Economia

Italia osservata speciale della Ue. Milano +0,8%, lo spread scende a 178 punti

La Fed non ha dato segnali di voler accelerare la stretta sui tassi: dollaro debole. Piazza Affari: Unicredit volatile dopo la decisione di fare l'aumento da 13 miliardi con uno sconto del 38%. Continua il rafforzamento dell'oro sulla rinnovata incertezza per le politiche di Trump. Bce: "Avanti con il Qe"

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MILANO - Il ministro Pier Carlo Padoan ha garantito in Senato che l'Italia correggerà i conti per 3,4 miliardi, ma serviranno i tempi necessari a non fare una operazione raffazzonata. Bruxelles vuole però indicazioni più precise e così si fa concreto il rischio di commissariamento del Belpaese attraverso una procedura d'infrazione per il mancato abbattimento del debito. Lo spread tra Btp e Bund si restringe poco sotto 190 punti base con il decennale italiano che rende il 2,22% sul mercato secondario. Milano chiude in terreno positivo (+0,79%) mentre il resto d'Europa viaggia in ordine sparso: Londra è salita dello 0,47% dopo che la BoE, mantenendo i tassi invariati, ha ridimensionato i timori di Brexit e alzato la stima di crecita al +2% nel 2017. Parigi ha terminato invariata (-0,01%) mentre Francoforte ha ceduto lo 0,27%. Wall Street è debole: il Dow Jones perde lo 0,03%, il Nasdaq cede lo 0,11% mentre lo S&P 500 sale dello 0,06%.

Nelle sale operative gli addetti ai lavori "digeriscono" intanto il nulla di fatto di ieri sera della Federal Reserve, che ha mantenuto un atteggiamento cauto nonostante la forza dell'economia Usa: gli investitori non hanno trovato modifiche sulla tabella di marcia dei "graduali" rialzi dei tassi, nonostante la Banca centrale abbia preso atto del miglioramento del mercato del lavoro. Sarà a questo punto fondamentale il rapporto sull'occupazione di domani per verificare la consistenza dei miglioramenti del mercato del lavoro Usa. Il dollaro si è indebolito sulla mancata comunicazione di una accelerazione delle strette monetarie, colputo recentemente dal fuoco dell'amministrazione Trump sulla forza del biglietto verde che danneggia l'economia americana. L'euro chiude in rialzo sopra 1,08 dollari: La moneta europea passa di mano a 1,0809 dollari. Il biglietto verde è in calo sullo yen a 112,43.

A Piazza Affari è protagonista Unicredit, che ieri nel cda ha fissato il prezzo dell'aumento di capitale con uno sconto del 38% sul valore teorico dell'azione al netto del diritto. Il titolo termina in rosso (-1,65%) dopo il rimbalzo della vigilia. Bene Ferrari (+3,7%), che ha annunciato un bilancio in forte crescita.

L'agenda macroeconomica registra anche il Bollettino della Bce, che ritiene "contenute" le pressioni inflattive e procede con il Qe, mentre dall'Eurozona si guarda ai prezzi alla produzione. Negli Usa più positivi delle attese i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione. Le istanze presentate sono diminuite di 14.000 unità a 246.000, un dato inferiore alle 251.000 attese dagli analisti. Dati incoraggianti anche sul fronte della produttività, cresciuta nel quarto trimestre dell’1,3%, dopo il +3,5% già registrato nel trimestre precedente, sopra lo 0,8% atteso. Il costo unitario del lavoro - il dato relativo è reso noto insieme alla produttività e rappresenta un importante termometro delle pressioni inflazionistiche - è salito dell'1,7%, meno del +1,9% atteso dagli analisti. Il costo del lavoro era salito dello 0,2% nel terzo trimestre (meno del +0,7% della stima precedente). Cala invece a 57,7 punti, restando comunque ben sopra la soglia di espansione, l'Ism non manifatturiero di New York.

La Borsa di Tokyo ha chiuso in perdita stamane: il Nikkei ha registrato una diminuzione dell'1,22%, ovvero 233.50 punti, e ha finito a quota 18,914.58. Alla chiusura delle Borse del Vecchio continente, il petrolio è poco mosso: il greggio Wti è poco sotto 54 dollari al barile, il Brent sale leggermente in area 57 dollari. Continua la fase positiva dell'oro, premiato per le tensioni sui mercati internazionali: il lingotto sale dello 0,7% verso 1.220 dollari l'oncia.