Economia

Tempi stretti per l'Ape Il governo prepara i decreti

L'anticipo pensionistico dovrebbe essere pronto per maggio. Ma i decreti attuativi vanno presentati entro il 1 marzo. Chi vorrà aderirvi lo farà direttamente online sul sito dell'Inps attravreso il nuovo codice "Spid"

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ROMA - Tempi stretti per far partire Ape, l'anticipo pensionistico, che permetterà di andare in pensione prima del previsto. Il D-day sarà il primo maggio. Quel giorno i lavoratori che avranno compiuto 63 anni e accumulato almeno 20 anni di contributi previdenziali, potranno chiedere di andare in pensione prima di quanto previsto dalla legge, ma a proprie spese, con l'Anticipo pensionistico appunto. Ma perché ciò accada sono necessari alcuni passaggi, che dovrà fare il governo presentando i decreti attuativi entro il 1° marzo. Per le aziende di credito, l'adesione è volontaria, come per le compagnie di assicurazione. L'unità di tecnici voluta dall'ex premier Matteo Renzi sta imprimendo un'accelerazione almeno per quanto riguarda chi e come potrà prendere l'Ape. Poi si tratterà di individuare quali istituti di credito erogheranno il credito e quali assicurazioni saranno disposte ad assicurare il prestito. Il tutto va concluso entro il 1° maggio. Sarà poi l'Inps a gestire la macchina così congegnata. E' presso gli sportelli dell'Istituto previdenziale che l'aspirante pensionato dovrà presentare la domanda attraverso un modulo online e molto probabilmente utilizzando lo Spid, il Sistema pubblico per l'identità digitale.

Le categorie interessate. 
Ape volontaria. Chi decide di lasciare il lavoro volontariamente deve aver compiuto 63 anni di età e avere 20 anni di contributi. Una norma che non fa differenze tra uomini e donne. In questo caso l'anticipo pensionistico sarà totalmente a suo carico. Il lavoratore dovrà chidere, presso una tra le aziende di credito indicate, un "prestito", che verrà rimborsato dal titolare nel giro di vent'anni a partire dal pensionamento vero e proprio. Sarà prevista una detrazione fiscale ad hoc e il costo di anticipo dovrebbe essere all'interno di un range che andrà tra il 2 e il 5,5% della pensione, che risulterà così più bassa.

Ape social. Anche per l'Ape social saranno richiesti 63 anni di età e 30 di contributi, ma in questo caso il costo dell'operazione non sarà a carico dell'aspirante pensionato, a meno che l'importo non superi una certa cifra. E' riservata solo ad alcune categorie di lavoratori, i disoccupati di lungo termine, i lavoratori che assistono un familiare di primo grado con disabilità grave. Ma anche coloro che hanno un grado di invalidità non inferiore al 74% (anche se c'è chi vorrebbe farlo scendere al 60%). C'è poi un'altra platea, quella che i sindacati, e alcune categorie, vorrebbe allargare, i lavoratori che hanno svolto per almeno sei anni una delle undici tipologie che rientra tra i lavori usuranti. In questi casi a pagare sarà lo Stato, fino a un massimo di 1.500 euro. Le categorie interessate dovrebbero però salire a dieci, secondo il governo.

Ape aziendale. La può chiedere il lavoratore che abbia compuito 63 anni entro maggio (e a cui manchino non più di tre anni e 7 mesi alla pensione di vecchia), che abbia almeno 20 anni di contributi e la pensione non superi i 703 euro. Ma per usufruire dell'Ape dovrà esserci un accordo tra datore di lavoro e dipendente. Il datore di lavoro potrà infatti versare dei contributi aggiuntivi che aumentino l'importo della pensione.

I punti critici.  Il primo è quello dei lavori usuranti. Da tempo, i sindacati chiedono che alcune tipologie di lavoratori, dagli edili, alle maestre d'asilo fino agli infermieri in sala operatoria, siano inseriti tra i lavorato usuranti, dai quali oggi sono esclusi. L'altro terreno di scontro, su cui il governo non si è ancora pronunciato, lo farà appunto con i decreti attuativi riguarda i disoccupati di lungo periodo (quanto lungo?) e gli anni di contributi per i lavoratori precoci, persone che hanno iniaizato a lavorare molto giovani, ma spesso senza una copertura previdenziale.

Banche e assicurazioni. All'Abi, l'associazione dei banchieri italiani, ci sono state alcune riunioni per studiare come e quanto sarebbe costato aderire all'iniziativa, che è su base volontaria. Non tutte le banche aderiranno. Probabilmente lo faranno le più grandi. Stesso discorso per le compagnie di assicurazione che dovranno garantire il prestito, anche perché sarà a senso unico: in caso di decesso del pensionato il prestito concesso verrà estinto, non cadrà dunque sulle spalle degli eredi. Nè ci saranno differenze nella reversibilità. Il tasso di interesse applicato dalle banche il Tan (quindi al netto delle spese), dovrebbe partire dal 2,5%. Più elevato il premio assicurativo che dovrebbe aggirarsi sul 29%. Ma sono tassi che la stessa concorrenza potrebbe abbassare. Raggiunta l'età di vecchiai vecchiaia l'Inps erogherà la pensione al netto della rata di ammortamento (inclusiva di restituzione capitale, interessi e assicurazione).

Facilità nell'accesso. L'obiettivo del governo è mettere in piedi un meccanismo in cui sia il lavoratore che sceglie l'Ape a occuparsi della pratica, scegliendo la banca e l'assicurazione e presentando la domanda all'Inps. Sul sito dell'istituto  dovrebbe essere creata una vera e propria pagina utente. La Spid, che oggi hanno più o meno mezzo milione di persone va richiesta online sull'apposito sito o attraverso le Poste.