MILANO - "L'Europa deve rispondere alla richieste di quanti sono rimasti indietro, altrimenti non si potrà parlare di ripresa e ritorno alla normalità". E' il messaggio lanciato dalla Commissione europea con la conferenza dal titolo 'il pilastro europeo dei diritti sociali', dedicata alla promozione delle politiche sociali. Oggi nell'Ue un cittadino su quattro è a rischio di povertà o esclusione sociale, e la povertà lavorativa - il livello salariale estremamente basso - riguarda all'incirca il 10% della popolazione occupata. Anche la povertà dei bambini, prossima al 27%, è motivo di "particolare preoccupazione", e l'Europa deve trovare una risposta a tutto questo. La situazione è tale da rendere l'agenda sociale non più rinviabile. La Commissione propone agli Stati membri di iniziare a lavorare a un mix di misure che preveda sostegno a salari adeguati, garanzia dell'accesso a servizi essenziali come ad esempio il diritto alla casa, e e misure di contrasto alla povertà. Tutte misure che laddove sono state adottate, hanno prodotto risultati, ma "l'accesso a questi servizi è spesso frammentato, rendendo difficile per le persone avere l'aiuto di cui hanno bisogno".
Il commissario europeo per l'Occupazione e gli affari sociali, Marianne Thyssen, promette un cambio di marcia. "C'è la necessità di cambiare attraverso un pilastro sociale europeo che risponda a quattro sfide: migliori opportunità di vita per i giovani, buon equilibrio tra vita e lavoro, sfruttare le qualità professionali di tutti, e non lasciare nessuno indietro". La Commissione europea farà la sua parte, assicura Thyssen. Spetterà però anche agli Stati membri promuovere quelle politiche che si rendono e che si renderanno necessarie. "Politica economica è politica sociale e viceversa, e le due cose non possono essere considerate come a sè stanti". L'invito è quindi per tutti a lavorare sulla questione.
Il commissario europeo per l'Occupazione e gli affari sociali, Marianne Thyssen, promette un cambio di marcia. "C'è la necessità di cambiare attraverso un pilastro sociale europeo che risponda a quattro sfide: migliori opportunità di vita per i giovani, buon equilibrio tra vita e lavoro, sfruttare le qualità professionali di tutti, e non lasciare nessuno indietro". La Commissione europea farà la sua parte, assicura Thyssen. Spetterà però anche agli Stati membri promuovere quelle politiche che si rendono e che si renderanno necessarie. "Politica economica è politica sociale e viceversa, e le due cose non possono essere considerate come a sè stanti". L'invito è quindi per tutti a lavorare sulla questione.