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Borse Ue in rialzo con Wall Street, si ferma il calo del dollaro

Le politiche economiche di Trump sono viste a rischio dopo il fallimento della riforma sanitaria, ma i mercati mettono freno alla debolezza delle ultime sedute: Milano +1%. Gli operatori credono che per le altre iniziative Usa in agenda non ci saranno simili ostacoli: l'euro si stabilizza a 1,086 biglietti verdi. Intanto la fiducia degli americani è ai massimi dal Duemila

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MILANO - I mercati europei riescono a rimbalzare dopo la debolezza delle ultime sedute, scatenata dalla messa in discussione del progetto economico e politico del presidente Usa, Donald Trump. L'arenarsi di fronte al Congresso del suo tentativo di riformare il sistema sanitario ha incrinato le certezze degli operatori sulla capacità del tycoon di mettere in atto le promesse elettorali di tagli al fisco, deregolamentazione finanziaria e investimenti per accelerare la crescita. Oggi, però, il dollaro ha trovato un punto d'appoggio, le azioni asiatiche hanno chiuso in rialzo e i listini del Vecchio continente sono riusciti a sfruttare il traino di Wall Street dopo una mattinata incerta. Milano chiude in rialzo dell'1,02% con il comparto bancario bene intonato. Scatta in avanti Tenaris, che viene anche sospesa a tratti per eccesso di volatilità. Terminanon sui massimi di giornata anche gli altri: Parigi sale dello 0,57%, Londra dello 0,68% e Francoforte aggiunge l'1,28%. Giova agli scambi europei il miglioramento di Wall Street dopo la chiusura contrastata di ieri: quando terminano gli scambi nel Vecchio continente, il Dow Jones e lo S&P crescono dello 0,4% e il Nasdaq guadagna lo 0,2%.

In calo lo spread tra il Btp decennale e l'analogo Bund tedesco a 175 punti, con un rendimento di 2,13%, mentre il Tesoro ha venduto 2,5 miliardi di Ctz con rendimenti in calo a -0,085%. Lo spread spagnolo è una sessantina di punti sotto quello italiano. La scrollata dal pessimismo delle ultime giornate mette un freno anche al rialzo dell'euro che chiude in lieve calo sotto 1,09 dollari (1,0859) dopo essere salito al top da 4 mesi sopra quota 1,09. Euro/yen a 119,87 e dollaro/yen a 110,40. La divisa unica è stabile contro la sterlina a 0,86 alla vigilia dell'avvio ufficiale del percorso verso Brexit: domani la premier britannica Theresa May richiederà di applicare l'articolo 50 per l'uscita dall'Unione. L'Italia intanto incassa i dati Istat sull'industria, con fatturato e ordini in netto calo a gennaio. Negli Usa, a gennaio l'indice S&P/Case-Shiller, che misura l'andamento dei prezzi immobiliari nelle 20 principali città degli Stati Uniti, ha registrato un +5,7% annuo (+5,6% a dicembre). Il dato è in linea con le stime. Nettamente superiore invece l'indice della fiducia del Conference Board, secondo la fiducia degli americani è ai massimi dal dicembre del 2000: 125,6 punti a marzo, dai 116,1 punti di febbraio (rivisto al rialzo dai 114,8 punti della prima stima).

Come accennato, in mattinata la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in rialzo, recuperando le perdite degli ultimi giorni con l'indice ai minimi da un mese e mezzo. Il ritardo nell'applicazione delle direttive di Trump viene colto da alcuni osservatori addirittura con sollievo: dà più tempo alle economie - asiatiche in particolare - di adattarsi al nuovo modello di commercio protezionistico pensato dalla Casa Bianca. Il Nikkei ha segnato un rialzo dell'1,14% a quota 19.202,87, con un guadagno di 217 punti. Lo yen - pur attenuando la fase di apprezzamento - è rimasto sui massimi in quattro mesi sul dollaro, a quota 110,60, e a un valore di 120,20 al cambio con l'euro.

Il prezzo del petrolio torna in rialzo, approfittando dell'indebolimento del biglietto verde dei giorni scorsi. I mercati restano comunque preoccupati per l'aumento della produzione Usa. Quando terminano gli scambi Ue, il Wti sale dell'1,9% a 48,65 dollari, il Brent è in linea e si porta a 51,7 dollari. L'oro si stabilizza sui massimi da un mese: il metallo prezioso vale 1.257 dolari l'oncia. Anche nel caso del lingotto, "il passo indietro di Trump non è passato inosservato", annota Carlo Alberto De Casa di ActivTrades, che spiega come "i metalli preziosi hanno approfittato del calo del dollaro confermando la tradizionale correlazione inversa con la banconota verde". Nel futuro, "se si superassero i massimi di ieri in area 1.264 dollari si aprirebbe lo spazio per ulteriori rimonte, confermando il trend positivo di questi primi mesi del 2017. Viceversa avremo un primo segnale di debolezza con un ritorno dei prezzi sotto quota 1.220 dollari".