Che cos'è la Consip?
È la centrale unica degli acquisti delle Pubbliche amministrazioni. Nata come costola informatica del Tesoro nel 1997, dall'alba del nuovo millennio è regista della metà dello shopping di beni (scrivanie, benzina) e servizi (pulizie, guardiania) per il pubblico. Controllata dal Tesoro, ha 350 dipendenti. Al cda sono andati 250mila euro nel 2015.
Quanti soldi muove?
Quanti soldi muove?
Con le esigenze di tagliare la spesa, sempre di più: nel 2016 ha "presidiato" 48 miliardi di euro di acquisti, su 90 potenziali. Si stimano risparmi per 3,5 miliardi.
Come fa shopping?
Come fa shopping?
Strumento principe è la Convenzione. Consip bandisce una gara per una fornitura, che può valere centinaia di milioni; le aziende vincenti s'impegnano a vendere beni e servizi alle Pa al prezzo aggiudicato, fino a raggiungere l'importo complessivo bandito. Altri strumenti: gli accordi quadro per definire le condizioni degli appalti; il mercato elettronico della Pa (un eBay pubblico per gli acquisti di importi minori); il Sistema dinamico d'acquisto, cervellone elettronico per le forniture standardizzate.
Quanto fa risparmiare?
Quanto fa risparmiare?
Sfrutta la massa critica per spuntare prezzi migliori. Una stampante A4 comprata in convenzione costa 70 euro meno che sul mercato, per un Pc la fattura scende da 450 a 339 euro. L'ultima gara sulle siringhe degli ospedali (850 milioni di pezzi, la metà del fabbisogno annuo) è stata aggiudicata con ribassi fino al 70%. Sconti che fanno chiedere alla Corte dei Conti più attenzione nel determinare le basi d'asta e "una più oggettiva valutazione dei risparmi di spesa".
E i punti deboli?
E i punti deboli?
L'Anac ha ispezionato la Consip nel 2016 e rilevato criticità negli affidamenti delle gare sul facility management, su cui puntano le inchieste della procura, per la concentrazione delle aggiudicazioni verso due soli soggetti: la Romeo Gestioni e la Manitalidea. Negli anni, l'accentramento degli acquisti ha fatto esplodere il valore dei lotti banditi. "Così si rischia di favorire grandi operatori e accordi collusivi, lasciando le Pmi ai margini", dice Gustavo Piga, ex presidente Consip.