Bce, pressioni su inflazione contenute: avanti con il quantitative easing
Rosaria Amato, di ROSARIA AMATONel Bollettino mensile l'Eurotower spiega come non ci sia un vero e proprio aumento dei prezzi generalizzato, e pertanto la politica monetaria rimane accomodante e per tutto l'anno proseguirà l'acquisto di titoli di Stato
ROMA - Al momento nessun cambio di passo nella politica monetaria della Banca Centrale Europea. Nel Bollettino Economico appena pubblicato si ribadisce che il Consiglio direttivo della Bce "continuerà a guardare oltre le variazioni dell'inflazione misurata sullo Iapc qualora siano valutate temporanee e senza implicazioni per le prospettive per la stabilità dei prezzi nel medio termine". Infatti, spiegano gli analisti di Francoforte, "l'inflazione complessiva è aumentata, in larga misura sulla scorta di effetti di base dei prezzi dell'energia, ma le pressioni sull'inflazione di fondo restano contenute". In particolare, l'inflazione al netto di alimentari ed energia, 0,9% a dicembre per l'Eurozona, "non ha evidenziato segnali convincenti di una tendenza al rialzo". Per la crescita "è atteso un ulteriore consolidamento" ma i rischi "restano orientati al ribasso" secondo l'Eurotower.
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ROMA - Al momento nessun cambio di passo nella politica monetaria della Banca Centrale Europea. Nel Bollettino Economico appena pubblicato si ribadisce che il Consiglio direttivo della Bce "continuerà a guardare oltre le variazioni dell'inflazione misurata sullo Iapc qualora siano valutate temporanee e senza implicazioni per le prospettive per la stabilità dei prezzi nel medio termine". Infatti, spiegano gli analisti di Francoforte, "l'inflazione complessiva è aumentata, in larga misura sulla scorta di effetti di base dei prezzi dell'energia, ma le pressioni sull'inflazione di fondo restano contenute". In particolare, l'inflazione al netto di alimentari ed energia, 0,9% a dicembre per l'Eurozona, "non ha evidenziato segnali convincenti di una tendenza al rialzo". Per la crescita "è atteso un ulteriore consolidamento" ma i rischi "restano orientati al ribasso" secondo l'Eurotower.
Di conseguenza, i tassi d'interesse nell'Eurozona resteranno ai livelli attuali, o inferiori, "per un prolungato periodo di tempo" e il quantitative easing, cioè l'acquisto di titoli del debito pubblico da parte della Bce, continuerà "sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario". Il Consiglio direttivo della Bce conferma "la necessità di un grado molto elevato di accomodamento monetario per consentire l'aumento delle pressioni sui prezzi nell'Eurozona e sostenere l'inflazione complessiva nel medio periodo". La Bce annuncia dunque che "se necessario per il conseguimento del suo obiettivo, agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell'ambito del suo mandato". In particolare, "se le prospettive diventassero meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risultassero non in linea con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell'inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma di acquisto di attività in termini di entità o durata".
Nel complesso, la Banca Centrale Europea ritiene che l'espansione economica si consoliderà ulteriormente, anche perché "la trasmissione delle misure di politica monetaria sta sostenendo la domanda interna e favorendo il processo di ridimensionamento dell'indebitamento in atto. Le condizioni finanziarie molto favorevoli e i miglioramenti della redditività delle imprese seguitano a promuovere la ripresa degli investimenti".
Inoltre, si legge nel Bollettino, "I sostenuti incrementi dell'occupazione, legati anche alle passate riforme strutturali, forniscono sostegno ai consumi privati aumentando il reddito disponibile reale delle famiglie. Al contempo, vi sono segnali di una ripresa globale più forte". Ma ci sono anche problemi che potrebbero frenare la ripresa, in particolare "i restanti aggiustamenti di bilancio in diversi settori" e "la lenta attuazione delle riforme strutturali". E quindi, in particolare per l'area euro, "i rischi per le prospettive di crescita nell'area restano orientati al ribasso e sono connessi prevalentemente ai fattori globali".
Secondo quanto ricorda Eurotower, i risultati dell'ultima 'Survey of Professional Forecasters', condotta all'inizio di gennaio, "mostrano previsioni di crescita del Pil del settore privato riviste solo modestamente rispetto alla precedente edizione dell'indagine condotta all'inizio di ottobre, indicando una crescita intorno all'1,5% tra il 2017 e il 2019".
Di "Europa, e ancor più l'Eurozona", ha parlato il governatore Mario Draghi: "Si trova dinanzi al momento della decisione". Intervenendo a Lubiana ha richiamato "le insicurezze che emergono nelle democrazie occidentali e i timori per immigrazione, globalizzazione e cambiamento sociale". Per Draghi "una politica commerciale decisa in comune dà all'Europa una reale influenza nei negoziati globali, sia negli accordi che possono ottenersi bilateralmente che nello stabilire regole multilaterali nell'Organizzazione mondiale del commercio".
Di conseguenza, i tassi d'interesse nell'Eurozona resteranno ai livelli attuali, o inferiori, "per un prolungato periodo di tempo" e il quantitative easing, cioè l'acquisto di titoli del debito pubblico da parte della Bce, continuerà "sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario". Il Consiglio direttivo della Bce conferma "la necessità di un grado molto elevato di accomodamento monetario per consentire l'aumento delle pressioni sui prezzi nell'Eurozona e sostenere l'inflazione complessiva nel medio periodo". La Bce annuncia dunque che "se necessario per il conseguimento del suo obiettivo, agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell'ambito del suo mandato". In particolare, "se le prospettive diventassero meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risultassero non in linea con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell'inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma di acquisto di attività in termini di entità o durata".
Nel complesso, la Banca Centrale Europea ritiene che l'espansione economica si consoliderà ulteriormente, anche perché "la trasmissione delle misure di politica monetaria sta sostenendo la domanda interna e favorendo il processo di ridimensionamento dell'indebitamento in atto. Le condizioni finanziarie molto favorevoli e i miglioramenti della redditività delle imprese seguitano a promuovere la ripresa degli investimenti".
Inoltre, si legge nel Bollettino, "I sostenuti incrementi dell'occupazione, legati anche alle passate riforme strutturali, forniscono sostegno ai consumi privati aumentando il reddito disponibile reale delle famiglie. Al contempo, vi sono segnali di una ripresa globale più forte". Ma ci sono anche problemi che potrebbero frenare la ripresa, in particolare "i restanti aggiustamenti di bilancio in diversi settori" e "la lenta attuazione delle riforme strutturali". E quindi, in particolare per l'area euro, "i rischi per le prospettive di crescita nell'area restano orientati al ribasso e sono connessi prevalentemente ai fattori globali".
Secondo quanto ricorda Eurotower, i risultati dell'ultima 'Survey of Professional Forecasters', condotta all'inizio di gennaio, "mostrano previsioni di crescita del Pil del settore privato riviste solo modestamente rispetto alla precedente edizione dell'indagine condotta all'inizio di ottobre, indicando una crescita intorno all'1,5% tra il 2017 e il 2019".
Di "Europa, e ancor più l'Eurozona", ha parlato il governatore Mario Draghi: "Si trova dinanzi al momento della decisione". Intervenendo a Lubiana ha richiamato "le insicurezze che emergono nelle democrazie occidentali e i timori per immigrazione, globalizzazione e cambiamento sociale". Per Draghi "una politica commerciale decisa in comune dà all'Europa una reale influenza nei negoziati globali, sia negli accordi che possono ottenersi bilateralmente che nello stabilire regole multilaterali nell'Organizzazione mondiale del commercio".