MILANO - Soltanto poche ore prima aveva sottolineato la forza della ripresa americana, il mercato del lavoro alla piena occupazione e la necessità di agire per non trovarsi impreparati - un domani - di fronte al rialzo dei prezzi. La Federal Reserve, per bocca della presidente Janet Yellen, ha ieri confermato questa impostazione, salvo precisare che il ritmo di strette monetarie non dovrà mai essere eccessivo: "Ritengo prudente muovere la politica monetaria gradualmente", ha spiegato aggiungendo che le modalità della preannunciata stretta monetaria non si possono prevedere con esattezza, a causa di numerose incertezze. Tra queste rientra la politica di bilancio della futura amministrazione Trump, che oggi s'insedia: "L'entità, la tempistica e la composizione di questi mutamenti - ha detto Yellen all'Università di Stanford - restano incerte. Non sarà facile determinare il modo migliore di aggiustare in tempo i tassi". Parole di fuoco contro il tycoon sono arrivate da George Soros, che da Davos l'ha definito "un impostore, un imbroglione, un potenziale dittatore" e i mercati, finora rialzisti, "si ricrederanno quando se ne renderanno conto". Sui mercati sono infatti tornate molte incertezze sul tycoon, che però piace ai più ricchi: secondo il monitor di Ubs su un campione di investitori con super-patrimoni l'ottimismo si è "impennato" perché "prevedono condizioni di business e un contesto normativo più 'friendly' oltre che una semplificazione del processo legislativo". Basta pensare che sul mercato azionario, dice Ubs, il 68% degli investitori si aspetta forti rendimenti contro il 25% pre-elettorale. In attesa della cerimonia d'insediamento a Washington, i listini europei avanzano guardinghi. Milano scende alla fine della giornata dello 0,06%, Londra cede lo 0,14%, Parigi aggiunge lo 0,2% e Francoforte riesce ad avanzare dello 0,29%. Quando chiudono i mercati europei, Wall Street tratta in positivo: il Dow Jones sale dello 0,5% e il Nasdaq avanza dello 0,3%.
Preocupate le dichiarazioni di Christine Lagade nella giornata finale di Davos: secondo la direttrice del Fmi l'economia mondiale rischia "un 'cigno nero' davvero grande che avrebbe effetti devastanti, se si ripetessero nel 2017 in maniera negativa tutti gli elementi di rottura che ci aspettiamo sulla base di quanto accaduto nel 2016, e se si va a finire in una corsa al ribasso sul fronte fiscale, del commercio internazionale e della regolazione finanziaria". A Piazza Affari si registrano intanto le parole di Pier Silvio Berlusconi sulla vicenda Vivendi-Medaiset: per l'ad dalla dispua "se ne esce con le vie legali".
Le parole di Yellen hanno intanto avuto l'effetto di indebolire il dollaro. A fine giornata, l'euro quota a 1,0680 biglietti verdi in attesa di sentire Trump all'Inauguration Day. La sterlina arretra invece a 1,2335 dollari sulla scia del deciso e inatteso calo delle vendite al dettaglio in Gran Bretagna, dato che getta ombre sull'impatto della Brexit. Lo yen scende a quota 115,06 sul dollaro e 122,84 sull'euro in seguito alle dichiarazioni del vicegovernatore della Banca del Giappone, Hiroshi Nakaso, che si è detto preoccupato dalla possibilità di un eccessivo rafforzamento del biglietto verde.
Andamento stabile per lo spread fra Btp e Bund tedesco. Il differenziale segna 159 punti sugli stessi valori della chiusura di giovedì. Il rendimento del decennale italiano è vicino al 2%. L'agenda macroeconomica odierna segnala i prezzi alla produzione in Germania di dicembre in crescita (+0,4% mensile e +1% annuo) in linea con le attese. Le vendite al dettaglio della Gran Bretagna scendono più delle attese a dicembre: flessione dell'1,9% nel confronto con il mese precedente e progresso del 4,3% su anno. Secondo Bankitalia, invece, si confermano le stime sul Pil ma c'è un allarme crescita.
