Economia

Passaporti stranieri in vendita: in Svizzera bastano 250 mila euro

Christian Kälin, avvocato di Zurigo, fa affari d'oro con il business dei documenti. Ma per quelli europei la cifra sale a un milione di euro. E si difende: "Non vedo il problema, contribuisco a portare milioni di tasse"

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LUGANO - "Cash for passport". In epoca di lotta spietata all'evasione fiscale l'acquisto, in contanti, di un passaporto di comodo, pare essere l'ultima frontiera di coloro che tentano di pagare meno imposte possibili. Grazie alla vendita dei passaporti di paesi disposti a chiudere un occhio sugli evasori, sta guadagnando un bel po' di quattrini un avvocato di Zurigo, Christian Kälin, presidente dello studio Henley & Partners.

45 anni, l'allure di chi é abituato ai lussi del bel mondo, Kälin rappresenta, in qualità di console onorario in Svizzera, lo staterello caraibico di Saint-Kitts & Nevis. La sua filosofia é di una semplicitá disarmante, come ha avuto modo di spiegare a "60 minutes" popolare trasmissione televisiva della statunitense Cbs. "Come molti cittadini, ormai, hanno più di una carta di credito, lo stesso può valere per i passaporti". Alla bisogna, insomma, tiriamo fuori quello che serve, maggiormente, ai nostri interessi, in un determinato frangente.

Di passaporti l'avvocato elvetico é in grado di fornirne sette. Oltre a quelli di Saint-Kitts & Nevis, al prezzo di 250 mila dollari, anche i documenti di due Paesi UE, Cipro e Malta. Ben più cari di quelli esotici, visto che consentono l'ingresso, senza necessitá di un visto, in più di 150 Stati. Ma per poter entrare in possesso di un passaporto maltese bisogna cacciar fuori un milione e 150 mila euro, circa il 10% dei quali da investire in bond dell'isola.

Fatto sta che il mercato del "cash for passport", sul quale Christian Kälin domina incontrastato, pesa due miliardi di euro. L'avvocato zurighese percepisce il 4% su ogni affare concluso e, se pensiamo al milione e rotti di euro che necessitano per diventare maltesi, si può ben intuire quanto siano lucrosi i suoi affari.

"La vendita di passaporti a Malta serve soltanto all'evasione fiscale", dichiara indignato, a Repubblica, Paolo Bernasconi, ex-Pubblico Ministero a Lugano ed esperto di reati finanziari. "Le statistiche- rincara -dimostrano che c'é stato un picco di nuovi cittadini maltesi, poco prima dell'introduzione, nell'Ue, dello scambio automatico di informazioni fiscali e durante la voluntary disclosure italiana". "Bruxelles- dice ancora Bernasconi -si accanisce contro la Svizzera ma tollera, invece, l'evasione fiscale, promossa su larga scala dal governo de La Valletta.

"Non vedo dove sia il problema, visto che contribuisco a far affluire centinaia di milioni di euro nelle casse pubbliche di diversi paesi, si giustifica Kälin. "Il fatto é- ha spiegato al quotidiano Le Temps Pascal Saint-Amans dell'Ocse -che se un cliente tedesco presenta a una banca svizzera un passaporto di Malta, i suoi dati, nell'ambito dello scambio automatico di informazioni, prendono la destinazione dell'isola e non arrivano al fisco tedesco".