Borse europee poco mosse, lo spread scende a 180 punti
Flavio Bini, di FLAVIO BINIPiazza Affari vive una giornata di rialzi e ribassi, ma senza mai distaccarsi troppo dalla parità: chiude a +0,16%. Ieri nuova tripletta di record a Wall Street. Euro sopra quota 1,06. Petrolio in lieve calo. Tokyo chiude in rialzo
MILANO - Giornata in altalena per le borse europee, che chiudono poco mosse: Milano oscilla sopra e sotto la parità per terminare in rialzo dello 0,16% poco sopra 19mila punti, nonostante la debolezza del comparto bancario. Londra perde lo 0,34%, Francoforte lo 0,31% e Parigi arretra dello 0,51%. A Wall Street, dopo l'ennesima giornata di record i listini sono deboli: quando chiudono gli scambi europei, il Dow Jones cede lo 0,1%, il Nasdaq lo 0,2% e lo S&P500 lo 0,35%.
La Banca Centrale Europea ha pubblicato i verbali della riunione del 19 gennaio scorso, dai quali emerge l'orientamento del Consiglio di dare politiche stabili per contrastare l'incertezza, mentre si invita a prendere con le molle i segnali di ripresa dell'inflazione: bisogna guardare al medio termine.
A Piazza Affari il cda di ieri di Generali non ha fornito spunti sullo stato di avanzamento della possibile scalata di Intesa verso la compagnia triestina. Nel pomeriggio il presidente della b…
La Banca Centrale Europea ha pubblicato i verbali della riunione del 19 gennaio scorso, dai quali emerge l'orientamento del Consiglio di dare politiche stabili per contrastare l'incertezza, mentre si invita a prendere con le molle i segnali di ripresa dell'inflazione: bisogna guardare al medio termine.
A Piazza Affari il cda di ieri di Generali non ha fornito spunti sullo stato di avanzamento della possibile scalata di Intesa verso la compagnia triestina. Nel pomeriggio il presidente della b…
MILANO - Giornata in altalena per le borse europee, che chiudono poco mosse: Milano oscilla sopra e sotto la parità per terminare in rialzo dello 0,16% poco sopra 19mila punti, nonostante la debolezza del comparto bancario. Londra perde lo 0,34%, Francoforte lo 0,31% e Parigi arretra dello 0,51%. A Wall Street, dopo l'ennesima giornata di record i listini sono deboli: quando chiudono gli scambi europei, il Dow Jones cede lo 0,1%, il Nasdaq lo 0,2% e lo S&P500 lo 0,35%.
La Banca Centrale Europea ha pubblicato i verbali della riunione del 19 gennaio scorso, dai quali emerge l'orientamento del Consiglio di dare politiche stabili per contrastare l'incertezza, mentre si invita a prendere con le molle i segnali di ripresa dell'inflazione: bisogna guardare al medio termine.
A Piazza Affari il cda di ieri di Generali non ha fornito spunti sullo stato di avanzamento della possibile scalata di Intesa verso la compagnia triestina. Nel pomeriggio il presidente della banca Gian Maria Gros -Pietro aveva escluso accelerazione in atto sul dossier: "Non c'è una incertezza - aveva detto - perché non c'è nessuna operazione". I buoni risultati sul fronte delle immatricolazioni (+15,2% a gennaio) lasciano ben sperare Fca. Si restringe lo spread tra Btp e Bund tedesco. Il differenziale tra i due titoli decennale scende a 179 punti per effetto del rendimento del titolo italiano in calo al 2,14%.
In lieve rialzo l'euro sul dollaro. Alla chiusura dei mercati la moneta unica tratta nettamente sopra quota 1,06 dollari: i mercati restano alla finestra in attesa delle annunciate riforme fiscali di Donald Trump e guardano con un misto di curiosità e preoccupazione alle sue mosse sulle politica commerciale Usa. La moneta europea passa di mano a 1,0676 dollari. In ribasso invece sullo yen a 120,80. Dollaro/yen giù a 113,14. Dopo i rimbalzi della mattinata, il petrolio perde terreno a New York: alla chiusura dei mercati europei il Wti cede mezzo punto percentuale in area 52,8 dollari al barile, mentre il Brent lima lo 0,8% a 55,3 dollari. Leggero rialzo per l'oro: il lingotto con consegna immediata quota sopra 1.240 dollari.
