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Rosistella Provinzano Vena, manager per caso dell'amaro made in Lucania

Donna impresa 28. La presidente del gruppo che produce l'amaro Lucano. Dal concorso alle Poste all'incontro con il nipote dello storico inventore del distillato originario della Basilicata. Ora guida con successo un'azienda da 25 milioni di fatturato

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MILANO - Diventare manager cominciando dalle piccole cose. A Rosistella Provinzano Vena piace rifare la storia di come da buona padrona di casa si è calata nei panni prima di direttore generale e ora di presidente del gruppo ‘Lucano 1894 srl’, con la sede operativa a Pisticci, un borgo a 60 chilometri da Matera e moderni uffici e store a Milano. A 59 anni e tre figli che sono già la quarta generazione in azienda, l’imprenditrice guida con il marito Pasquale Vena l’industria dell’amaro ottenuto dal nonno Pasquale alchimista e pasticcere, distillando 32 erbe diverse della sua terra di Lucania, con una ricetta tutt’oggi top secret tramandata di padre in figlio.

Quel liquore che con quattro milioni di bottiglie l’anno è il terzo in Italia dopo Montenegro e Averna, 50 dipendenti e un fatturato 2016 di 24,5 milioni di euro, 7% più del 2015, s’identifica con il suo popolare slogan pubblicitario ‘Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano!’.

Rosistella Provinzano, nata a Ferrandina, che è alle porte di Matera, la città dei Sassi nominata capitale europea della cultura per il 2019, ha preso un diploma in ragioneria, si iscritta alla facoltà Giurisprudenza di Bari che ha abbandonato quasi subito per assistere la madre malata e ha vinto un concorso alle Poste nella sede di Pisticci.

È qui che conosce Pasquale Vena, l’imprenditore che diventerà suo marito, nipote e omonimo del fondatore della società nata nel 1894 che aveva frequentato la scuola di pasticceria di Caflish a Napoli. Tornato in Lucania aveva aperto un bar e nel retrobottega si divertiva a miscelare assenzio, salvia, achillea, arancio, cardo, ruta e altre decine di erbe alla ricerca del giusto equilibrio creando tanti liquori. Quello di maggior successo fu l’amaro. “Il nonno – afferma Rosistella Vena – era un genio perché sapeva allora quello che sarebbe andato bene negli anni a venire. Già all’epoca aveva creato un aperitivo digestivo, una sorta di spritz ante litteram che oggi va alla grande. Si beveva diluito con acqua frizzante, una scorza d’arancia o limone e una foglia di menta. Oggi proponiamo lo stesso mix”.

Oltre ad essere mamma di tre bambini, Rosistella Provinzano decide di affiancare il marito che, figlio unico, alla morte del padre era rimasto solo a guidare l’industria. “Era una realtà completamente nuova per me – racconta - e quello che mi ha aiutato è stata la predisposizione e la voglia di portare dei cambiamenti. Quindi ho iniziato a ficcare il naso un po’ dappertutto e a sistemare pian piano le cose cominciando da quello che secondo me non andava bene. Gli uffici, il rapporto con i lavoratori, l’approccio tra le persone. Ho cominciato a far rinnovare gli ambienti dando maggiori confort ai dipendenti che dovevano passarci otto ore della loro giornata. Per certi versi sono stata anche un poco scomoda perché ho cercato di organizzare meglio i flussi e l’organizzazione complessiva. Uno dei vantaggi della società a conduzione familiare di medie dimensioni è che le decisioni possono essere prese in modo veloce senza chiedere a questo o a quell’altro capo”.

In quel periodo l’azienda era più piccola con una capacità produttiva inferiore a oggi ma i litri di amaro richiesti dal mercato erano superiori alla domanda attuale. “Era anche più facile lavorare – osserva la presidente del gruppo Lucano – perché nella nostra area geografica avevamo la leadership. La crisi di questi anni ha reso più complicata la conquista di fette di mercato. Ecco perché a Matera, in vista del 2019, abbiamo aperto ‘’a poteca’ il primo store monobrand in omaggio alla città e a tutta la Basilicata per rappresentare il mondo lucano e la nostra storia imprenditoriale”.
I primi passi nell’industria e poi subito la nomina a direttore generale.

“Partecipavo alle riunioni con le agenzie dei creativi per la promozione del brand, ho allestito un ufficio acquisti, nel 2012 abbiamo spostato il nostro headquarter a Milano, dove siamo ancora adesso. Il mio contributo maggiore è stato organizzare la produzione”.  

