✕

Borse europee deboli aspettando la Bce, sale la produzione industriale tedesca

Positivi i dati della manifattura di Berlino dopo la netta flessione registrata ieri sul fronte degli ordini. Primo disavanzo della bilancia commerciale cinese in tre anni. Spread in risalita. Euro sotto quota 1,06. Chiusura in calo per Tokyo, mista per Wall Street
2 minuti di lettura
MILANO -  Le Borse europee chiudono deboli e contrastate dopo la nuova frenata di Wall Street e in attesa del direttivo della Bce di domani. Londra chiude pressochè stabile e cede lo 0,06% a 7.334,61 punti. Stabile anche Francoforte che avanza dello 0,01% a 11.967,31 punti. A Milano l'indice Ftse Mib segna un +0,14% a 19.482,39 punti. Parigi avanza dello 0,11% a 4.960,48 punti. Stesso andamento per Wall Street con il Dow Jones in calo dello 0,12%,il Nasdaq che sale dello 0,14% e lo S&P sostanzialmente piatto e chiude con il Dow Jones a -0,33% a 20.855,35 punti, il Nasdaq a +0,06% a 5.837,55 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,23% a 2.363,05 punti.

Lo spread tra Btp e Bund chiude a 189,1 punti, dopo un'apertura a quota 185. Il rendimento si attesta al 2,25%. L'euro chiude in calo sopra 1,05 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,0551 dollari e 120,98 yen.

In mattinata, Tokyo ha archiviato le contrattazioni in negativo, con l'indice Nikkei che p…
MILANO -  Le Borse europee chiudono deboli e contrastate dopo la nuova frenata di Wall Street e in attesa del direttivo della Bce di domani. Londra chiude pressochè stabile e cede lo 0,06% a 7.334,61 punti. Stabile anche Francoforte che avanza dello 0,01% a 11.967,31 punti. A Milano l'indice Ftse Mib segna un +0,14% a 19.482,39 punti. Parigi avanza dello 0,11% a 4.960,48 punti. Stesso andamento per Wall Street con il Dow Jones in calo dello 0,12%,il Nasdaq che sale dello 0,14% e lo S&P sostanzialmente piatto e chiude con il Dow Jones a -0,33% a 20.855,35 punti, il Nasdaq a +0,06% a 5.837,55 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,23% a 2.363,05 punti.

Lo spread tra Btp e Bund chiude a 189,1 punti, dopo un'apertura a quota 185. Il rendimento si attesta al 2,25%. L'euro chiude in calo sopra 1,05 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,0551 dollari e 120,98 yen.

In mattinata, Tokyo ha archiviato le contrattazioni in negativo, con l'indice Nikkei che perde lo 0,47%, scendendo così a 19.255,00 punti. Buone notizie arrivano però sul fronte della crescita dell'economia giapponese: il prodotto interno lordo nel quarto trimestre è cresciuto rispetto al mese precedente dello 0,3%, in aumento rispetto allo 0,2% atteso, mentre la crescita sull'anno è dell'1,2% rispetto all'1%.

Sul fronte macroeconomico, sono positivi i dati del'industria tedesca, che dopo la frenata degli ordini registrata ieri (riferita però allo stesso mese e quindi con un possibile effetto negativo nei mese susccessivi sul fatturato), oggi incassa un incremento della produzione del 2,8% a gennaio rispetto a dicembre e invariata sull'anno. Inatteso invece il dato sul disavanzo commerciale della bilancia commerciale cinese, il primo  tre anni a questa parte con un deficit di 60,36 miliardi di yuan, pari a  9,15 miliardi, dopo il surplus di 51,3 miliardi nel mese di gennaio.  L'occupazione nel settore privato negli Stati Uniti è cresciuta ben al di là del previsto a febbraio. Secondo il rapporto mensile redatto da macroeconomics advisers e dall'agenzia che si occupa di preparare le buste paga automatic data processing, il mese scorso sono stati creati 298.000 Posti di lavoro, mentre gli analisti se ne aspettavano 188.000. Il dato di gennaio è stato rivisto da 246.000 A 261.000. La produttività negli Stati Uniti è cresciuta lo scorso anno al passo più lento dal 2011: l'indice ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate è aumentato nel quarto trimestre del 2016 dell'1,3% rispetto al trimestre precedente, come già  riportato dalla prima stima; gli analisti attendevano una crescita dell'1,6 per cento.

Quotazioni del petrolio in calo sui dati delle scorte Usa indicate in aumento. I contratti sul greggio Wti con scadenza ad aprile tornano sotto i 53 dollari a 52,73 dollari al barile. Il Brent perde 37 centesimi a 55,55 dollari. Scende ancora il prezzo dell'oro su cui pesa  l'attesa tra gli investitori per un possibile rialzo dei tassi negli Stati Uniti a marzo. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1215 dollari l'oncia.