Sull'agenda degli appuntamenti macroeconomici spiccano i dati Istat sul commercio estero relativi al nostro Paese, con l'export in crescita dell'1,1% nel 2016 rispetto al 2015, mentre in Francia il tasso di disoccupazione è calato al 10% dal 10,1% registrato nel terzo trimestre. Il dato complessivo per il 2016, comunica l'istituto di statistica insee, è in calo di 0,2 punti al 9,7% calo che si registra per il secondo anno consecutivo. Negli Usa le richieste di sussidi alla disoccupazione la scorsa settimana sono salite di 5.000 unità a quota 239.000, facendo meglio delle attese degli analisti che scommettevano su 245.000. Andamento in chiaroscuro nel settore immobiliare con il calo del 2,6% dei nuovi cantieri a gennaio, sotto le stime, e il +4,6% dei permessi edilizi, sopra le attese. Da ultimo è balzato più delle aspettative a 43,3 punti l'indice manifatturiero della Fed di Philadelphia.
Chiusura negativa in mattinata per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che perde lo 0,47% a 19.347,53 punti.
La Banca Centrale Europea ha pubblicato i verbali della riunione del 19 gennaio scorso, dai quali emerge l'orientamento del Consiglio di dare politiche stabili per contrastare l'incertezza, mentre si invita a prendere con le molle i segnali di ripresa dell'inflazione: bisogna guardare al medio termine.
A Piazza Affari il cda di ieri di Generali non ha fornito spunti sullo stato di avanzamento della possibile scalata di Intesa verso la compagnia triestina. Nel pomeriggio il presidente della banca Gian Maria Gros -Pietro aveva escluso accelerazione in atto sul dossier: "Non c'è una incertezza - aveva detto - perché non c'è nessuna operazione". I buoni risultati sul fronte delle immatricolazioni (+15,2% a gennaio) lasciano ben sperare Fca. Si restringe lo spread tra Btp e Bund tedesco. Il differenziale tra i due titoli decennale scende a 179 punti per effetto del rendimento del titolo italiano in calo al 2,14%.
In lieve rialzo l'euro sul dollaro. Alla chiusura dei mercati la moneta unica tratta nettamente sopra quota 1,06 dollari: i mercati restano alla finestra in attesa delle annunciate riforme fiscali di Donald Trump e guardano con un misto di curiosità e preoccupazione alle sue mosse sulle politica commerciale Usa. La moneta europea passa di mano a 1,0676 dollari. In ribasso invece sullo yen a 120,80. Dollaro/yen giù a 113,14. Dopo i rimbalzi della mattinata, il petrolio perde terreno a New York: alla chiusura dei mercati europei il Wti cede mezzo punto percentuale in area 52,8 dollari al barile, mentre il Brent lima lo 0,8% a 55,3 dollari. Leggero rialzo per l'oro: il lingotto con consegna immediata quota sopra 1.240 dollari.
Sull'agenda degli appuntamenti macroeconomici spiccano i dati Istat sul commercio estero relativi al nostro Paese, con l'export in crescita dell'1,1% nel 2016 rispetto al 2015, mentre in Francia il tasso di disoccupazione è calato al 10% dal 10,1% registrato nel terzo trimestre. Il dato complessivo per il 2016, comunica l'istituto di statistica insee, è in calo di 0,2 punti al 9,7% calo che si registra per il secondo anno consecutivo. Negli Usa le richieste di sussidi alla disoccupazione la scorsa settimana sono salite di 5.000 unità a quota 239.000, facendo meglio delle attese degli analisti che scommettevano su 245.000. Andamento in chiaroscuro nel settore immobiliare con il calo del 2,6% dei nuovi cantieri a gennaio, sotto le stime, e il +4,6% dei permessi edilizi, sopra le attese. Da ultimo è balzato più delle aspettative a 43,3 punti l'indice manifatturiero della Fed di Philadelphia.
Chiusura negativa in mattinata per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che perde lo 0,47% a 19.347,53 punti.