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I mercati consolidano le posizioni dopo la spinta Fed. Milano debole a -0,2%

I listini sono in una fase positiva, dovuta alle previsioni della Banca centrale Usa che non ha accelerato l'agenda della stretta monetaria ma confermato la forza degli Usa. Fca incassa 144 milioni dal collocamento di Cnh. Il petrolio prova a rimbalzare dopo le scintille tra produttori di greggio: l'Arabia Saudia chiede agli altri di tagliare
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MILANO - I ministri finanziari dei maggiori Paesi, i governatori centrali e i rappresentanti delle principali istituzioni economico finanziarie mondiali puntano su Baden Baden, in Germania, dove si tiene un G20 ricco di incognite. L'appuntamento, che si svolge in concomitanza con la visita di Angela Merkel a Donald Trump, arriva mentre i listini globali sono in una nuova fase di spinta verso l'alto, dopo che la Federal Reserve americana ha aumentato il costo del denaro come da attese, ma senza accelerare l'agenda per i prossimi mesi e sottolineando la forza della prima economia del mondo. Oggi però le Borse europee tirano il fiato, dopo che le azioni di molti mercati emergenti hanno registrato buoni rialzi. I listini del Vecchio continente recuperano comunque dai minimi della mattinata, con l'eccezione di Milano che termina in rosso dello 0,18%. Gli altri consolidano le loro posizioni: Francoforte termina in rialzo dello 0,1%, Parigi sale dello 0,32% e Londra de…
MILANO - I ministri finanziari dei maggiori Paesi, i governatori centrali e i rappresentanti delle principali istituzioni economico finanziarie mondiali puntano su Baden Baden, in Germania, dove si tiene un G20 ricco di incognite. L'appuntamento, che si svolge in concomitanza con la visita di Angela Merkel a Donald Trump, arriva mentre i listini globali sono in una nuova fase di spinta verso l'alto, dopo che la Federal Reserve americana ha aumentato il costo del denaro come da attese, ma senza accelerare l'agenda per i prossimi mesi e sottolineando la forza della prima economia del mondo. Oggi però le Borse europee tirano il fiato, dopo che le azioni di molti mercati emergenti hanno registrato buoni rialzi. I listini del Vecchio continente recuperano comunque dai minimi della mattinata, con l'eccezione di Milano che termina in rosso dello 0,18%. Gli altri consolidano le loro posizioni: Francoforte termina in rialzo dello 0,1%, Parigi sale dello 0,32% e Londra dello 0,12%. Quando in Europa terminano le contrattazioni Wall Street è cauta: segna un rialzo dello 0,05%, il Dow Jones è in calo frazionale.

Tra i titoli di Piazza Affari, in ore concitate per i rinnovi dei vertici delle società partecipate dallo Stato, si segnalano i conti 2016 dell'Enel, che chiude l'anno con un risultato netto pari a 2.570 milioni di euro (2.196 milioni di euro nel 2015, +17%) e un utile netto ordinario a 3.243 milioni di euro (+12,3%). La reazione del mercato è però fredda. Occhi puntati su un'altra partecipata, Leonardo, con il nome dell'ex banchiere Alessandro Profumo indicato come prossimo ad: il mercato sembra mostrare dubbi sull'uscita di Moretti. Fca ha intanto chiuso in collocamento dell'1,17% di Cnh Industrial per 144,3 milioni di euro di incasso. Da segnalare anche il ritorno all'utile di Rcs Mediagroup, mentre il Sole 24 Ore è finito sotto gli acquisti degli investitori, sollecitati dall'interesse di Vivendi. il Consiglio dei Ministri a Roma approva il decreto che disinnesca voucher e relativo referendum.

L'Istat ha tracciato un balzo delle esportazioni italiane a gennaio, controbilanciato però dall'import per un bilancio del commercio in passivo. Sempre a gennaio, la bilancia commerciale dei beni ha registrato un deficit di 0,6 miliardi nell'Eurozona, con 163,9 miliardi di esportazioni (+13% rispetto a un anno prima) a fronte di 164,5 miliardi di importazioni (+17%). Contrastati i dati dagli Usa: la produzione industriale di febbraio è risultata invariata, sotto le stime, men la fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan è salita più delle attese a 97,6 punti e il superindice dell'economia di febbraio ha centrato le aspettative con un +0,6%.
 
Lo spread fra Btp e Bund tedesco sale leggermente sopra la soglia di 190 punti e il rendimento del titolo decennale italiano raggiunge il 2,4%. Il cambio euro/dollaro continua a recuperare terreno, consolidandosi sopra 1,073 in chiusura di giornata.

In mattinata, come accennato si è registrata una chiusura in calo per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che è sceso a 19.521,59 punti a -0,35%. Resta alta l'attenzione su Toshiba, travolta dalle maxi-svalutazioni legate all'attività nucleare negli Usa: il governo sarebbe pronto a intervenire per mettere una toppa ed evitare la vendita all'estero.

Il prezzo del petrolio prova a risalire dopo i ribassi di ieri. Ma il rimbalzo dura poco: alla chiusura dei mercati europei, il Wti torna a oscillare sui valori di ieri a 48,7 dollari. L'Arabia Saudita ha perso la pazienza e fa sapere che non intende più limitare la sua produzione per compensare i mancati tagli degli altri Paesi produttori. E' il  ministro del Petrolio saudita, Khaled al-Faleh a dichiararlo, rivolgendosi soprattutto verso la Russia, che finora non ha implementato i tagli concordati con i Paesi Opec. Al-Faleh ha poi puntato il dito contro gli Stati Uniti accusandoli di aver aumentato la produzione di shale oil, nonostante le forniture sui mercati fossero già sovrabbondanti. Torna il segno più per il saldo settimanale dell'oro. Dopo un -2,5% e un -2,05%, nelle ultime cinque sedute, incurante del nuovo rialzo dei tassi negli Stati Uniti, il metallo giallo ha messo a segno un incremento del 2,15% riportandosi a ridosso dei 1.230 dollari l'oncia.