il Wti tratta a 52,84 dollari (+1,13%). Prezzo dell'oro in aumento sui mercati asiatici. Le quotazioni del metallo con consegna immediata salgono del 3,3% a 1196,9 dollari l'oncia.
Sotto i riflettori a Piazza Affari finisce Fiat Chrysler, che crolla dopo la notizia americana di una accusa da parte dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente di aver truccato le emissioni diesel. Sotto i riflettori anche Ubi, che ha lanciato ufficialmente l'offerta per tre delle quattro banche mandate in risoluzione a fine 2015, e Mediaset - sempre al centro dell'attenzione per la scalata di Vivendi - che scommette intanto sui video online entrando in Studio71 con i tedeschi di Prosiebensat e i francesi di Tf1. Da segnalare anche la scelta di Fincantieri di ridurre al 50% la soglia di adesione all'Opa su Vard e privare quindi l'offerta di condizioni: andrà a buon fine in ogni caso.
A sostenere i listini non bastano dunque i dati provenienti dalla Germania, dove l'economia tedesca ha mostrato una crescita dell'1,9% nel 2016: secondo la stima preliminare di Destatis, si ha una accelerazione rispetto al +1,7% del 2015 e al +1,6% del 2014. Positiva anche la produzione industriale dell'Istat, al traino delle auto. Nel complesso della zona euro, a movembre la produzione industriale è aumentata dell'1,5% mensile e dell'1,6% nella Ue, in netto miglioramento rispetto ai dati di ottobre. Rispetto a novembre 2015, la produzione è aumentata rispettivamente di 3,2% e 3,1%.
L'euro chiude in moderato rialzo a 1,0656 dollari ed è debole nei confronti della divisa nipponica a 121,41 yen. L'insoddisfazione dei mercati per la conferenza stampa di Donald Trump, che non ha fornito dettagli sufficienti sul suo programma economico, spingono il biglietto verde in calo anche sullo yen, a quota 113,88. Lo spread Btp-Bund si stabilizza poco sopra 155 punti, con il rendimento dei titoli italiani che viaggia all'1,88%. Il Tesoro ha assegnato in asta tutti i 5,75 miliardi di euro di Btp a tre e sette anni offerti in asta oggi, con tassi in calo. Il rendimento medio del titolo triennale è sceso allo 0,06% dallo 0,30% del collocamento di novembre e quello del sette anni è calato all'1,15% dall'1,37% dell'asta precedente. Venduto anche il Btp con scadenza a 20 anni per 1,5 miliardi di euro, con il rendimento in rialzo al 2,53% dall'1,91% dell'asta di settembre scorso.
Domani l'agenzia Dbrs dovrebbe aggiornare il giudizio sull'Italia: un taglio da parte sua (l'ultima a dare una pagella di primo livello al Belpaese) potrebbe generare problemi alle banche nel raccogliere liquidità presso la Bce. Proprio dall'Eurotower, intanto, sono stati pubblicati i verbali della riunione che ha deciso di prolungare il Qe, dai quali emerge il dissenso di "pochi" governatori e una discussione accesa prima di prendere la decisione. Dagli Usa invece arriva il +0,4% dei prezzi all'importazione a dicembre, meno delle stime.
Seduta negativa alla Borsa di Tokyo, in mattinata: l'indice Nikkei al termine delle contrattazioni accusa un calo dell'1,19% a 19.118 punti. Chiusura positiva per la Borsa di Wall Street, ieri sera, con l'indice Dow Jones a 19.954 punti (+0,50%) e il Nasdaq a 5.564 (+0,21%).
Salgono con decisione i prezzi del petrolio, mentre cresce l'ottimismo sui tagli alla produzione annunciati dall'Opec: il Brent è scambiato a 55,81 dollari al barile (+1,3%) mentre il Wti tratta a 52,84 dollari (+1,13%). Prezzo dell'oro in aumento sui mercati asiatici. Le quotazioni del metallo con consegna immediata salgono del 3,3% a 1196,9 dollari l'oncia.