Se l’impresa lucana ha una marcia in più, secondo la presidente del gruppo, il primo merito è del suo prodotto di punta, e al tempo stesso il fatto di avere alle spalle una solida base familiare unita alla passione tramandata da una generazione all’altra. Leonardo, Francesco e Letizia, 32, 31 e 27 anni, tutti e tre laureati alla Bocconi e una nuova ripartizione di cariche: il padre presidente della holding, i due maschi amministratori delegati e Letizia che segue il marketing, settore a cui il gruppo ha destinato 10 milioni di euro per i prossimi tre anni. “I miei figli - dice Rosistella Provinzano - hanno respirato da sempre quest’aria in casa. Non li abbiamo mai tenuti fuori dai problemi. Si sono abituati e adesso hanno cura dell’azienda, la sentono loro, fanno tanti sacrifici. Leonardo va all’estero, Francesco è il legale e porta avanti i progetti, Letizia è brand manager e si occupa di eventi e fiere sia in Italia che all’estero. Sono orgogliosa. Non nego che ogni volta che li ho a fianco per prendere decisioni importanti è un’emozione che si rinnova. Significa che abbiamo saputo trasmettere la stessa voglia di fare e di continuare l’attività in cui si riconoscono. Loro con le idee giovani e veloci, noi con la esperienza e spesso la necessità di tirare le briglie per frenare quando corrono troppo, il confronto è molto stimolante”. La pagina Facebook di Amaro Lucano è seguita da oltre 110mila utenti.

Dalla fabbrica di Pisticci escono tre milioni di litri di Amaro Lucano all’anno ma non solo. Si imbottiglia anche Limoncetta di Sorrento, acquisito due anni fa dal gruppo Campari, il liquore tipico della costiera, genuino perché fatto solo con bucce di limone, acqua e zucchero, primo igp in Italia. “Mi sono divertita a lavorare – spiega la presidente della società lucana - in quel puntino della carta geografica che è Pisticci, dosando le ore dedicate all’azienda e quelle riservate alla famiglia. Chi viene lì mi trova sempre in produzione. Non entro mai nel mio ufficio senza aver fatto prima un giro nei reparti: chiedo notizie ai dipendenti, raccolgo ansie e preoccupazioni per una malattia in famiglia, cerco di condividere con loro problemi e gioie. Con mio marito e i figli ci sentiamo spesso, siamo molto operativi, poi a Milano si ricompone il nucleo dei Vena”.

Per festeggiare i 120 anni dell’impresa, nel 2014 è nata la linea ‘Sette stelle’ con i quattro prodotti: Amaro Lucano anniversario, 34 gradi, limoncello, sambuca e caffè, dei classici rivisitati sia nella gradazione che nel packaging per l’horeca, destinati ai locali top perché si prestano per fare i cocktail. Assieme a questi sono stati lanciati i liquori nocino, mirto e liquirizia, col marchio ‘Fratelli Vena’ in onore dei fondatori. Complessivamente la linea ultramoderna riempie 40 mila bottiglie al giorno.

Lucano vende in Italia e nel mondo a macchia di leopardo, il 10% del fatturato va all’estero con il progetto di arrivare nel 2019 al 25%, ma è già presente negli Usa, in Canada, e per l’Europa soprattutto in Germania. Primi approcci in Cina che da sempre ha nella sua cultura l’uso delle erbe: a Shangai l’Amaro Lucano è il più conosciuto dopo l’Amaretto di Saronno. Rosistella Provinzano mette in ogni cosa che fa la sua determinazione: “Sono vice presidente della sezione alimentare di Confindustria Basilicata. Questione di grinta, non mi arrendo mai, guai a vedere solo i lati negativi di un problema. I risultati prima o poi arrivano se c’è la passione. Devi desiderarli e volerli fortemente”.

Nella nuova sede milanese di Lucano aperta in dicembre di via Carlo De Angeli, nel cuore della città e art-district meneghino, s’incontrano tradizione e innovazione. Una reception bar per eventi, educational e masterclass, sullo sfondo una parete che riproduce i tetti di tegole delle case di Matera, postazioni di lavoro in open space e alla fine del percorso, lo spazio cucina per le riunioni informali dello staff. Per la città dei Sassi, il gruppo ha elaborato un progetto di riqualificazione e di creazione di un museo con l’idea di aprire al pubblico le porte dell’azienda per mostrare da vicino metodi di lavorazione e produzione. “Dopo che hanno girato il film Passion con Mel Gibson ora tutti conoscono Matera ma prima c’eravamo solo noi”.