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Balzo dell'attività economica nell'Eurozona. Wall Street spinge le Borse

I mercati europei trovano spunto dall'andamento dei listini Usa, a nuovi record: Milano chiude a +0,34%. Il Pmi composito dell'area con la moneta unica si è portato ai massimi da sei anni. Domani il giudizio Ue sul debito pubblico italiano. Chiusura positiva per Tokyo: +0,7% con l'indebolimento dello yen
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MILANO - Buone notizie sull'attività economica del blocco dell'euro: a febbraio è balzata inaspettatamente ai massimi da sei anni, con la creazione di nuovi posti di lavori capace di andare addirittura ai massimi di nove anni e mezzo. A certificare questo inatteso miglioramento sono stati gli indici Pmi compositi, anticipatori più accreditati sul mercato perché raccolgono le stime dei direttori degli acquisti nei settori servizi e manifattura. L'indicatore composito è salito dunque a 56 punti da 54,4 di gennaio, indicando che l'Eurozona va verso una crescita dello 0,6% nel primo trimestre 2017 (ogni lettura sopra 50 indica una espansione economica). Gli economisti si aspettavano, al contrario, un calo del Pmi a 54,3. Contrastanti i dati sul solo manifatturiero dalle principali economie con la Francia in calo, ma sempre in territorio di espansione a 52,3 punti, e la Germania che balza a 57.

I mercati terminano la giornata in cauto ria…
MILANO - Buone notizie sull'attività economica del blocco dell'euro: a febbraio è balzata inaspettatamente ai massimi da sei anni, con la creazione di nuovi posti di lavori capace di andare addirittura ai massimi di nove anni e mezzo. A certificare questo inatteso miglioramento sono stati gli indici Pmi compositi, anticipatori più accreditati sul mercato perché raccolgono le stime dei direttori degli acquisti nei settori servizi e manifattura. L'indicatore composito è salito dunque a 56 punti da 54,4 di gennaio, indicando che l'Eurozona va verso una crescita dello 0,6% nel primo trimestre 2017 (ogni lettura sopra 50 indica una espansione economica). Gli economisti si aspettavano, al contrario, un calo del Pmi a 54,3. Contrastanti i dati sul solo manifatturiero dalle principali economie con la Francia in calo, ma sempre in territorio di espansione a 52,3 punti, e la Germania che balza a 57.

I mercati terminano la giornata in cauto rialzo dopo aver trovato un po' di spinta dalla giornata positiva di Wall Street, nuovamente a record assoluti. Milano chiude in progresso dello 0,34% nonostante la debolezza di alcuni titoli del credito. A Piazza Affari, le protagoniste di questa fase restano Intesa Sanpaolo e Generali: le assicurazioni si portano al 3,4% della banca e diventano il terzo socio, mentre continua il lavorio per capire se ci sono i margini per un'operazione straordinaria da parte della Ca' de Sass su Trieste. Paga dazio Ubi Banca dopo il taglio del rating da parte di Fitch. Migliora il clima anche nel resto d'Europa: Parigi termina in rialzo dello 0,72%, Francoforte dell'1,18% mentre Londra resta in rosso dello 0,34% per colpa dello scivolone di Hsbc (-6%) dopo il rosso del 2016. Come accennato Wall Street continua la serie positiva di record su record, spinti dall'effetto Donald Trump sul settore finanziario. I tre listini di Wall Street hanno chiuso tutti ritoccando al rialzo i precedenti record: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,58% a quota 20.743,00; lo S&P 500 è cresciuto dello 0,60% a 2.365,38 punti; il Nasdaq è progredito dello 0,47% a 5.865,95..
Il balzo della capitalizzazione mondiale da inizio novembre 
Le prese di posizione di alcuni governatori della Fed sulla possibilità di ritoccare al rialzo il costo del denaro Usa già nella riunione del prossimo marzo hanno spinto al rialzo il biglietto verde, mentre le azioni asiatiche hanno trattato in leggero rialzo e quelle europee sono contrastate ai blocchi di partenza, in attesa della riapertura di Wall Street che ha allungato il fine settimana per il President's Day. Resta il fatto che i mercati si trovano nel mezzo di un movimento rialzista che ha superato ogni previsione degli osservatori, con i listini globali capaci di aggiungere 6mila miliardi di capitalizzazione dall'elezione di Donald Trump di novembre. Un rally dal quale non mancano elementi di incertezza, in particolare sulla possibile parabola della nuova amministrazione americana che porta con sé le scelte di politica monetaria della Federal Reserve. Sul valutario pesano dunque le parole del presidente della Fed di Philadelphia, Patrick Harker, per il quale una stretta monetaria a marzo non è da escludere. L'euro chiude quindi in ribasso sotto 1,06 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,0532 dollari e 119,68 yen. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si è stabilizzato poco sotto 190 punti base.

Nella giornata macroeconomica (agenda della settimana), per l'Italia è la vigila dell'atteso rapporto europeo sul debito pubblico, dal quale emergeranno anche le indicazioni di una possibile apertura di procedura d'infrazione verso il Belpaese, che si è comunque impegnato a correggere di 3,4 miliardi i propri conti pubblici per il 2017. In Francia intanto si registra il -0,2% dell'inflazione di gennaio, diventa una dinamica del +1,3% annuo.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in progresso dello 0,68% a 19.381,44 punti. Il mercato azionario giapponese si è indirizzato oggi su un binario di ripresa, agevolato da un indebolimento dello yen che ha spronato i titoli di varie aziende esportatrici: la divisa nipponica si è riportata in area 114 contro il dollaro. In Giappone, l'indice che misura l'attività industriale ha segnato per dicembre un calo dello 0,3% mensile, rispetto al +0,4% di novembre, dato rivisto da +0,3%. L'indice Pmi preliminare sulla manifattura a febbraio è invece salito a 53,5 punti, dai 52,7 di gennaio. Chiusure in rialzo per le Borse cinesi: a Shanghai l'indice Composite sale a 3.253,33 punti a +0,41%, mentre a Shenzhen l'indice Component sale a 10.405,75 punti a +0,74%.

Per chiudere, le materie prime: alla chiusura dei mercati europei il Wti segna un balzo vicino al 2% a quota 54,4 dollari al barile. In leggera flessione l'oro, che quota 1.237 dollari l'oncia.