MILANO - Dopo un braccio di ferro lungo cinque mesi, il settore dell’energia eolica finalmente saprà se bisogna incoronare un nuovo campione del mercato nazionale. Va in scena l’assemblea dei soci del gruppo Alerion convocata a Milano, joint venture tra Edison e il fondo infrastrutturale F2i: se dovesse aggiudicarsi la maggioranza dei voti avremo un nuovo leader, che sopravanzerà per potenza installata la Erg Renew della famiglia Garrone. Se, invece, al contrario dovesse prevalere lo sfidante, la società bolzanina Fri-El si rafforzerebbe uno dei gli operatori di più lunga data dell’eolico.
A decidere la contesa, i fondi di investimento e i piccoli azionisti che detengono ancora il 30 per cento circa delle azioni di Alerion, società nata su iniziativa del finanziere Giuseppe Garofano, già presidente di Montedison. Quotata a Piazza Affari dal 2003, con 130 milioni di capitalizzazione, è uno tra i primi dieci operatori del settore, con 300 megawatt installati nel sud Italia, 12 parchi tra Campania, Puglia e Sardegna.
Al momento, è in vantaggio Eolo Energia, la società veicolo che vede alla pari Edison, la storica utility milanese ora sotto il controllo del colosso francese Edf, e F2i, il fondo che ha come soci investitori Intesa, Unicredit, sei fondazioni bancarie e il fondo di investimento cinese Cic. Eolo può contare sul 22,9% di titoli già raccolti dopo il lancio dell’Opa totalitaria, cui si devono aggiungere i titoli posseduti da F2i che era già socio di Alerion, per un totale pari al 38,9%
Dall'altra parte, si schiera Fri-El, azienda controllata dalla famiglia Gostner che qualche anno fa aveva tentato lo sbarco in Borsa: al momento ha in mano il 29,9% dei titoli, per lo più comprati sul mercato, dopo aver lanciato un’opa parziale proprio su un terzo del capitale. Settimana scorsa, nel tentativo di recuperare terreno, Fri-El ha modificato la sua offerta: la nuova prevede un’opa totalitaria pagata con un bond che verrà emesso dalla società altoatesina (che non è quotata e non ha rating).
I soci di Alerion sono chiamati a votare per il rinnovo del cda e quindi a determinare chi guiderà il gruppo nei prossimi anni. In ogni caso, entrambi i contendenti hanno già fatto sapere che resteranno nel capitale, facendo capire che il clima all’interno della società rimarrà acceso.
A decidere la contesa, i fondi di investimento e i piccoli azionisti che detengono ancora il 30 per cento circa delle azioni di Alerion, società nata su iniziativa del finanziere Giuseppe Garofano, già presidente di Montedison. Quotata a Piazza Affari dal 2003, con 130 milioni di capitalizzazione, è uno tra i primi dieci operatori del settore, con 300 megawatt installati nel sud Italia, 12 parchi tra Campania, Puglia e Sardegna.
Al momento, è in vantaggio Eolo Energia, la società veicolo che vede alla pari Edison, la storica utility milanese ora sotto il controllo del colosso francese Edf, e F2i, il fondo che ha come soci investitori Intesa, Unicredit, sei fondazioni bancarie e il fondo di investimento cinese Cic. Eolo può contare sul 22,9% di titoli già raccolti dopo il lancio dell’Opa totalitaria, cui si devono aggiungere i titoli posseduti da F2i che era già socio di Alerion, per un totale pari al 38,9%
Dall'altra parte, si schiera Fri-El, azienda controllata dalla famiglia Gostner che qualche anno fa aveva tentato lo sbarco in Borsa: al momento ha in mano il 29,9% dei titoli, per lo più comprati sul mercato, dopo aver lanciato un’opa parziale proprio su un terzo del capitale. Settimana scorsa, nel tentativo di recuperare terreno, Fri-El ha modificato la sua offerta: la nuova prevede un’opa totalitaria pagata con un bond che verrà emesso dalla società altoatesina (che non è quotata e non ha rating).
I soci di Alerion sono chiamati a votare per il rinnovo del cda e quindi a determinare chi guiderà il gruppo nei prossimi anni. In ogni caso, entrambi i contendenti hanno già fatto sapere che resteranno nel capitale, facendo capire che il clima all’interno della società rimarrà acceso.