Renault: sospetti dieselgate, coinvolto tutto management
La compagnia automobilistica francese è sospettata di aver messo in atto da 25 anni 'strategie fraudolente' per passare i test di omologazione di alcuni dei suoi motori diesel e a benzina. Bolloré respinge le accuse: "Tutte le vetture omologate secondo le regole"
"L'INSIEME della catena di comando" di Renault, tra cui il numero uno Carlos Ghosn, è implicata nella presunta frode sulle emissioni truccate: è quanto riferiscono fonti della Direzione della concorrenza, dei consumi, e della repressione delle frodi (Dgccrf), citate da Les Echos online.
Stando a quanto sostiene l'Autorità antifrode francese, la Renault ha messo in atto 'strategie fraudolente' da più di 25 anni per manipolare i risultati dei test sulle emissioni di alcuni motori diesel e a benzina. L'Autorità sospetta che Renault abbia installato nelle vetture un software "con lo scopo di falsificare i risultati dei test sulle emissioni" per rispettare gli standard in vigore. Il documento, di cui il quotidiano Liberation ha rivelato l'esistenza, si concentra su modelli recenti, ma l'antifrode ritiene che alcune pratiche risalgano al 1990.
"Parecchi veicoli sono stati equipaggiati di dispositivi ch…
Stando a quanto sostiene l'Autorità antifrode francese, la Renault ha messo in atto 'strategie fraudolente' da più di 25 anni per manipolare i risultati dei test sulle emissioni di alcuni motori diesel e a benzina. L'Autorità sospetta che Renault abbia installato nelle vetture un software "con lo scopo di falsificare i risultati dei test sulle emissioni" per rispettare gli standard in vigore. Il documento, di cui il quotidiano Liberation ha rivelato l'esistenza, si concentra su modelli recenti, ma l'antifrode ritiene che alcune pratiche risalgano al 1990.
"Parecchi veicoli sono stati equipaggiati di dispositivi ch…
"L'INSIEME della catena di comando" di Renault, tra cui il numero uno Carlos Ghosn, è implicata nella presunta frode sulle emissioni truccate: è quanto riferiscono fonti della Direzione della concorrenza, dei consumi, e della repressione delle frodi (Dgccrf), citate da Les Echos online.
Stando a quanto sostiene l'Autorità antifrode francese, la Renault ha messo in atto 'strategie fraudolente' da più di 25 anni per manipolare i risultati dei test sulle emissioni di alcuni motori diesel e a benzina. L'Autorità sospetta che Renault abbia installato nelle vetture un software "con lo scopo di falsificare i risultati dei test sulle emissioni" per rispettare gli standard in vigore. Il documento, di cui il quotidiano Liberation ha rivelato l'esistenza, si concentra su modelli recenti, ma l'antifrode ritiene che alcune pratiche risalgano al 1990.
"Parecchi veicoli sono stati equipaggiati di dispositivi che controllano il ciclo" e permettono alla vettura di adeguarsi in vista dei test di omologazione. Secondo un ex tecnico di Renault uscito dalla casa francese nel 1997 il funzionamento del motore viene adeguato grazie all'elettronica per emettere meno inquinanti. Sarebbe coinvolta anche la prima generazione di Clio, lanciata nel 1990, con motore a benzina. Il tribunale di Parigi ha avviato indagini sulla casa automobilistica per presunta manipolazione delle emissioni lo scorso gennaio. La casa francese ha sempre sostenuto di aver rispettato la legislazione nazionale ed europea.
La smentita. Thierry Bolloré, il numero due del gruppo automobilistico, ha 'formalmente smentito' le accuse: "Tutte le vetture sono state omologate secondo le norme in vigore", ha precisato.
Stando a quanto sostiene l'Autorità antifrode francese, la Renault ha messo in atto 'strategie fraudolente' da più di 25 anni per manipolare i risultati dei test sulle emissioni di alcuni motori diesel e a benzina. L'Autorità sospetta che Renault abbia installato nelle vetture un software "con lo scopo di falsificare i risultati dei test sulle emissioni" per rispettare gli standard in vigore. Il documento, di cui il quotidiano Liberation ha rivelato l'esistenza, si concentra su modelli recenti, ma l'antifrode ritiene che alcune pratiche risalgano al 1990.
"Parecchi veicoli sono stati equipaggiati di dispositivi che controllano il ciclo" e permettono alla vettura di adeguarsi in vista dei test di omologazione. Secondo un ex tecnico di Renault uscito dalla casa francese nel 1997 il funzionamento del motore viene adeguato grazie all'elettronica per emettere meno inquinanti. Sarebbe coinvolta anche la prima generazione di Clio, lanciata nel 1990, con motore a benzina. Il tribunale di Parigi ha avviato indagini sulla casa automobilistica per presunta manipolazione delle emissioni lo scorso gennaio. La casa francese ha sempre sostenuto di aver rispettato la legislazione nazionale ed europea.
La smentita. Thierry Bolloré, il numero due del gruppo automobilistico, ha 'formalmente smentito' le accuse: "Tutte le vetture sono state omologate secondo le norme in vigore", ha precisato.