Produzione industriale, scatto a dicembre: il 2016 si chiude a +1,6%
Nell'ultimo mese dell'anno un boom del 6,6 per cento sul dicembre 2015, considerando i dati corretti per i diversi giorni lavorativi. Nei dodici mesi fondamentale il contributo delle auto: il balzo della produzione nel complesso è stato il migliore dal 2010
MILANO - Colpo di coda della produzione industriale nel 2016: secondo i dati pubblicati dall'Istat, l'industria con esclusione delle costruzioni ha visto crescere i volumi prodotti del 6,6 per cento annuo a dicembre, tenendo conto delle correzioni del calendario (i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 21 del dicembre 2015). Un dato che porta il bilancio dell'intero 2016 a una crescita del volume prodotto dell'1,6%. Si tratta di un risultato positivo, il migliore dal 2010 quando si era visto un boom del 6,7%.
Nel complesso dell'anno si è dimostrato ancora una volta trainante il comparto dei mezzi di trasporto: sulla base dei dati corretti per gli effetti di calendario si registra un aumento della produzione del 5,1% sul 2015 mentre a dicembre si rileva una crescita del 12,2% (sempre dati depurati dal calendario) su dicembre 2015 e del 2,1% su novembre (dati destazionalizzati). Ottimo lo spunto per le auto: la produzione è aumentata del 9,2% l'…
Nel complesso dell'anno si è dimostrato ancora una volta trainante il comparto dei mezzi di trasporto: sulla base dei dati corretti per gli effetti di calendario si registra un aumento della produzione del 5,1% sul 2015 mentre a dicembre si rileva una crescita del 12,2% (sempre dati depurati dal calendario) su dicembre 2015 e del 2,1% su novembre (dati destazionalizzati). Ottimo lo spunto per le auto: la produzione è aumentata del 9,2% l'…
MILANO - Colpo di coda della produzione industriale nel 2016: secondo i dati pubblicati dall'Istat, l'industria con esclusione delle costruzioni ha visto crescere i volumi prodotti del 6,6 per cento annuo a dicembre, tenendo conto delle correzioni del calendario (i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 21 del dicembre 2015). Un dato che porta il bilancio dell'intero 2016 a una crescita del volume prodotto dell'1,6%. Si tratta di un risultato positivo, il migliore dal 2010 quando si era visto un boom del 6,7%.
Nel complesso dell'anno si è dimostrato ancora una volta trainante il comparto dei mezzi di trasporto: sulla base dei dati corretti per gli effetti di calendario si registra un aumento della produzione del 5,1% sul 2015 mentre a dicembre si rileva una crescita del 12,2% (sempre dati depurati dal calendario) su dicembre 2015 e del 2,1% su novembre (dati destazionalizzati). Ottimo lo spunto per le auto: la produzione è aumentata del 9,2% l'anno scorso e nel solo dicembre la produzione di autoveicoli è aumentata del 20,6% su base annua.A dicembre, l'Istat ha registrato una "marcata variazione positiva" per quanto riguarda il comparto dell'energia (+11,9%). L'Istat traccia aumenti significativi anche per i beni intermedi (+7,8%) e i beni strumentali (+7,3%), mentre un aumento più contenuto registrano i beni di consumo (+2,3%). A livello settoriaele, sempre a dicembre la maggiore crescita tendenziale si trova nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,9%), poi tra i mezzi di trasporto (+12,2%) e nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+11,9%). Pochi i segni negativi, limitati ai settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-4,1%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-0,6%). Se si guarda al dato complessivo destagionalizzato, nel raffronto tra dicembre e novembre 2016 l'incremento della produzione è stato dell'1,4%.
I dati dell'Istituto di statistica hanno sorpreso positivamente gli analisti. Paolo Mameli di Intesa nota che la ripresa è diffusa a molti settori ma ammonisce che "la correzione per i giorni lavorativi potrebbe aver avuto un ruolo, tenuto conto del fatto che la distribuzione delle festività e semi-festività di fine mese (cadute tutte nel fine settimana) potrebbe aver giocato in senso positivo. In tal senso, ci si può aspettare una correzione a gennaio, quando la ripresa delle attività produttive per molte aziende è avvenuta il 9 del mese, ovverosia più tardi rispetto a quanto avviene in media nel primo mese dell’anno". Ora, secondo Intesa, il Pil del 2016 potrebbe "stupire" e non chiudere più con l'atteso +0,9% ma un più rotondo 1 per cento.
Nel complesso dell'anno si è dimostrato ancora una volta trainante il comparto dei mezzi di trasporto: sulla base dei dati corretti per gli effetti di calendario si registra un aumento della produzione del 5,1% sul 2015 mentre a dicembre si rileva una crescita del 12,2% (sempre dati depurati dal calendario) su dicembre 2015 e del 2,1% su novembre (dati destazionalizzati). Ottimo lo spunto per le auto: la produzione è aumentata del 9,2% l'anno scorso e nel solo dicembre la produzione di autoveicoli è aumentata del 20,6% su base annua.A dicembre, l'Istat ha registrato una "marcata variazione positiva" per quanto riguarda il comparto dell'energia (+11,9%). L'Istat traccia aumenti significativi anche per i beni intermedi (+7,8%) e i beni strumentali (+7,3%), mentre un aumento più contenuto registrano i beni di consumo (+2,3%). A livello settoriaele, sempre a dicembre la maggiore crescita tendenziale si trova nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,9%), poi tra i mezzi di trasporto (+12,2%) e nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+11,9%). Pochi i segni negativi, limitati ai settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-4,1%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-0,6%). Se si guarda al dato complessivo destagionalizzato, nel raffronto tra dicembre e novembre 2016 l'incremento della produzione è stato dell'1,4%.
I dati dell'Istituto di statistica hanno sorpreso positivamente gli analisti. Paolo Mameli di Intesa nota che la ripresa è diffusa a molti settori ma ammonisce che "la correzione per i giorni lavorativi potrebbe aver avuto un ruolo, tenuto conto del fatto che la distribuzione delle festività e semi-festività di fine mese (cadute tutte nel fine settimana) potrebbe aver giocato in senso positivo. In tal senso, ci si può aspettare una correzione a gennaio, quando la ripresa delle attività produttive per molte aziende è avvenuta il 9 del mese, ovverosia più tardi rispetto a quanto avviene in media nel primo mese dell’anno". Ora, secondo Intesa, il Pil del 2016 potrebbe "stupire" e non chiudere più con l'atteso +0,9% ma un più rotondo 1 per cento.