MILANO - Istruttoria dell'Antitrust sul mega-appalto Consip per intesa restrittiva della concorrenza. Il Garante ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Cns, Dussmann Service, Engie Servizi (già Cofely Italia), ManitalIdea, Manutencoop Facility, Romeo Gestioni e Sti, per accertare se tali imprese, anche per il tramite di società dalle stesse controllate, abbiano coordinato le modalità di partecipazione alla gara bandita da Consip per l'affidamento dei servizi di Facility Management destinati agli immobili della pubblica amministrazione e alle Università e istituti di ricerca pubblici.
L'inchiesta Consip
In particolare, dall'analisi delle strategie partecipative nella gara indetta da Consip nel 2014, parrebbe emergere l'assenza di un effettivo confronto concorrenziale tra le parti in termini di mancata sovrapposizione delle offerte maggiormente competitive. L'ipotesi di coordinamento è supportata dai legami di natura societaria e consortile intercorrenti tra le suddette imprese e/o le cordate costituite per partecipare alla gara. Oggi i funzionari dell'Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società interessate con l'ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Il procedimento dovrà concludersi entro il 30 maggio 2018.
E sulla vicenda oggi si è pronunciato anche il Tar. Nessuna sospensione della sanzione da 14,7 milioni di euro inflitta dall'Antitrust a Manutencoop Facility Management per un'intesa restrittiva della concorrenza che avrebbe condizionato l'esito della gara pubblica bandita da Consip per un appalto di rilievo comunitario suddiviso in 13 lotti del valore totale di circa 1,63 miliardi nel settore dei servizi di pulizia nelle scuole nazionali. L'ha deciso il Tar del Lazio con un'ordinanza con la quale ha respinto una richiesta di sospensione del provvedimento sanzionatorio fatta dalla società.
L'importo della multa contestato veniva da una rideterminazione della stessa richiesta dal Tar all'Antitrust nell'ottobre scorso. I giudici amministrativi, infatti, ordinarono di riquantificare l'originaria sanzione di oltre 48 milioni di euro. Oggi, il Tar ha respinto la richiesta di sospensione cautelare del provvedimento contestato (in attesa della discussione e poi della definizione del giudizio nel merito), considerando "che non si rinvengono i presupposti per la concessione della tutela cautelare richiesta - si legge nell'ordinanza - in ragione del pregiudizio dedotto, di mera natura economica, come tale reintegrabile all'esito della fase di merito e senza che la ricorrente abbia fornito alcun elemento idoneo ad attestare che il pagamento nei termini della sanzione come rideterminata 'al ribasso' comporti conseguenze irreparabili sulla sua struttura di impresa, ferma restando la possibilità di chiedere una rateazione dell'importo".
L'inchiesta Consip
In particolare, dall'analisi delle strategie partecipative nella gara indetta da Consip nel 2014, parrebbe emergere l'assenza di un effettivo confronto concorrenziale tra le parti in termini di mancata sovrapposizione delle offerte maggiormente competitive. L'ipotesi di coordinamento è supportata dai legami di natura societaria e consortile intercorrenti tra le suddette imprese e/o le cordate costituite per partecipare alla gara. Oggi i funzionari dell'Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società interessate con l'ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Il procedimento dovrà concludersi entro il 30 maggio 2018.
E sulla vicenda oggi si è pronunciato anche il Tar. Nessuna sospensione della sanzione da 14,7 milioni di euro inflitta dall'Antitrust a Manutencoop Facility Management per un'intesa restrittiva della concorrenza che avrebbe condizionato l'esito della gara pubblica bandita da Consip per un appalto di rilievo comunitario suddiviso in 13 lotti del valore totale di circa 1,63 miliardi nel settore dei servizi di pulizia nelle scuole nazionali. L'ha deciso il Tar del Lazio con un'ordinanza con la quale ha respinto una richiesta di sospensione del provvedimento sanzionatorio fatta dalla società.
L'importo della multa contestato veniva da una rideterminazione della stessa richiesta dal Tar all'Antitrust nell'ottobre scorso. I giudici amministrativi, infatti, ordinarono di riquantificare l'originaria sanzione di oltre 48 milioni di euro. Oggi, il Tar ha respinto la richiesta di sospensione cautelare del provvedimento contestato (in attesa della discussione e poi della definizione del giudizio nel merito), considerando "che non si rinvengono i presupposti per la concessione della tutela cautelare richiesta - si legge nell'ordinanza - in ragione del pregiudizio dedotto, di mera natura economica, come tale reintegrabile all'esito della fase di merito e senza che la ricorrente abbia fornito alcun elemento idoneo ad attestare che il pagamento nei termini della sanzione come rideterminata 'al ribasso' comporti conseguenze irreparabili sulla sua struttura di impresa, ferma restando la possibilità di chiedere una rateazione dell'importo".