MILANO - La priorità numero uno per l'Eurozona è rilanciare la produttività. E per farlo, prima ancora di nuovi passi avanti nell'innovazione, è prioriotario che la diffusione delle nuove tecnoloigie esistenti raggiunga il maggior numero di imprese. È questo il messaggio recaiptato oggi a Francoforte da Mario Draghi nelle sue conclusioni di un intervento per una conferenza organizzata da Mit e Bce. "Ci sono molte ragioni per considerare oggi una priorità l'indirizzare la crescita di una produttività debole nell'area euro. Alcuni progressi si possono fare nell'innovazione, anche se non sono i soli. Ugualmente importante per l'area euro è il facilitare e incoraggiare la diffusione delle nuove tecnologie dalle imprese capofila alle aziende più pigre", ha detto Draghi. "Potremmo ottenere guadagni consistenti nella produttività semplicemente diffondendo meglio la tecnologia che già abbiamo nell'area euro. In altre parole -ha aggiunto - c'è molto che possiamo fare per invertire il rallentamento della produttività aggregata e scacciare il pessimismo sul nostro futuro".
"Abbiamo chiaramente il potenziale per diffondere capacità innovativa nell'Eurozona", ha spiegatoi anche Draghi anche agendo sulla "spesa pubblica in ricerca e sviluppo". Il presidente della Bce ha spiegato di essere ottimista perché non solo non c'è una "chiara evidenza" di un rallentamento nell'innovazione, ma "se, come seconda maggiore economia mondiale, abbattessimo le barriere alle attività innovative nell'Eurozona, daremmo una decisa spinta all'innovazione globale". Secondo Draghi occorre anche investire in "capitale umano", che include "non solo l'educazione formale, ma anche la formazione sul posto di lavoro e la sicurezza del lavoro: le imprese con una larga proporzione di lavoratori con contratti a tempo fanno peggio in termini di innovazione".
"Una più alta crescita della produttività è fondamentale anche per difendere il modello europeo di salari più elevati e protezione sociale, e quindi per combattere il senso di insicurezza economica attualmente prevalente in diverse economie avanzate", ha spiegato anche l'ex governatore della Banca d'Italia.
"Abbiamo chiaramente il potenziale per diffondere capacità innovativa nell'Eurozona", ha spiegatoi anche Draghi anche agendo sulla "spesa pubblica in ricerca e sviluppo". Il presidente della Bce ha spiegato di essere ottimista perché non solo non c'è una "chiara evidenza" di un rallentamento nell'innovazione, ma "se, come seconda maggiore economia mondiale, abbattessimo le barriere alle attività innovative nell'Eurozona, daremmo una decisa spinta all'innovazione globale". Secondo Draghi occorre anche investire in "capitale umano", che include "non solo l'educazione formale, ma anche la formazione sul posto di lavoro e la sicurezza del lavoro: le imprese con una larga proporzione di lavoratori con contratti a tempo fanno peggio in termini di innovazione".
"Una più alta crescita della produttività è fondamentale anche per difendere il modello europeo di salari più elevati e protezione sociale, e quindi per combattere il senso di insicurezza economica attualmente prevalente in diverse economie avanzate", ha spiegato anche l'ex governatore della Banca d'Italia.