Frena la corsa ai beni rifugio, risalgono venti di guerra valutaria
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDIDonald Trump attacca la debolezza dello yuan e spiega che il dollaro è troppo forte. Il biglietto verde, schiacciato ieri dalle parole del tycoon, torna oggi a stabilizzarsi, ma sui mercati prevale il nervosismo: Tokyo +0,4%. A Milano i riflettori sono puntati sul salvataggio di Mps e sul futuro industriale di Mediaset. Inflazione tedesca all'1,7% annuo a dicembre
MILANO - Si allenta la corsa ai beni rifugio che ha caratterizzato le ultime sedute di Borsa, caratterizzate dal riaffiorare delle tensioni latenti su Brexit e politica economica di Donald Trump: una serie di dubbi che hanno portato gli operatori a premiare i porti sicuri quali oro, yen e titoli di Stato di economie avanzate. Nella mattinata, dopo otto giornate consecutive di rafforzamenti, il lingotto e la divisa nipponica hanno mostrato una lieve flessione. Si fanno intanto più corposi i segnali di crescita degli Stati Uniti, dove la produzione industriale di dicembre è cresciuta dello 0,8%, sopra le stime, e l'inflazione ha toccato il 2,1% annuo, centrando le attese degli analisti ma salendo dall'1,7% del mese precedente. Materiale per la Fed di Janet Yellen, attesa oggi a un discorso ufficiale insieme alla pubblicazione del Beige Book.
La Borsa di Milano riesce a chiudere in rialzo dello 0,32% dopo una giornata sopra e sotto la pari, con la debolezza del com…
La Borsa di Milano riesce a chiudere in rialzo dello 0,32% dopo una giornata sopra e sotto la pari, con la debolezza del com…
MILANO - Si allenta la corsa ai beni rifugio che ha caratterizzato le ultime sedute di Borsa, caratterizzate dal riaffiorare delle tensioni latenti su Brexit e politica economica di Donald Trump: una serie di dubbi che hanno portato gli operatori a premiare i porti sicuri quali oro, yen e titoli di Stato di economie avanzate. Nella mattinata, dopo otto giornate consecutive di rafforzamenti, il lingotto e la divisa nipponica hanno mostrato una lieve flessione. Si fanno intanto più corposi i segnali di crescita degli Stati Uniti, dove la produzione industriale di dicembre è cresciuta dello 0,8%, sopra le stime, e l'inflazione ha toccato il 2,1% annuo, centrando le attese degli analisti ma salendo dall'1,7% del mese precedente. Materiale per la Fed di Janet Yellen, attesa oggi a un discorso ufficiale insieme alla pubblicazione del Beige Book.
La Borsa di Milano riesce a chiudere in rialzo dello 0,32% dopo una giornata sopra e sotto la pari, con la debolezza del comparto bancario. L'attenzione torna a concentrarsi su Mps, nel giorno dell'audizione dei vertici in Parlamento nell'ambito dei lavori sul decreto salva-banche. Focus anche su Mediaset, che presenta alla comunità finanziaria di Londra il suo nuovo piano triennale. Cede terreno Saras dopo l'uscita dei russi di Rosneft dal capitale. In ordine sparso le altre Borse europee: Francoforte chiude in rialzo dello 0,51%, Londra sale dello 0,38% mentre Parigi cede lo 0,19%. Tratta contrastata Wall Street: alla chiusura degli scambi nel Vecchio continente, il Dow Jones perde lo 0,05% e il Nasdaq sale dello 0,1%.
Sul mercato valutario, l'euro si è allontanato dalla soglia di 1,07 sul dollaro, conquistata la vigilia: passa di mano a 1,0684 dollari (da 1,07 di ieri). La divisa vale inoltre 121,23 yen (da 121,03), mentre il dollaro-yen si attesta a 113,45 (da 113,97). Andamento stabile per lo spread fra Btp e Bund tedesco che segna poco meno di 160 punti con un rendimento all'1,95%. Il Tesoro ha intanto piazzato il nuovo Btp benchmark a 15 anni con scadenza 1° settembre 2033 e tasso cedolare annuo 2,45%, pagato in due cedole semestrali. L’importo emesso è stato pari a 6 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,131, che significa un rendimento lordo annuo all’emissione del 2,530%. Al collocamento sindacato hanno lavorato Banca Imi, Barclays, Crédit Agricole, Ing e Rbs (che opera con il nome di NatWest Markets). Nella giornata del vertice italo-tedesco tra Merkel e Gentiloni, dal fronte macro si registrano i dati sull'inflazione tedesca cresciuta dello 0,7% a dicembe e dell'1,7% su anno. Eurostat ha confermato che a dicembre il tasso di inflazione annuale nella zona euro è stato dell'1,1%, in rialzo rispetto a novembre quando si era attestato a 0,6%. In Gran Bretagna, il tasso di disoccupazione, nei tre mesi a novembre, è rimasto invariato al 4,8% di fine ottobre, il livello più basso in oltre un decennio (dal 2005).
