MILANO - Salgono le richieste di indennità di disoccupazione: secondo i dati dell'Inps, nel gennaio scorso ne sono state presentate nel complesso 162.714, con un aumento di 8,5 punti percentuali rispetto al gennaio del 2015 e di 18,5 punti rispetto alle 137.165 domande presentate a dicembre. Gennaio è stato il primo mese senza incentivi, dopo due anni di sgravi contributivi sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Altri dati emergono dall'Osservatorio sul precariato, dal quale si evince che - sempre a gennaio - sono stati registrati complessivamente 46.921 licenziamenti da contratti a tempo indeterminato a fronte dei 46.074 registrati a gennaio 2016. Per quanto riguarda i licenziamenti disciplinari sono stati 5.684, in aumento rispetto ai 5.057 di gennaio 2016 (+13,3%) e del 28,2% rispetto ai 4.434 registrati a gennaio 2015. Nell'intero 2016 i licenziamenti disciplinari nelle aziende con più di 15 dipendenti sono stati 32.232 in aumento del 31% rispetto ai 24.595 registrati nel 2015. Il 7 marzo del 2015 è entrata in vigore la norma del Jobs act che di fatto abolisce l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento giudicato ingiusto) per i nuovi assunti.
Le cessazioni nel complesso (considerando anche dimissioni e altro) sono state 368.000, in aumento rispetto all'anno precedente (+2,7%): a crescere sono le cessazioni di rapporti a termine (+10,6%) mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato (122.595) sono diminuite (-9,2%). Per la cessazione dei rapporti di lavoro stabili si osserva un modesto incremento dei licenziamenti, determinato "soprattutto dalla crescita dei licenziamenti per cambio appalto" e dai licenziamenti disciplinari. Risultano in calo - precisa l'Inps - i licenziamenti per ragioni economiche (-7%). Continua la contrazione delle dimissioni (-14%), su cui ha inciso l'introduzione, a marzo 2016, della presentazione on line.
I rapporti di lavoro a tempo indeterminato instaurati a gennaio (comprese le trasformazioni) sono stati 154.363 con un calo del 6,9% rispetto allo stesso mese del 2016. La variazione netta è stata comunque positiva di 31.768 unità, poiché le cessazioni di contratti stabili registrate a gennaio sono state 122.595.
L'Istituto tiene anche il conteggio della vendita dei voucher, i buoni lavoro recentemente abrogati dal governo: ne sono stati venduti 9,1 milioni con un calo del 4,9% su febbraio 2016. Nei primi due mesi dell'anno sono stati venduti 18 milioni di voucher con un calo dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2016. Da ottobre è in vigore la norma sulla tracciabilità dei buoni per il lavoro accessorio.
Sempre dai dati Inps si vede che il numero di ore di cassa integrazione autorizzate a febbraio è diminuito complessivamente del 41% rispetto allo stesso mese di un anno fa a 60,1 milioni di ore. La riduzione è riconducibile al forte calo della cassa straordinaria, diminuita del 49,9% a 21,6 milioni di ore, e degli interventi in deroga con decremento del 48,4% rispetto a febbraio 2016 a quota 3,7 milioni di ore autorizzate. Sale, invece, la cassa integrazione ordinaria con 10,2 milioni di ore autorizzate, il 3,2% in più rispetto alle 9,8 milioni di ore di febbraio dell'anno scorso. In particolare la variazione è stata di -5,7% nel settore industria e di +47,5% nel settore edilizia. Rispetto a gennaio 2017 le ore di cig sono in aumento in tutte le tipologie di intervento. Le ore autorizzate di cassa ordinaria sono aumentate a febbraio del 29,0% rispetto al mese precedente, quelle di cassa straordinaria del 13,2% mentre quelle in deroga sono salite dello 0,7%.
Altri dati emergono dall'Osservatorio sul precariato, dal quale si evince che - sempre a gennaio - sono stati registrati complessivamente 46.921 licenziamenti da contratti a tempo indeterminato a fronte dei 46.074 registrati a gennaio 2016. Per quanto riguarda i licenziamenti disciplinari sono stati 5.684, in aumento rispetto ai 5.057 di gennaio 2016 (+13,3%) e del 28,2% rispetto ai 4.434 registrati a gennaio 2015. Nell'intero 2016 i licenziamenti disciplinari nelle aziende con più di 15 dipendenti sono stati 32.232 in aumento del 31% rispetto ai 24.595 registrati nel 2015. Il 7 marzo del 2015 è entrata in vigore la norma del Jobs act che di fatto abolisce l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento giudicato ingiusto) per i nuovi assunti.
Le cessazioni nel complesso (considerando anche dimissioni e altro) sono state 368.000, in aumento rispetto all'anno precedente (+2,7%): a crescere sono le cessazioni di rapporti a termine (+10,6%) mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato (122.595) sono diminuite (-9,2%). Per la cessazione dei rapporti di lavoro stabili si osserva un modesto incremento dei licenziamenti, determinato "soprattutto dalla crescita dei licenziamenti per cambio appalto" e dai licenziamenti disciplinari. Risultano in calo - precisa l'Inps - i licenziamenti per ragioni economiche (-7%). Continua la contrazione delle dimissioni (-14%), su cui ha inciso l'introduzione, a marzo 2016, della presentazione on line.
I rapporti di lavoro a tempo indeterminato instaurati a gennaio (comprese le trasformazioni) sono stati 154.363 con un calo del 6,9% rispetto allo stesso mese del 2016. La variazione netta è stata comunque positiva di 31.768 unità, poiché le cessazioni di contratti stabili registrate a gennaio sono state 122.595.
L'Istituto tiene anche il conteggio della vendita dei voucher, i buoni lavoro recentemente abrogati dal governo: ne sono stati venduti 9,1 milioni con un calo del 4,9% su febbraio 2016. Nei primi due mesi dell'anno sono stati venduti 18 milioni di voucher con un calo dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2016. Da ottobre è in vigore la norma sulla tracciabilità dei buoni per il lavoro accessorio.
Sempre dai dati Inps si vede che il numero di ore di cassa integrazione autorizzate a febbraio è diminuito complessivamente del 41% rispetto allo stesso mese di un anno fa a 60,1 milioni di ore. La riduzione è riconducibile al forte calo della cassa straordinaria, diminuita del 49,9% a 21,6 milioni di ore, e degli interventi in deroga con decremento del 48,4% rispetto a febbraio 2016 a quota 3,7 milioni di ore autorizzate. Sale, invece, la cassa integrazione ordinaria con 10,2 milioni di ore autorizzate, il 3,2% in più rispetto alle 9,8 milioni di ore di febbraio dell'anno scorso. In particolare la variazione è stata di -5,7% nel settore industria e di +47,5% nel settore edilizia. Rispetto a gennaio 2017 le ore di cig sono in aumento in tutte le tipologie di intervento. Le ore autorizzate di cassa ordinaria sono aumentate a febbraio del 29,0% rispetto al mese precedente, quelle di cassa straordinaria del 13,2% mentre quelle in deroga sono salite dello 0,7%.