Economia

Commercio extra Ue, il saldo del 2016 sfiora i 40 miliardi

Migliora l'avanzo commerciale italiano verso i Paesi fuori dall'Unione europea. Ma il risultato maschera il calo di entrambi i flussi: -1,2% delle esportazioni e -5,8% delle importazioni. Risultati positivi a dicembre

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MILANO - Il saldo del commercio estero extra-europeo migliora a 39,9 miliardi nel corso del 2016: lo certifica l'Istat in una giornata ancora di agitazione per i 350 precari dell'Istituto che chiedono di esser stabilizzati.

Il risultato maschera in realtà il calo dei flussi commerciali, che è andato attenuandosi verso la fine dell'anno. L'avanzo finale cela la diminuzione delle esportazioni verso i Paesi esterni all'unione europea, più che compensata dal calo delle importazioni: nel complesso del 2016, le prime hanno perso l'1,2% e le seconde il 5,8% rispetto al 2015. secondo l'Istat, al netto dell'energia, l'export consegue  un "lieve aumento" (+0,2%) mentre il calo delle importazioni si riduce al -0,7%. Nel 2015 il surplus era stato di 33,2 miliardi e, di nuovo nel 2016, il risultato al netto dell'energia raggiunge i 65,6 miliardi, rispetto a 64,4 miliardi nel 2015.

L'anno scorso i risultati non sono stati omogenei dal punto di vista geografico: Giappone (+9,6%), Cina (+6,4%), Stati Uniti (+2,6%) e paesi Asean (+2,3%) forniscono un impulso positivo alla crescita delle vendite sui mercati esteri. Al contrario, la marcata flessione dell'export verso i paesi Mercosur (-13,3%) e i paesi OPEC (-7,3%) sottrae alla variazione complessiva annua dell'export 1,3 punti percentuali. A dicembre 2016, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali sono in significativa espansione, con un incremento più marcato per le importazioni (+6,5%) che per le esportazioni (+2,5%). L'avanzo commerciale è pari a 5,7 miliardi di euro (era +5,9 miliardi a dicembre 2015).

Quanto alla questione interna all'Istat, la stabilizzazione dei 350 precari è alle strette finali. L'amministrazione ha concordato con gli organi vigilanti una soluzione che prevede l'estensione a tutti gli attuali precari dei requisiti per partecipare al reclutamento e una accresciuta capacità di spesa. A scriverlo è il coordinamento dei precari che presidiano l'istituto dalla prima mattinata per bloccarne le attività: "In queste ore il governo scioglierà la riserva e deciderà se questo provvedimento potrà vedere la luce. Non siamo più disposti - scrivono - a vedere rinviata a future iniziative una soluzione da mesi oggetto di trattativa". L'assemblea dei precari ha attivato fin da ieri iniziative di forte pressione per la presentazione e approvazione della norma nel decreto milleproroghe.