In mattinata, le Borse asiatiche hanno trattato contrastate e proprio le parole di Trump sulla possibilità di una guerra valutaria, chiara quando ha lanciato l'accusa che lo yuan debole "ci sta uccidendo", insieme all'annunciato isolazionismo della sua politica economica, destano timori. Il presidente cinese Xi Jinping ha esordito a Davos proponendosi come il difensore della globalizzazione mondiale, minacciata dal protezionismo. Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,43%, grazie all'indebolimento momentaneo dello yen, dopo una seduta caratterizzata dal segno meno. Seul termina la sua corsa a -0,06%, Sydney a -0,36%. Shanghai chiude invece a +0,14% e Hong Kong aggiunge l'1,14%.
Prosegue la discesa dei prezzi del petrolio, messi sotto pressione dalle attese per un aumento della produzione statunitense. Nel pomeriggio italiano i futures sul Brent mostravano un calo di 1,05 dollari a 54,42 dollari al barile. I futures sul Wti flettevano invece di un dollao a 51,48 dollari al barile. Si arresta come accennato la corsa dell'oro: il lingotto con consegna immediata si è stabilizzato a 1.213 dollari l'oncia.
La Borsa di Milano riesce a chiudere in rialzo dello 0,32% dopo una giornata sopra e sotto la pari, con la debolezza del comparto bancario. L'attenzione torna a concentrarsi su Mps, nel giorno dell'audizione dei vertici in Parlamento nell'ambito dei lavori sul decreto salva-banche. Focus anche su Mediaset, che presenta alla comunità finanziaria di Londra il suo nuovo piano triennale. Cede terreno Saras dopo l'uscita dei russi di Rosneft dal capitale. In ordine sparso le altre Borse europee: Francoforte chiude in rialzo dello 0,51%, Londra sale dello 0,38% mentre Parigi cede lo 0,19%. Tratta contrastata Wall Street: alla chiusura degli scambi nel Vecchio continente, il Dow Jones perde lo 0,05% e il Nasdaq sale dello 0,1%.
Sul mercato valutario, l'euro si è allontanato dalla soglia di 1,07 sul dollaro, conquistata la vigilia: passa di mano a 1,0684 dollari (da 1,07 di ieri). La divisa vale inoltre 121,23 yen (da 121,03), mentre il dollaro-yen si attesta a 113,45 (da 113,97). Andamento stabile per lo spread fra Btp e Bund tedesco che segna poco meno di 160 punti con un rendimento all'1,95%. Il Tesoro ha intanto piazzato il nuovo Btp benchmark a 15 anni con scadenza 1° settembre 2033 e tasso cedolare annuo 2,45%, pagato in due cedole semestrali. L’importo emesso è stato pari a 6 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,131, che significa un rendimento lordo annuo all’emissione del 2,530%. Al collocamento sindacato hanno lavorato Banca Imi, Barclays, Crédit Agricole, Ing e Rbs (che opera con il nome di NatWest Markets). Nella giornata del vertice italo-tedesco tra Merkel e Gentiloni, dal fronte macro si registrano i dati sull'inflazione tedesca cresciuta dello 0,7% a dicembe e dell'1,7% su anno. Eurostat ha confermato che a dicembre il tasso di inflazione annuale nella zona euro è stato dell'1,1%, in rialzo rispetto a novembre quando si era attestato a 0,6%. In Gran Bretagna, il tasso di disoccupazione, nei tre mesi a novembre, è rimasto invariato al 4,8% di fine ottobre, il livello più basso in oltre un decennio (dal 2005).
In mattinata, le Borse asiatiche hanno trattato contrastate e proprio le parole di Trump sulla possibilità di una guerra valutaria, chiara quando ha lanciato l'accusa che lo yuan debole "ci sta uccidendo", insieme all'annunciato isolazionismo della sua politica economica, destano timori. Il presidente cinese Xi Jinping ha esordito a Davos proponendosi come il difensore della globalizzazione mondiale, minacciata dal protezionismo. Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,43%, grazie all'indebolimento momentaneo dello yen, dopo una seduta caratterizzata dal segno meno. Seul termina la sua corsa a -0,06%, Sydney a -0,36%. Shanghai chiude invece a +0,14% e Hong Kong aggiunge l'1,14%.
Prosegue la discesa dei prezzi del petrolio, messi sotto pressione dalle attese per un aumento della produzione statunitense. Nel pomeriggio italiano i futures sul Brent mostravano un calo di 1,05 dollari a 54,42 dollari al barile. I futures sul Wti flettevano invece di un dollao a 51,48 dollari al barile. Si arresta come accennato la corsa dell'oro: il lingotto con consegna immediata si è stabilizzato a 1.213 dollari l'oncia.