In mattinata i mercati cinesi sono balzati sull'accelerazione del Pil nell'ultimo trimestre dell'anno. La seconda economia mondiale ha chiuso il 2016 con una crescita annua del 6,7%, il livello minimo dal 1990 ma nel target del +6,5-7% indicato nel piano quinquennale. Gli analisti si sono poi concentrati sul dato del periodo tra ottobre e dicembre, quando il prodotto cinese è salito del 6,8% facendo un po' meglio delle stime. Shenzhen ha chiuso in progresso dell'1,5%, Shanghai dello 0,7% mentre Hong Kong è debole, appesantita dall'indiscrezione di Reuters secondo cui Pechino avrebbe tagliato temporaneamente i requisiti di riserva patrimoniale di cinque banche. La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dopo una partenza debole: +0,34% a 19.137,91 punti. Il titolo di Takata, azienda leader degli airbag, ha perso il 21% per il timore di una bancarotta mentre Toshiba è rimbalzata dell'1,81%, dopo il tonfo di ieri.
L'oro si avvia a chiudere in rialzo la quarta settimana consecutiva, nonostante le incertezze delle ultime sedute. Il lingotto con
consegna immediata guadagna oggi lo 0,2% e sale a 1.207 dollari l'oncia. Il prezzo del petrolio è in rialzo, sulla scia dell'indebolimento del biglietto verde: il greggio a febbraio al Nymex segna un +2,59% a 52,7 dollari al barile.
Preocupate le dichiarazioni di Christine Lagade nella giornata finale di Davos: secondo la direttrice del Fmi l'economia mondiale rischia "un 'cigno nero' davvero grande che avrebbe effetti devastanti, se si ripetessero nel 2017 in maniera negativa tutti gli elementi di rottura che ci aspettiamo sulla base di quanto accaduto nel 2016, e se si va a finire in una corsa al ribasso sul fronte fiscale, del commercio internazionale e della regolazione finanziaria". A Piazza Affari si registrano intanto le parole di Pier Silvio Berlusconi sulla vicenda Vivendi-Medaiset: per l'ad dalla dispua "se ne esce con le vie legali".
Le parole di Yellen hanno intanto avuto l'effetto di indebolire il dollaro. A fine giornata, l'euro quota a 1,0680 biglietti verdi in attesa di sentire Trump all'Inauguration Day. La sterlina arretra invece a 1,2335 dollari sulla scia del deciso e inatteso calo delle vendite al dettaglio in Gran Bretagna, dato che getta ombre sull'impatto della Brexit. Lo yen scende a quota 115,06 sul dollaro e 122,84 sull'euro in seguito alle dichiarazioni del vicegovernatore della Banca del Giappone, Hiroshi Nakaso, che si è detto preoccupato dalla possibilità di un eccessivo rafforzamento del biglietto verde.
Andamento stabile per lo spread fra Btp e Bund tedesco. Il differenziale segna 159 punti sugli stessi valori della chiusura di giovedì. Il rendimento del decennale italiano è vicino al 2%. L'agenda macroeconomica odierna segnala i prezzi alla produzione in Germania di dicembre in crescita (+0,4% mensile e +1% annuo) in linea con le attese. Le vendite al dettaglio della Gran Bretagna scendono più delle attese a dicembre: flessione dell'1,9% nel confronto con il mese precedente e progresso del 4,3% su anno. Secondo Bankitalia, invece, si confermano le stime sul Pil ma c'è un allarme crescita.
In mattinata i mercati cinesi sono balzati sull'accelerazione del Pil nell'ultimo trimestre dell'anno. La seconda economia mondiale ha chiuso il 2016 con una crescita annua del 6,7%, il livello minimo dal 1990 ma nel target del +6,5-7% indicato nel piano quinquennale. Gli analisti si sono poi concentrati sul dato del periodo tra ottobre e dicembre, quando il prodotto cinese è salito del 6,8% facendo un po' meglio delle stime. Shenzhen ha chiuso in progresso dell'1,5%, Shanghai dello 0,7% mentre Hong Kong è debole, appesantita dall'indiscrezione di Reuters secondo cui Pechino avrebbe tagliato temporaneamente i requisiti di riserva patrimoniale di cinque banche. La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dopo una partenza debole: +0,34% a 19.137,91 punti. Il titolo di Takata, azienda leader degli airbag, ha perso il 21% per il timore di una bancarotta mentre Toshiba è rimbalzata dell'1,81%, dopo il tonfo di ieri.
L'oro si avvia a chiudere in rialzo la quarta settimana consecutiva, nonostante le incertezze delle ultime sedute. Il lingotto con
consegna immediata guadagna oggi lo 0,2% e sale a 1.207 dollari l'oncia. Il prezzo del petrolio è in rialzo, sulla scia dell'indebolimento del biglietto verde: il greggio a febbraio al Nymex segna un +2,59% a 52,7 dollari al barile.