MILANO - Dopo le turbolenze degli utlimi giorni lo spread ripiega leggermente a 194 punti con il rendimento del btp decennale al 2,25%. Chiusura al rialzo per Piazza Affari, dopo una giornata segnata dall'alta volatilità. Il Ftse Mib ha concluso le contrattazioni in rialzo delo 0,58% a 18.772 punti. Fra i maggiori rialzi Banco Bpm con un +4,1 punti, seguito da Terna, A2a, Snam ed Enel .Contrastate le altre piazze europee. Londra ha archiviato gli scambi odierni segnando +0,04% a 7.188,82 punti. Più sostenuto l'andamento del Cac 40 di Parigi, che ha registrato il +0,26 a 4.766 punti. Il Dax a Francoforte ha ceduto invece lo 0,05% a 11.543,38 punti. Chiusura contrastata a Wall Street dove il Dow Jones ha ceduto lo 0,18% a quota 20.054,34 punti mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,15% a 5.682,45 punti.
A rassicurare i mercati europei sono arrivate dalla Germania anche le parole del governatore della Bundesbank Jens Weidmann che in una intervista ha invitato a procedere con cautela con la diminuzione degli stimoli di politica monetaria della Bce. Weidmann ha spiegato che "c'è una via di mezzo tra spingere sull'acceleratore e frenare bruscamente ed è togliere velocità". Secondo il banchiere centrale, "quando la ripresa si consolida e l'aumento dell'inflazione non è più di natura temporanea, dobbiamo discutere attentamente di questo tema".
Sul fronte valutario l'euro ha invertito la discesa ed è ritornato sopra quota 1,07 sul biglietto verde. Ieri, secondo le rilevazioni della Bce, l'euro veniva scambiato a 1,0675. Dietrofront del petrolio che, dopo aver ceduto fino a un punto percentuale alla pubblicazione delle scorte usa della scorsa settimana (+13,8 milioni di barili a fronte di attese per 2,5 milioni), ha invertito la rotta salendo dello 0,4% a New York a 52,38 dollari al barile. L'oro continua ad apprezzarsi: Il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1242 dollari l'oncia.
Nell'agenda macroeconomica da segnalare il dato aggiornato sulla produzione industriale in Spagna, in crescita dell'1,9% nel 2016, rispetto all'anno precedente, trainata dall'industria dell'automobile. La produzione di beni durevoli, che comprende le auto, sale del 6,6% in rapporto al 2015, secondo i dati diffusi dall'Istituto nazionale di Statistica (Ine). La Spagna è il decimo costruttore europeo dopo la Germania. Stabile il tasso di disoccupazione in Portogallo è rimasto stabile al 10,5% nel quarto trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, ma mostra un consistente calo rispetto al quarto trimestre del 2015 (12,2%). Sull'intero 2016 il tasso di disoccupazione in media è sceso all'11,1% contro il 12,4% nel 2015, ha reso noto l'istituto nazionale di statistica.
Sul fronte italiano il decreto legge salva banche è approdato nell'aula del Senato, dove incasserà la fiducia. Fiammata delle esportazioni in Giappone. La bilancia Commerciale nipponica mostra a dicembre un avanzo di 806 miliardi di yen, con una crescita annua record del 315% c spinta da un balzo del 6,6% delle esportazioni.
La Borsa di Tokyo chiude gli scambi in rialzo grazie all'arresto temporaneo dell'apprezzamento dello yen, mentre l'attenzione degli investitori è già rivolta all'incontro tra il premier giapponese Shinzo Abe e il presidente Usa Donald Trump, dopodomani a Washington: l'indice Nikkei guadagna lo 0,51% a quota 19.007,60, con un aumento di 96 punti. Lo yen si indebolisce dai massimi in 2 mesi sul dollaro fatti segnare ieri, poco sopra quota 112 e intorno a quota 120 sull'euro. Chiusura positiva anche per le Borse cinesi. L'indice Shanghai Composite cresce dello 0,44% a 3.166,98 punti, mentre lo Shenzhen aumenta dello 0,74% a 10.130,2 punti.
A rassicurare i mercati europei sono arrivate dalla Germania anche le parole del governatore della Bundesbank Jens Weidmann che in una intervista ha invitato a procedere con cautela con la diminuzione degli stimoli di politica monetaria della Bce. Weidmann ha spiegato che "c'è una via di mezzo tra spingere sull'acceleratore e frenare bruscamente ed è togliere velocità". Secondo il banchiere centrale, "quando la ripresa si consolida e l'aumento dell'inflazione non è più di natura temporanea, dobbiamo discutere attentamente di questo tema".
Sul fronte valutario l'euro ha invertito la discesa ed è ritornato sopra quota 1,07 sul biglietto verde. Ieri, secondo le rilevazioni della Bce, l'euro veniva scambiato a 1,0675. Dietrofront del petrolio che, dopo aver ceduto fino a un punto percentuale alla pubblicazione delle scorte usa della scorsa settimana (+13,8 milioni di barili a fronte di attese per 2,5 milioni), ha invertito la rotta salendo dello 0,4% a New York a 52,38 dollari al barile. L'oro continua ad apprezzarsi: Il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1242 dollari l'oncia.
Nell'agenda macroeconomica da segnalare il dato aggiornato sulla produzione industriale in Spagna, in crescita dell'1,9% nel 2016, rispetto all'anno precedente, trainata dall'industria dell'automobile. La produzione di beni durevoli, che comprende le auto, sale del 6,6% in rapporto al 2015, secondo i dati diffusi dall'Istituto nazionale di Statistica (Ine). La Spagna è il decimo costruttore europeo dopo la Germania. Stabile il tasso di disoccupazione in Portogallo è rimasto stabile al 10,5% nel quarto trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, ma mostra un consistente calo rispetto al quarto trimestre del 2015 (12,2%). Sull'intero 2016 il tasso di disoccupazione in media è sceso all'11,1% contro il 12,4% nel 2015, ha reso noto l'istituto nazionale di statistica.
Sul fronte italiano il decreto legge salva banche è approdato nell'aula del Senato, dove incasserà la fiducia. Fiammata delle esportazioni in Giappone. La bilancia Commerciale nipponica mostra a dicembre un avanzo di 806 miliardi di yen, con una crescita annua record del 315% c spinta da un balzo del 6,6% delle esportazioni.
La Borsa di Tokyo chiude gli scambi in rialzo grazie all'arresto temporaneo dell'apprezzamento dello yen, mentre l'attenzione degli investitori è già rivolta all'incontro tra il premier giapponese Shinzo Abe e il presidente Usa Donald Trump, dopodomani a Washington: l'indice Nikkei guadagna lo 0,51% a quota 19.007,60, con un aumento di 96 punti. Lo yen si indebolisce dai massimi in 2 mesi sul dollaro fatti segnare ieri, poco sopra quota 112 e intorno a quota 120 sull'euro. Chiusura positiva anche per le Borse cinesi. L'indice Shanghai Composite cresce dello 0,44% a 3.166,98 punti, mentre lo Shenzhen aumenta dello 0,74% a 10.130,2 punti.
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